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Le griglie di aerazione condominiali collocate sul marciapiede sono soggette al pagamento della Tosap ?

pubblicato 28 feb 2013, 08:03 da Emilio Curci
In questo contributo proviamo a fare chiarezza su un argomento che ha suscitato non pochi problemi e conseguente contenzioso fiscale tra amministrazioni condominiali ed Enti Comunali. 

Si tratta, cioè, di comprendere se le griglie di aerazione a servizio degli edifici condominiali che siano collocate su un marciapiede pubblico siano o meno assoggettate al pagamento della Tosap (Tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche), così come comunemente avviene per qualsiasi oggetto appunto collocato sul suolo pubblico (ad esempio le strutture che posizionano all'esterno dei locali per accogliere i clienti gli esercizi di ristorazione nella stagione estiva).

Sebbene sul punto la giurisprudenza di molte commissioni tributarie locali sia ormai pacifica, per rispondere correttamente alla domanda appare opportuno effettuare alcuni importanti chiarimenti.

E' evidente, infatti, che se pensiamo a delle griglie di aerazione condominiali collocate sul marciapiede comunale che siano state realizzate su una strada preesistente, già destinata alla pubblica circolazione, la risposta non può che essere affermativa e, cioè, è naturale che le stesse, come ogni altro oggetto collocato su suolo pubblico (e debitamente autorizzato dall'autorità amministrativa) facciano sorgere in capo al condominio l'obbligo di pagamento della relativa imposta.

Il problema, invece, si pone in tutti quei casi in cui vi siano delle griglie di aerazione sorte insieme all'edificio condominiale prima della data in cui il Comune abbia acquisito il diritto di pubblico dell’uso del passaggio sulla strada.

Non è, infatti, infrequente il caso in cui, quando sorgono edifici di nuova costruzione (e con essi le relative griglie di aerazione) questi sono collocati in zone non ancora servite da strade destinate al pubblico passaggio, la cui realizzazione spesso è affidata, tra gli oneri di urbanizzazione agli stessi costruttori.

Ci si trova, cioè nel caso in cui l'immobile sorge su un suolo originariamente privato su parte del quale, soltanto dopo la costruzione degli edifici, il comune acquisisce il diritto all'utilizzo pubblico di una strada successivamente realizzata.

In questi casi è evidente che il Comune non rilascia alcuna autorizzazione amministrativa alla realizzazione delle griglie in quanto le stesse non sorgono su suolo pubblico, ma vengono costruire unitamente all'immobile su suolo privato.

Ragionando, in tal senso, si può , dunque, pacificamente affermare che la sussistenza delle griglie sia priva di qualsiasi vincolo, per cui per esse non può essere preteso il pagamento di occupazione si suolo pubblico.

In sostanza, nel momento in cui il Comune acquisisce il diritto di pubblico passaggio, successivamente alla realizzazione dello stabile condominiale, le griglie sono già preesistenti e pertanto le stesse  non possono essere assogettabili ad alcun tributo.

Tale principio è stato già affermato dalla Corte di Cassazione con sentenza n.1996/96, ma anche regolamentato dallo stesso Ministero delle Finanze con propria risoluzione n. 258/E/4/Q/5370 del 1996 con la quale sono stati ampiamente chiariti i termini della questione per casi analoghi a quello che ci occupa.

Ciononostante, per molti anni, le amministrazioni comunali hanno invece sostenuto, comunque la necessaria applicazione dell’art. 38 co1 e 2 Dlgs. N.507/93 (legge istitutiva dalla Tosap) affermando che la norma citata, in ogni caso e comunque, comporterebbe l’applicabilità del tributo della Tosap per l’utilizzazione particolare del suolo pubblico da parte del privato. 

Secondo tale interpretazione l’utilizzazione del suolo pubblico, pertanto, indipendentemente dai tempi e dai modi  e dalle condizioni in cui questa si sia realizzata renderebbe legittima l’imposizione della Tosap.

E' pur vero che, sul punto si era espressa in maniera parzialmente diversa la Corte di Cassazione, (tra le altre con due pronunce del 1992 e del 1986), ma, in tali casi, non solo si tratta di sentenze ormai datate e superate dalla successiva giurisprudenza e dalla citata risoluzione del Ministero delle Finanze, ma anche non perfettamente attinenti rispetto all'ipotesi esaminata nel presente contributo.

Nelle dette pronunce, infatti, viene sancito, da un lato, il principio per cui  l’applicazione del tributo sarebbe, comunque, prevista per legge, non lasciando alcun margine discrezionale all’ente impositore e, dall’altro, il principio secondo il quale il tributo sarebbe dovuto indipendentemente dalla materiale sottrazione del suolo all’uso normale o collettivo.

I criteri sopra enunciati, in linea di principio, sono certamente indiscutibili, se valutati in situazioni normali, ossia in casi nei quali l’utilizzo o il vantaggio ricavato da parte dei privati (indipendentemente dal rilascio o meno della concessione rilasciata della P.A.) si esplichino su di un suolo avente già natura pubblica, ma nel caso come quello esaminato, quando le griglie siano sorte insieme allo stabile, all’epoca in cui  il suolo era di natura privata il principio non è certamente applicabile.

Come già detto, dunque, e come peraltro ribadito in maniera chiara dalla risoluzione ministeriale sopra citata, il tributo della Tosap non è applicabile in tutti i casi in cui  il suolo sul quale le griglie sono state realizzate era originariamente di natura privata e sul quale soltanto successivamente è sorto il diritto di pubblico passaggio.

La citata sentenza della Cassazione del 1996 ribadisce ulteriormente quanto sino ad ora precisato, chiarendo, infatti, che “l’unica circostanza che può impedire l’applicazione della tassa su un’area gravata da servitù di pubblico passaggio è costituita dalla preesistenza dell’utilizzazione particolare all’acquisto del diritto pubblico di uso; in tal caso, infatti, detto diritto nasce già limitato da una situazione di fatto preesistente non incompatibile con esso, di modo che il Comune non può pretendere il corrispettivo di un’utilizzazione che è sorta libera da ogni vincolo”

La sopra citata Risoluzione del Ministero delle Finanze n. 258/E/4/Q/5370, invece, afferma che “la tassazione delle griglie e delle intercapedini, come del resto di ogni altro tipo di occupazione, è possibile quando l’occupazione sia realizzata, per effetto di un atto di concessione, su area pubblica. Ove l’occupazione con i predetti manufatti sia stata realizzata in sede di edificazione del fabbricato, quando, cioè, l’area era privata, la tassazione non può essere operata per assenza del presupposto impositivo rappresentato nel titolo corrispondente. Infatti in tali ipotesi la costruzione dei manufatti è oggetto di concessione edilizia e non di concessione all’uso particolare di un bene pubblico”.

Per ulteriore completezza va aggiunto che nello stesso senso ed uniformandosi al detto principio si è espressa, tra le altre, anche la Commissione Tributaria Provinciale di Milano con sentenza n.583 del 31.03.1999 laddove proprio riprendendo il testo della risoluzione citata ha dichiarato che: “E’ illegittimo l’avviso di accertamento con il quale viene richiesto il pagamento della Tosap su aree gravate da servitù di pubblico passaggio. Infatti con la Ris. N. 258 del 29.11.1996 il Dipartimento delle Entrate precisa che la Tosap trova il presupposto esclusivamente nell’occupazione di aree pubbliche e non di aree private ancorchè asservite a pubblico passaggio su concessione edilizia”.

Da ultima, ma non come importanza, va, infine, citata, tra le altre, una sentenza emessa dalla commissione Tributaria Provinciale di Bari – sez. 15 n.75/15/03 (nella quale un condominio è stato assistito dal nostro studio legale).

Per rispondere compiutamente alla domanda posta all'inizio di questo contributo è, dunque, necessario preliminarmente accertare se l'immobile sia sorto su un suolo privato non destinato al pubblico passaggio o meno.

Nel primo caso, dunque, il Comune non potrà richiedere al Condominio alcuna imposta per le griglie di aerazione poste a servizio dell'edificio, nel secondo cao, invece, sì.

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