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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL 83/2015: cosa cambia in materia di esecuzioni e fallimenti

pubblicato 06 lug 2015, 13:16 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 06 lug 2015, 13:21 ]
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2015 n. 147, il decreto legge n. 83 recante modifiche alle disposizioni in materia fallimentare,civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. 

Il decreto apporta numerosi interventi in materia di procedure concorsuali, procedure esecutive e qualche novità in tema di processo civile telematico.

In tema di procedure concorsuali segnaliamo:

Curatore e commissario giudiziale

Viene stabilità l'incompatibilità tra le figure del curatore fallimentare e del commissario giudiziale che dovrà completare i propri adempimenti entro i termini a pena la revoca.  
Non potrà, inoltre, essere nominato curatore chi ha concorso al dissesto dell’impresa nei 5 anni anteriori alla dichiarazione di fallimento.
Viene creato un Registro informatico nazionale, istituito presso il Ministero della Giustizia ed accessibile al pubblico, in cui saranno raccolti i provvedimenti di nomina dei curatori, dei commissari giudiziali e dei liquidatori giudiziali.

Concordato preventivo 

Il Tribunale potrà autorizzare finanziamenti anche nel caso di concordato in bianco (e/o un accordo di ristrutturazione) e, in via d’urgenza, anche senza attestazione di un professionista, dopo aver ascoltato i creditori principali. Tale autorizzazione dovrà avvenire
entro 10 giorni dalla domanda. Il relativo finanziamento  (se concesso) sarà protetto dal beneficio della prededuzione in caso di successivo fallimento;

Nelle ipotesi in cui il piano di concordato preveda un’offerta da parte di un determinato soggetto, il tribunale, su richiesta del commissario giudiziale, potrà decidere di aprire una "gara" sulle offerte, favorendo la concorrenza nell'ambito del concordato stesso.

Nelle ipotesi di un piano di concordato presentato da un debitore, nel caso in cui la proposta non preveda la soddisfazione di almeno il 25% dei crediti chirografari, sarà possibile per i creditori che rappresentino almeno il 10% dei crediti di presentare a loro volta una differente proposta di concordato.

Sarà inoltre possibile chiedere immediatamente lo scioglimento e la sospensione per non più di 60 giorni dei contratti in corso di esecuzione

Nuove modalità di ristrutturazione dei debiti

L’accordo di ristrutturazione dei debiti previsto dalla legge fallimentare potrà essere presentato dall'impresa esposta nei confronti di creditori finanziari per un ammontare pari almeno alla metà dell'indebitamento complessivo.
Tale accordo potrà essere concluso con il 75% dei creditori finanziari, se questi rappresentano almeno la metà dell’indebitamento, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (per esempio altre imprese fornitrici di beni e servizi). 

– vi può accedere l’impresa esposta nei confronti di creditori finanziari (banche e intermediari finanziari) per un ammontare pari almeno alla metà dell’indebitamento complessivo;

– l’accordo può concludersi con il 75% dei creditori finanziari, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (ad es. i fornitori di beni e servizi) ed estendere la sua efficacia anche ai creditori finanziari non aderenti all’accordo (che potranno comunque proporre opposizione)  purché essi siano stati informati e un professionista abbia attestato la correttezza dell’accordo;

Vendite in sede concorsuale

Le vendite e gli altri atti di liquidazione posti in essere dalla Curatela potranno prevedere un versamento del prezzo rateizzato;

Il decreto in esame introduce importanti novità anche in materia di esecuzioni. Tra questi segnaliamo:

Ricerca dei beni pignorabili in capo al debitore

Viene introdotta una nuova possibilità per il creditore, debitamente autorizzato dal Tribunale, di rivolgersi direttamente ai gestori delle banche dati (anagrafe tributaria, Inps, Pra), senza doversi rivolgere (come accade per la normativa in vigore agli Ufficiali Giudiziari ed attendere un decreto attuativo da parte del Ministero della Giustizia). Tanto potrà avvenire nel termine di un anno, scadenza assegnata per l'adozione del decreto dirigenziale che assicuri la piena funzionalità del sistema.

Limiti di pignoramento a stipendi e pensioni

La riforma modifica anche il limite massimo del pignoramento di stipendi e pensioni (attualmente fissato nella misura di un quinto). 

I nuovi commi aggiunti all’art. 545 c.p.c. prevedono infatti, con riferimento al pignoramento delle pensioni che le somme dovute non potranno essere pignorate “per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà” e che la parte eccedente è pignorabile nei limiti previsti dalla legge; per gli stipendi, invece, si stabilisce che le somme dovute, “nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento”, mentre se l’accredito ha luogo “alla data del pignoramento o successivamente”, le predette somme possono essere pignorate nei limiti stabiliti dalla legge.

Novità importante è costituita dal fatto che il pignoramento eseguito in violazione delle suddette norme è parzialmente inefficace, e tale inefficacia è rilevata anche d’ufficio dal giudice.

La "nuova revocatoria"

Una delle novità del d.l. n. 83/2015 (già in vigore per le procedure iniziate successivamente all’entrata in vigore del decreto) è l’introduzione del nuovo art. 2929-bis del Codice Civile il quale consente l’esecuzione forzata su beni immobili o mobili registrati del debitore anche se questi sono stati sottoposti a vincolo di indisponibilità (es: costituzione di fondo patrimoniale) ovvero di alienazioni a titolo gratuito, senza attendere la preventiva sentenza dichiarativa di inefficacia del vincolo o del trasferimento (c.d revocatoria ordinaria), in tutti i casi in cui tale vincolo sia sorto successivamente al sorgere del credito e se il pignoramento è stato trascritto entro un anno dalla data in cui l’atto stesso è stato trascritto.

Le modifiche al precetto

La riforma modifica anche il contenuto dell’atto di precetto prevedendo, attraverso l'introduzione del comma 2 dell’art. 480 c.p.c., il quale prevede l’obbligo del creditore di avvertire, nel medesimo atto, il debitore della possibilità di chiedere aiuto ad un organismo di composizione della crisi o ad un professionista nominato dal giudice, per “porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento” al fine di concludere con il creditore un accordo di composizione della crisi o proponendo un piano del consumatore.

Il nuovo portale delle vendite pubbliche

Le aste riguardanti beni immobili o mobili registrati si effettueranno online sul portale unico delle vendite pubbliche e la pubblicità sarà obbligatoria, pena l'estinzione della procedura esecutiva.

Viene introdotto anche l’albo dei custodi giudiziari: un elenco dei soggetti specializzati per la custodia e la vendita dei mobili pignorati che dovrà essere istituito presso ogni tribunale.

La nuova conversione del pignoramento “a rate”

Introdotta anche per il pignoramento mobiliare la possibilità di ottenere una rateizzazione delle somme da pagare a titolo conversione fino a 36 mesi.

Nuovi termini per la perdita di efficacia del pignoramento.

Viene modificato l’art. 497, primo comma, c.p.c., il quale prevede che, a decorrere dalla sua entrata in vigore, la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati vada richiesta entro 45 giorni a pena di inefficacia riducendo così il previgente termine di 90 giorni.

Vendite immobiliari

Il termine per il deposito della documentazione ipocatastale nelle vendite immobiliare si riduce da 120 a 60 giorni. Il giudice dell'esecuzione fisserà il numero complessivo degli esperimenti di vendita, (non inferiori a tre) nonchè i “criteri per determinare i relativi ribassi, le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non inferiore a sei mesi e non superiore a un anno alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita dovrà restituire gli atti in cancelleria”.

L'aggiudicatario dell'immobile pignorato potrà pagarlo anche in modalità rateale e, in tal caso, potrà entrare nel bene acquistato anche prima del termine del versamento dell'ultima rata, purchè presenti un'apposita fideiussione a garanzia del saldo.

Processo civile telematico

Qualche novità, infine, anche in tema di processo civile telematico.

Il DL 83/2015 attribuisce, infatti, valore legale al deposito con modalità telematica degli atti introduttivi dei procedimenti di cognizione e di volontaria giurisdizione, quando effettuati dal difensori o dai dipendenti pubblici, lasciando sempre salva per questo tipo di atti la possibilità dell'utilizzo del sistema cartaceo fino all'1 gennaio 2017.