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Processo civile semplificato a tre riti: approvato oggi decreto legislativo dal Governo

pubblicato 01 set 2011, 03:00 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 08 set 2011, 03:17 ]
In data 1.09.2011 Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo recante"Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, così come previsto dalla delega di cui all’articolo 54 della legge n.69 del 18.06.2009.

Il provvedimento, il cui schema era stato già approvato in via preliminare il 9 giugno scorso si pone l'obiettivo di razionalizzare e semplificare la normativa in tema di riti utilizzati nel processo civile passando dai 33 attualmente in uso a soli tre modelli procedimentali già previsti dal codice di procedura civile ed ossia: il rito del lavoro, il rito sommario di cognizione, il rito ordinario di cognizione.

Dopo l'approvazione, in una conferenza stampa il Ministro della Giustizia ha affermato che la semplificazione non è stata ancora completata ed ha anticipato la necessità di agire ancora su alcuni settori della giustizia civile come le procedure fallimentari e la materia della famiglia sulle quali il Governo non aveva ricevuto la delega da parte del Parlamento.

In sintesi di seguito le novità apportate dal decreto:

1) rito del lavoro
In questo rito sono stati ricondotti procedimenti in materia di applicazione del codice della privacy, le opposizioni alle sanzioni amministrative, ai verbali di accertamento del codice della strada, ai provvedimenti di recupero degli aiuti di Stato, alle sanzioni in materia di stupefacenti, nonchè anche alle controversie agrarie;

2) procedimento sommario di cognizione
Il procedimento sommario di cognizione (già introdotto con la mini riforma del 2009) ricomprenderà, invece, una serie di procedimenti speciali semplificando la trattazione e/o l'istruzione della causa (tra questi i procedimenti in materia di immigrazione e di discriminazione, le opposizioni ai decreti di pagamento delle spese della giustizia, nonchè quelli relativi ai provvedimenti in materia di riabilitazione del debitore protestato);

3) rito ordinario di cognizione
In questo rito, considerato come residuale rispetto alle altre due categorie vengono introdotte, per esclusione, tra le altre, le seguenti materie:
le opposizioni a procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici, quelle relative alla stima nelle espropriazioni per pubblica utilità, i procedimenti per chiedere la rettifica del sesso, le controversie sull'attuazione di sentenze e provvedimenti stranieri e, infine, quelle in materia di liquidazione degli usi civici.  

Come detto rimangono fuori dalla riforma alcune materie quali famiglia e fallimento per le quali, in attesa di modifiche normative, si continueranno ad adottare le procedure ancora in vigore.

Per espressa disposizione normativa naturalmente i nuovi riti si applicheranno ai giudizi introdotti dopo l'entrata in vigore della nuova normativa.

Di seguito la presentazione predisposta dal Ministero con l'illustrazione delle novità.


Tra gli allegati viene, infine, riportato il testo del decreto legislativo

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Emilio Curci,
01 set 2011, 03:25
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