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Notifiche telematiche per gli avvocati: arriva decreto ministeriale con le nuove regole tecniche

pubblicato 13 mag 2013, 04:04 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 20 giu 2013, 10:00 ]
In data 9.05.2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Il Decreto n. 48/2013 del Ministero della Giustizia che prova a riorganizzare con alcune modifiche la disciplina delle notifiche degli atti giudiziari eseguite dagli avvocati in via telematica.

In particolare la norma va ad incidere sull'art. 18 del DM 44/2011 fornendo, però, soluzioni ancora non troppo chiare e sicuramente meritevoli di ulteriori approfondimenti.

Il nuovo art. 18  ora prevede che l’avvocato esegua la notifica in modalità telematica, ai sensi dell'art. 3-bis della Legge 21 gennaio 1994 n. 53, allegando al messaggio di posta elettronica certificata documenti informatici o copie informatiche, anche per immagine, di documenti analogici privi di elementi attivi e redatti nei formati consentiti dalle specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 34. 

La norma, inoltre, prosegue prevedendo che tale modalità di notifica viene eseguita anche quando l'avvocato  procede allo scambio delle comparse o delle memorie, ai sensi dell'articolo 170, co. IV c.p.c. con le altre parti costituite nel giudizio.

Nessuna modifica viene apportata al terzo comma di quest’art. 18 che, come nella versione previgente stabilisce che la parte contumace possa prendere visione degli atti del procedimento tramite accesso al portale dei servizi telematici e, nei casi previsti, anche tramite il punto di accesso.

In sintesi, dunque, affinchè l'invio sia valido è necessario che l'avvocato trasmetta, a mezzo pec, l'atto come allegato, inserendo nell'oggetto, così come previsto dalla legge n. 53/94, la dizione “notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994” e se il procedimento è già pendente anche l'indicazione dell’ufficio giudiziario, la sezione, il numero e l’anno di ruolo.

Le modifiche più rilevanti sono, invece, contenute nei successivi commi (4, 5 e 6) i quali si occupano di definire il valore giudico degli atti e delle copie notificate in modalità telematica ed, in particolare, dell'efficacia, sotto il profilo probatorio, di quegli atti  formati su supporto analogico.

La norma infatti, al comma 4 prevede che: "l'avvocato che estrae copia informatica per immagine dell'atto formato su supporto analogico, compie l'asseverazione prevista dall'articolo 22, comma 2, del codice dell'amministrazione digitale, inserendo la dichiarazione di conformita' all'originale nella relazione di notificazione, a norma dell'articolo 3-bis, comma 5, della legge 21 gennaio 1994, n. 53". 

All'avvocato spetterebbe, dunque, l'onere di inserire una dichiarazione di conformità della copia digitale rispetto all'originale dell'atto in formato cartaceo (es: un decreto ingiuntivo) da notificare in via telematica, acquisendo così, di fatto, al difensore anche un vero e proprio potere di "autentica" dell'atto in questione.

Sul punto la norma non è molto chiara e avrà certamente bisogno di ulteriori chiarimenti soprattutto sotto il profilo dell'autentica della copia.

Interessante precisazione riguarda poi la procura alle liti che secondo il comma 5: "si considera apposta in calce all'atto cui si riferisce quando e' rilasciata su documento informatico separato allegato al messaggio di posta elettronica certificata mediante il quale l'atto e' notificato. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche quando la procura alle liti e' rilasciata su foglio separato del quale e' estratta copia informatica, anche per immagine". 

L'ultimo comma si occupa, infine, della ricevuta di avvenuta consegna dell'atto stabilendo che "la ricevuta di avvenuta consegna prevista dall'articolo 3-bis, comma 3, della legge 21 gennaio 1994, n. 53 e' quella completa, di cui all'articolo 6, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68.".

Le nuove regole tecniche entreranno in vigore dal 24 maggio 2013 ed ossia 15 giorni dopo la pubblicazione del decreto.