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Le nuove regole del contenzioso tributario

pubblicato 02 mag 2010, 01:15 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 03 mag 2011, 09:46 ]

A seguito dell'entrata in vigore della riforma del codice di procedura civile (legge n. 69/2009) sono intervenute importanti modifiche anche nel processo tributario, stante il rinvio disposto dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, ai sensi del quale “I giudici tributari applicano le norme del presente decreto e, per quanto da esse non disposto e con esse compatibili, le norme del codice di procedura civile”.

Al fine di precisare tali modifiche è intervenuta l'Agenzia delle Entrate con la circolare 17/E, concernente “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile (circolare n. 17)”, la quale ha chiarito le novità principali introdotte dalla legge 69 del 18 giugno 2009.

Di seguito si riportano le modifiche più importanti:

1) CONCILIAZIONE

Una delle novità più rilevanti concerne il tema della conciliazione. Nella circolare viene chiarito che chi rifiuta una proposta conciliativa senza giustificato motivo può essere condannato al pagamento delle spese del processo nel caso di accoglimento della domanda da parte della Commissione tributaria, in misura uguale alla proposta fatta oppure inferiore alla stessa.

2) COMPENSAZIONE DELLE SPESE

Riguardo alla compensazione delle spese, non sarà più sufficiente la ormai consueta ed "abusata" formula dei “giusti motivi”, ma sarà necessario includere nelle motivazioni della sentenza la formula “le altre gravi ed eccezionali ragioni”, che inducono a compensare le spese giudiziali. (così come stabilito nel nuovo articolo 92 c.p.c.).

3) CONTRADDITTORIO

Altra precisazione contenuta nella circolare è relativa al contradditorio, in quanto si precisa che le parti possono sempre depositare memorie scritte nel caso in cui il giudice ritenga di fondare la propria decisione su una questione rilevata d’ufficio. (come previsto dal nuovo art. 101 c.p.c.).

4) RIDUZIONE DEI TERMINI DI IMPUGNAZIONE

Altra novità concerne la riduzione del termine "lungo" di impugnazione (decorrente dalla pubblicazione della sentenza) che, da un anno, viene ridotto a sei mesi.

5) ESTENSIONE DEI TERMINI DI CUI ALL'ART. 155 C.P.C.

Viene estesa l'applicazione dell’art. 155 c.p.c. (proroga della scadenza ricadente nel giorno festivo e nel sabato al giorno non festivo immediatamente successivo) anche ai procedimenti già pendenti il 1 marzo 2006, con riferimento ai termini ancora pendenti;

E’ opportuno precisare che le modifiche devono applicarsi ai giudizi instaurati in primo grado dopo la data di entrata in vigore della legge n. 69/2009 (4 luglio 2009)

Per ulteriori approfondimento si allega copia della circolare dell'Agenzia delle Entrate.

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Emilio Curci,
02 mag 2010, 01:32
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