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La riforma forense è legge. Le novità principali

pubblicato 02 gen 2013, 08:02 da Emilio Curci
In data 21 dicembre 2012 il Senato ha definitivamente approvato il testo della riforma forense che, dopo oltre ottant’anni, modifica la professione legale sotto vari aspetti tra cui i criteri di accesso, il suo svolgimento, le sanzioni e la definizione dei compensi.

Il testo è stato approvato al termine di un lungo e travagliato iter legislativo e si compone di 67 articoli.

In conformità a quanto già previsto da precedenti disposizioni normative il limite del periodo di tirocinio viene ridotto a 18 mesi rispetto agli originari  24, con la possibilità  di svolgimento di un impiego subordinato durante i mesi di pratica purché non diventi prevalente in termini di ore.

Il tirocinio potrà consistere anche nella frequenza obbligatoria, per un periodo non inferiore a 18 mesi, di corsi di formazione di indirizzo professionale tenuti da ordini e associazioni forensi e sarà possibile anche lo svolgimento di due differenti tirocini alle medesime condizioni di impegno e di retribuzione.

Sotto questo aspetto l'articolo 41 della legge prevede che il tirocinio sia gratuito nei primi sei mesi con la facoltà (e non l'obbligo), da parte del titolare di studio di corrispondere un compenso per le mensilità successive anche attraverso la stipula di un vero e proprio contratto che, però, non potrà mai essere di lavoro subordinato.

Gli articoli da 46 a 49 si occupano di modificare l'esame di Stato necessario per l'accesso alla professione, prevedendo una valutazione degli elaborati più approfondita e con l'obbligo per  la Commissione esaminatrice di esplicitare per iscritto, al fianco del testo, le proprie annotazioni di carattere positivo o negativo sull'elaborato. Non sarà, inoltre, più possibile utilizzare i codici commentati con la giurisprudenza, prevedendo l'introduzione di uno specifico reato per eventuali violazioni operate dai candidati.

L'abilitazione alle magistrature superiori sarà possibile, soltanto a partire dall’ottavo anno dopo l’iscrizione all’albo oppure dopo cinque anni abilitazione.

L'art. 9 si occupa, invece delle specializzazioni che potranno essere utilizzate soltanto dopo due anni dal conseguimenti dell'idoneità e dovrà essere inoltre svolto un periodo di formazione specifica nel settore prescelto.

Riguardo alla determinazione dei compensi la stessa dovrà essere  effettuata per iscritto se richiesto dal cliente e non potranno essere mai utilizzate le tariffe professionali o, comunque, i parametri normativi unicamente di uso giudiziale.

Sarà obbligatorio avere una polizza assicurativa che copra anche gli eventuali danni provocati da tutti i soggetti operanti nello studio, ivi inclusi anche i praticanti.

Modificata anche la composizione degli organi deputati all'irrogazione delle sanzioni che saranno comminate da un Ordine Nazionale, composto da 5 membri.

Tra le altri importanti novità la previsione di una riserva per l'attività di assistenza legale stragiudiziale in favore degli avvocati.

La normativa disciplina anche le associazioni tra avvocati, che potranno essere anche multidisciplinari, mentre al Governo viene delegato il compito di emanare un decreto legislativo per la regolamentazione delle società tra avvocati, delle quali, non potranno mai fare parte soci di puro capitale e quello di riformare la disciplina delle difese di ufficio.

Liberalizzata la pubblicità formativa purchè veritiera e non comparativa.

Previsti, però, tempi molto lunghi per la reale operatività della riforma.

Affinchè la stessa entri definitivamente in vigore sarà infatti necessaria l'emanazione di due tipi di regolamenti: alcuni adottati dal Ministro della Giustizia, dopo avere acquisito i prescritti pareri e comunque entro due anni dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, ed altri, invece demandati all’organo di autogoverno della categoria (il Consiglio Nazionale forense).

I regolamenti ministeriali potranno disciplinare le seguenti materie: associazioni professionali; specializzazioni; condizioni essenziali e massimali minimi delle polizze per la responsabilità civile; parametri tariffari; tenuta ed aggiornamento degli albi, degli elenchi e dei registri; modalità di accertamento dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione; convocazione e funzionamento dell’assemblea degli iscritti; elezioni dei consigli degli ordini territoriali; tirocinio; scuole forensi; praticantato presso gli uffici giudiziari; modalità e svolgimento dell’esame di Stato.

Quelle demandate al Cnf sono, invece, le seguenti: formazione continua, modalità di trasmissione degli albi e degli elenchi e modalità di redazione e pubblicazione dell’elenco nazionale degli avvocati; scuola superiore dell’avvocatura; modalità di accesso allo sportello del cittadino; elenco delle associazioni specialistiche; modalità di elezione del consiglio distrettuale di disciplina e procedimento.

In attesa di pubblicazione del testo della legge sulla Gazzetta Ufficiale e della sua entrata in vigore riportiamo tra gli allegati il documento elaborato dal Consiglio Nazionale Forense contenente tutte le disposizioni normative approvate.

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Emilio Curci,
02 gen 2013, 08:03