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Filiazione: pubblicato in GU il Dlgs 154/2013 che elimina definitivamente le discriminazioni tra figli legittimi e naturali

pubblicato 10 gen 2014, 09:28 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 13 gen 2014, 03:11 ]
Sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 gennaio 2014, n. 5, è stato pubblicato il Decreto Legislativo 28 dicembre 2013, n. 154 recante "modifica della normativa vigente al fine di eliminare ogni residua discriminazione rimasta nel nostro ordinamento fra i figli nati nel e fuori dal matrimonio, così garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi".

Il provvedimento fa seguito alla legge delega n. 219/2012 che aveva iniziato a riordinare la materia rinviando appunto ad un successivo decreto l'armonizzazione definitiva del sistema normativo.

Il provvedimento, inserisce, in sintesi, le seguenti novità.

Status e diritti

Viene eliminata ogni differenza tra i figli, sia in relazione al loro status (nati o meno al di fuori del matrimonio o adottivi), che in relazione alla loro posizione economica, acquisendo, tutti pari diritti anche in materia successoria.
Vengono, infatti, eliminati tutti i riferimenti già presenti nella normativa vigente a "figli legittimi" e "figli naturali" sostituiti con la semplice espressione di "figli".
La potestà genitoriale viene sostituita dalla "responsabilità genitoriale", che non scade (come accadeva per la potestà) alla maggiore età, al cui raggiungimento non vengono pertanto meno gli obblighi dei genitori.
L'articolo 316 del codice civile, così come riformulato, prevede, che la "responsabilità genitoriale" sia a carico di entrambi i genitori e che la stessa sia esercitata di comune accordo, tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio. 
I genitori sono dunque vincolati al mantenimento dei figli anche oltre il raggiungimento della maggiore età e fino al momento in cui gli stessi raggiungono un'indipendenza economica.

Viene, inoltre, limitato a cinque anni dalla nascita il termine per proporre l’azione di disconoscimento della paternità ed introdotto
il diritto degli ascendenti di mantenere “rapporti significativi” con i nipoti minorenni.
In caso di ostacoli posti dai genitori, infatti,  i nonni potranno rivolgersi al Tribunale onde ottenere una provvedimento che li rimuova.

Disciplinato anche l’ascolto dei minori (se capaci di discernimento) che dovranno essere sempre ascoltati nell'ambito dei procedimenti che li riguardano.

Ai fini dell'assegno di mantenimento in caso di separazione, la riforma equipara i figli maggiorenni portatori di handicap ai figli minori (nuovo articolo 337-septies codice civile). 

Successioni

Il nuovo provvedimento normativo ha abrogato il comma terzo dell'articolo 537 del codice civile che prevedeva la possibilità, per i figli legittimi, di soddisfare in danaro o beni immobili ereditati la porzione spettante ai figli nati fuori del matrimonio, fatta salva la possibilità di proporre opposizione davanti al giudice alla cui valutazione era rimessa la decisione tenuto conto delle circostanze personali e patrimoniali. 

Seguendo lo stesso principio, è stata anche eliminata la c.d. "commutazione" prevista dall'articolo 542 del codice civile (nel caso di concorso tra coniuge e figli). 

Effettuate modifiche anche per la successione legittima con il nuovo art. 565 del Codice Civile che afferma il principio secondo cui la filiazione fuori del matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti parenti nello stesso modo in cui li produce la filiazione avvenuta all'interno del matrimonio. 

Anche nel caso della successione legittima viene eliminata ogni possibilità di commutazione a danno dei figli nati fuori dal 
matrimonio.

Le nuove norme entrano in vigore in data dal 7.02.2014