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Depenalizzazione: da oggi al via la non punibilità per la "tenuità" del fatto

pubblicato 02 apr 2015, 03:19 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 02 apr 2015, 03:22 ]
Dal 2 aprile entra in vigore  il decreto legislativo n. 28/2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in data 18.03.2015 che ha introdotto nell'ordinamento italiano  disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, in attuazione dell'art. 1, comma 1, lett. m) della legge 28 aprile 2014, n. 67.

Non saranno, dunque, più punibili una serie di fatti che non siano ritenuti meritevoli di sanzione penale per "irrilevanza", valutazione che presuppone comunque l'accertamento sulla sussistenza del fatto che viene però ritenuto non punibile dal magistrato per la sua scarsa importanza.

E' stato perciò introdotto nel codice penale l'art. 131 bis che, al primo comma, prevede che l'istituto sia applicabile "per i reati puniti con pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero con pena pecuniaria, sola o congiunta a detta pena detentiva" e aggiunge che "per la determinazione della pena detentiva si tiene conto solamente delle circostanze che comportino una pena di specie diversa o ad effetto speciale e non del giudizio di bilanciamento di cui all'art. 69 c.p."

Il nuovo articolo indica anche i requisiti necessari affinchè il fatto possa essere considerato di particolare tenuità e cioè:

- la particolare tenuità dell'offesa per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo;
- la non abitualità del comportamento.

Entrambi tali requisiti dovranno essere valutati ai sensi dell'art. 133, comma 1, c.p. e, comunque, l'offesa non potrà essere mai considerata di particolare tenuità:

- quando l'autore abbia agito per motivi abietti e futili, con crudeltà (anche contro gli animali), con sevizie, in presenza di minorata difesa della vittima (anche in base all'età), in caso di morte o lesioni gravissime di una persona

In relazione al criterio dell'abitualità, la norma prevede che sussista sempre in caso di:

- delinquenza abituale, professionale o per tendenza;
- commissione altri reati della stessa indole;
- reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.

Viene quindi introdotto anche il nuovo art. 411 del Codice di Procedura Penale che consente al GIP di disporre l'archiviazione quando il fatto sia ritenuto di particolare tenuità, dando possibilità alla persona offesa di proporre comunque opposizione a detta richiesta analogamente all'opposizione alla richiesta di archiviazione "classica".

Introdotto anche il nuovo art. 651 bis c.p.p. il quale prevede che la sentenza penale irrevocabile di proscioglimento pronunciata per particolare tenuità del fatto in seguito a dibattimento abbia efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo per le restituzioni e il risarcimento del danno promosso nei confronti del condannato e del responsabile civile che sia stato citato ovvero sia intervenuto nel processo penale, in relazione all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso.

I provvedimenti che dispongono in merito alla particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131 bis c.p. sono iscritti nel casellario giudiziale. Tali iscrizioni sono cancellate dopo dieci anni dalla pronuncia.

L'istituto è applicabile una volta soltanto.