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Lo spazio delle ultime novità e degli aggiornamenti normativi 

In questa pagina vengono periodicamente inseriti aggiornamenti relativi a novità normative o, comunque, inerenti il mondo del diritto che sono ritenute rilevanti dai nostri autori.

Per ogni aggiornamento vengono pubblicati, se disponibili, i testi normativi ufficiali di riferimento o i link attraverso i quali accedervi tramite siti esterni.

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Unioni civili in vigore: cosa prevede la legge

pubblicato 16 giu 2016, 09:54 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 16 giu 2016, 09:55 ]

Con la legge n. 76 del 20 maggio 2016 sono state definitivamente approvate dalla Camera le norme sulle c.d. "unioni civili" che per la prima volta sono introdotte nell'ordinamento italiano al fine di disciplinare le unioni civili tra persone dello stesso sesso. 

La legge contiene, però anche importanti novità in tema di regolamentazione delle convivenze di fatto (anche tra persone di sesso diverso).

A seguito dell'entrata in vigore della norma sopra richiamata è, dunque, possibile per due persone maggiorenni dello stesso sesso costituire una c.d. "unione civile" attraverso un'apposita dichiarazione da rendere dinanzi all'Ufficiale di Stato Civile alla presenza di due testimoni. A seguito di tanto l'unione viene registrata nell'archivio di stato civile del Comune nel quale l'unione è appunto celebrata.

Contestualmente le parti possono scegliere anche il loro regime patrimoniale, nonchè il cognome da utilizzare tra quello di uno dei due contraenti.

L'esistenza di un precedente vincolo matrimoniale (ovvero una precedente unione civile) è causa di impedimento, così come l'interdizione per infermità di mente, l'esistenza di rapporti di affinità o parentela, di una condanna definitiva di uno dei due per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l'altra parte.

Quanto alle cause di nullità dell'unione civile si fa rinvio agli stessi articoli del Codice Civile in tema di matrimonio. 

A seguito dell'unione civile nascono per entrambi i contraenti diritti e doveri tra i quali (come per il matrimonio) l'obbligo all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione, ma non quello della fedeltà. Entrambe le parti sono poi tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni.

Non sarà possibile per le coppie unite civilmente effettuare delle adozioni, restando però fermo quanto già previsto e consentito dalle norme vigenti e dalla giurisprudenza dei Tribunali per i minorenni che, in taluni casi, hanno consentito tale possibilità.

E' possibile sciogliere l'unione civile su espressa manifestazione di volontà (anche disgiunta) delle parti dinanzi all'ufficiale dello stato civile. In tale caso la domanda di scioglimento dell'unione civile è proposta decorsi tre mesi dalla data di manifestazione di volontà di scioglimento dell'unione. Parimenti l'unione è sciolta in caso di sentenza definitiva di rettificazione di attribuzione del sesso. Allo stesso modo a seguito della rettificazione anagrafica di sesso, se i coniugi non abbiano manifestato la volontà di sciogliere il matrimonio ne deriva l'automatica trasformazione del vincolo in unione civile.

Quanto invece alle c.d. "convivenze di fatto" la legge prevede dei requisiti minimi affinchè possano essere considerate tali ed ossia: maggiore età dei conviventi (sia dello stesso sesso che di sesso diverso), la sussistenza di legami affettivi e di reciproca assistenza morale e materiale, l'assenza di vincoli di parentela, affinità o adozione, o di legami matrimoniali o derivanti da un'unione civile, nonchè la coabitazione.

Tali convivenze sono regolamentate con un apposito accordo, redatto in forma scritta a pena di nullità e ricevuto da un notaio in forma pubblica con il quale le parti disciplinano i rapporti patrimoniali (comunione o separazione che è sempre modificabile nel corso del rapporto) e fissano la comune residenza.

Il contratto può anche prevedere le modalità di contribuzione alle esigenze della vita comune, in proporzione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo.

Il contratto di convivenza è nullo in presenza di un vincolo matrimoniale, di un'unione civile o di un altro contratto di convivenza. E' altresì nullo se concluso tra soggetti legati tra loro da vincoli di parentela, affinità e adozione o da persona minore di età, (fatti salvi i casi di autorizzazione del tribunale), da persona interdetta giudizialmente o, infine, nel  caso di condanna per omicidio consumato o tentato.

Il contratto di convivenza può essere sciolto per morte, successivo matrimonio o unione civile, accordo consensuale ovvero per recesso unilaterale di una delle parti.

Instaurata una convivenza di fatto sorgono a carico delle parti reciproci obblighi e diritti quali l'assistenza fra i conviventi di fatto nonchè gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall'ordinamento penitenziario.

In caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto di visita, assistenza e di accesso alle informazioni personali nelle strutture ospedaliere (come per i coniugi ed i familiari).

E' altresì prevista la facoltà di designare per un convivente l'altro quale suo rappresentante in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute, ovvero in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

Il convivente di fatto viene poi inserito tra i soggetti che devono essere indicati nella domanda per interdizione o inabilitazione o amministrazione di sostegno e può essere conseguentemente nominato tutore, curatore o amministratore dell'altro qualora ne abbia i requisiti.
 
Al convivente superstite, in caso di morte dell'altro convivente proprietario dell'immobile utilizzato come casa di residenza permane il diritto di abitazione per due anni o per un periodo pari alla durata della convivenza se superiore a due anni, ma fino ad un massimo di cinque anni. Se vi sono figli minori o disabili il diritto non può essere di durata inferiore a tre anni.

E' riconosciuta inoltre la facoltà per il convivente di fatto di succedere nel contratto di locazione della casa di comune residenza nel caso di morte del conduttore, così come peraltro ormai pacificamente ammesso dalla giurisprudenza più recente in materia.

Anche caso di cessazione della convivenza di fatto permane l'obbligo del mantenimento nel caso in cui l'ex convivente non disponga di adeguati redditi propri per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza.

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DL 59/2016 in Gazzetta: novità in tema di procedure esecutive, concorsuali e finanziamenti

pubblicato 06 mag 2016, 14:06 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 06 mag 2016, 14:09 ]


Il decreto che entra in vigore contestualmente alla sua pubblicazione contiene, dunque, importanti novità in tema di procedure esecutive e concorsuali delle quali esaminiamo di seguito gli aspetti più rilevanti.

A) Pegno mobiliare non possessorio: viene introdotto il principio del pegno non possessorio, grazie al quale il debitore che dà in pegno un bene mobile destinato all'esercizio dell'impresa (es.: un macchinario – con esclusione dei beni mobili registrati) può continuare ad utilizzarlo nel processo produttivo; in precedenza il debitore perdeva l'uso del bene oggetto di pegno; viene istituito un registro dei pegni non possessori presso l'Agenzia delle Entrate;

B) Patto marciano: per i contratti di finanziamento stipulati tra istituti finanziari e imprese è introdotta la facoltà di ricorrere al cosiddetto "patto marciano" ed ossia è possibile concedere in garanzia un bene immobile attraverso un contratto condizionato di cessione che diviene efficace in caso di inadempimento del debitore. Non è possibile concedere in garanzia l'immobile di residenza dell'imprenditore. La legge prevede che si verifichi l'inadempimento quanto siano scadute almeno tre rate del finanziamento e siano decorsi almeno sei mesi dal loro mancato pagamento. Quando invece è prevista la restituzione in unica soluzione si ha inadempimento quando siano decorsi sei mesi dalla scadenza. Il valore di cessione deve essere determinato da un terzo, secondo gli accordi presi dalle parti. Nell'ipotesi in cui il bene immobile al momento della cessione abbia un valore superiore al debito residuo il creditore ne diventerà proprietario corrispondendone la differenza, nel caso contrario invece non dovrà pagare nulla e sarà trasferita la proprietà.

C) Disposizioni in materia di espropriazione forzata.

- Pignoramento
Viene modificato l'art. 492 c.p.c. con l'obbligo di inserire nell'atto di pignoramento la seguente formula: “a norma dell'articolo 615, secondo comma, terzo periodo, l'opposizione e' inammissibile se e' proposta dopo che e' stata disposta la vendita o l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l'opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.
Naturalmente viene modificato anche l'art. 615 secondo comma c.p.c. specificando appunto che l'opposizione proposta dopo la vendita o l'assegnazione è di norma inammissibile ad esclusione del caso in cui sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero se il debitore dimostri di non averla potuta proporre per causa a lui non imputabile.

- Numero dei tentativi di vendita ed estinzione della procedura esecutiva

Viene modificato anche l'articolo 532 c.p.a., secondo comma, con la previsione secondo la quale "Il giudice fissa altresi' il numero complessivo, non superiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi, le modalita' di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non superiore a sei mesi, alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria. Quando gli atti sono restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sono istanze a norma dell'articolo 540 bis, dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di cui all'articolo 164 bis delle disposizioni di attuazione del presente codice”.
In sintesi dopo tre tentativi di vendita è rimessa al giudice la possibilità di estinguere la procedura esecutiva anche in assenza dei presupposti previsti dall'art. 164 bis disp. att. c.p.c. (infruttuosità dell'esecuzione forzata);

- Provvedimenti di rilascio

Modificato l'art. 560 c.p.c. con la previsione per cui la procedura di rilascio per gli immobili potrà essere eseguita senza le formalità previste dagli art. 605 e ss e, dunque, direttamente dal custode senza la presenza dell'ufficiale giudiziario eventualmente con l'assistenza della forza pubblica

- Assegnazione a favore del terzo

Inserito l'art. 590 bis che prevede l'assegnazione dell'immobile in favore di un terzo con onere per il creditore assegnatario di comunicarne il nominativo entro cinque giorni dall'assegnazione.

D) Decreto ingiuntivo
Viene modificato l'art. 648 primo comma c.p.c., secondo periodo, a norma del quale il giudice deve  disporre la provvisoria esecuzione di un decreto ingiuntivo per le somme non contestate

E) Legge fallimentare

Introdotta la possibilità di utilizzare le tecnologie telematiche sia per le udienze che per le adunanze dei creditori. Introdotta anche la possibilità di revocare il curatore che non rispetta i termini fissati per la procedura;

F) Registro delle procedure esecutive e concorsuali: 

Viene Istituito presso il Ministero della giustizia un registro digitale di tutte le procedure esecutive e concorsuali onde consentirne l'accesso e la verifica ai creditori.

Tra gli allegati inseriamo per un maggiore approfondimento le tavole sinottiche elaborate dalla Scuola Superiore della Magistratura - Sezione di Milano nelle quali viene riportato il raffronto tra vecchia e nuova normativa.

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Omicidio stradale: la legge in Gazzetta Ufficiale

pubblicato 26 apr 2016, 14:09 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 26 apr 2016, 14:12 ]

Il 24 marzo 2016 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 la legge n. 41 del 23 marzo 2016 recante "Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274" con entrata in vigore dal successivo 25 marzo.

Con la legge sono stati introdotti nel codice penale due nuovi reati autonomi e, per l'esattezza l'omicidio stradale (previsto dall'art. 589-bis) e le lesioni personali stradali gravi e gravissime (previste dall'art. 590-bis). 

La pena applicabile, prevista fino ad un massimo di 12 anni, è graduata nelle seguenti modalità:

- da 8 a 12 anni per l'omicidio stradale in presenza di tasso alcolemico del conducente superiore a 1,5 grammi per litro e in caso di assunzione di sostanze stupefacenti;
- da 5 a 10 anni in caso di tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, eccesso di velocità, attraversamento con il semaforo rosso, circolazione contromano, inversione di marcia in prossimità di incroci curve o dossi, sorpasso con linea continua;
- da 2 a 7 anni in tutti gli altri casi.

Inserita anche una circostanza aggravante speciale per l'ipotesi del conducente con aumento di pena da un terzo a due terzi.

La pena, comunque, comminata non potrà mai essere inferiore a 5 anni.

Quanto alle lesioni personali stradali la pena potrà essere applicata nella seguente modalità:

- da 3 a 5 anni per le lesioni gravi in caso di tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro e uso di stupefacenti, 
- da 4 a 7 anni per quelle gravissime sempre quando ricorrono le suddette condizioni;

- da 1 anno e 6 mesi per le lesioni gravi in caso di tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 gr per litro o in caso di violazioni particolarmente gravi (eccesso di velocità, attraversamento con il semaforo rosso, circolazione contromano, inversione di marcia in prossimità di incroci curve o dossi, sorpasso con linea continua) 
- da 2 a 4 anni per le lesioni gravissime sempre quando ricorrono le suddette condizioni;

Anche in tal caso è stata inserita l'aggravante per il "fuggitivo" sa 1/3 a 2/3 e la previsione di un'applicazione della pena nel minimo non inferiore a 3 anni.

Introdotto l'arresto obbligatorio in flagranza per il conducente con tasso alcolemico superiore a 1,5gr/litro e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

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Corte di Cassazione: dal 15 febbraio 2016 al via le comunicazioni telematiche

pubblicato 28 gen 2016, 14:30 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 28 gen 2016, 14:36 ]

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21.01.2016 è stato pubblicato il Decreto del Ministero della Giustizia del 19 gennaio 2016 rubricato come "attivazione delle notificazioni e comunicazioni telematiche presso la Corte di cassazione, ai sensi dell'articolo 16, comma 10, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, limitatamente al settore civile".

In sostanza, così come previsto nell'art. 2 l'art. 16 comma 10 del DL 179/2012, a decorrere dal 15 febbraio 2016, le comunicazioni e notificazioni da parte delle cancellerie delle sezioni civili, presso la Corte suprema di cassazione avverranno in modalità telematica così come già avviene per tutti gli altri uffici giudiziari (Tribunali e Corti di Appello).

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In Gazzetta Ufficiale i decreti legislativi sulle depenalizzazioni

pubblicato 25 gen 2016, 13:26 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 25 gen 2016, 13:31 ]

Con i decreti legislativi n. 7 del 15.01.2016 recante “Disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili” e 8 del 15.01.2016, recante “Disposizioni in materia di depenalizzazione”, entrambi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22.01.2016, il Governo ha approvato il c.d. "pacchetto depenalizzazione".

In sostanza le nuove norme cancellano numerosi reati penali, prevedendone, per alcuni, l’abrogazione, disponendone in sostituzione delle sanzioni pecuniarie civili e, per altri, invece, la trasformazione in illeciti amministrativi, sanzionati con una multa o con un'ammenda, di valore mediamente molto elevato.

Il decreto legislativo n. 7/2016, in particolare, tra gli altri, ha previsto l'abrogazione dei seguenti reati:
  • ingiuria;
  • guida senza patente;
  • atti osceni, turpiloquio, rappresentazioni teatrali o cinematografiche oscene;
  • interruzione di gravidanza;
  • danneggiamento  con esclusione dell'ipotesi in cui sia commesso con minaccia o violenza alla persona o in occasione di manifestazioni pubbliche. Introdotta, in caso di condanna, la sospensione condizionale della pena subordinata all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato o alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato;
  • coltivazione autorizzata di cannabis terapeutica;
  • rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto;
  • noleggio di materiale coperto da copyright;
  • abusiva concessione in noleggio;
  • abuso della credulità popolare;
  • omesso versamento di ritenute previdenziali nei limiti € 10000.
Con il decreto legislativo n. 8/2016 sono stati, invece, depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda che non siano inseriti del codice penale ed altri reati presenti, invece, nel codice penale, con esclusione di quelli previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti. 

Le nuove sanzioni si applicheranno anche ai reati commessi prima dell’entrata in vigore dei nuovi decreti, salvo che il processo penale non si sia già concluso con una sentenza irrevocabile.

Entrambi i decreti legislativi entreranno in vigore il 6 febbraio 2016.

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Legge di stabilità 2016: nuove possibilità per il coniuge separato in stato di bisogno

pubblicato 07 gen 2016, 12:43 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 07 gen 2016, 12:51 ]

La legge di stabilità 2016 (l. 208/2015, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30.12.2015) ha introdotto un'importante novità, seppur in via sperimentale, per il coniuge separato in stato di bisogno, istituendo uno specifico fondo di solidarietà in sua tutela, con una dotazione di 250.000 euro per l'anno 2016 e di 500.000 euro per l'anno 2017.

Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge sarà emanato un decreto del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze con le disposizioni attuative che individuerà i Tribunali competenti a concedere le relative autorizzazioni e le modalità per le erogazioni delle somme.

Sarà infatti previsto un vero e proprio procedimento giudiziario che dovrà essere introdotto dal coniuge che intenderà ottenere il detto beneficio e che sarà comunque esentato dal pagamento del contributo unificato.
 
La norma infatti testualmente recita (ai commi 414 e 415) che "il coniuge in stato di bisogno che non e' in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l'assegno determinato ai sensi dell'articolo 156 del codice civile per inadempienza del coniuge che vi era tenuto, puo' rivolgere istanza da depositare nella cancelleria del tribunale del luogo ove ha residenza, per l'anticipazione di una somma non superiore all'importo dell'assegno medesimo.
Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato,ritenuti sussistenti i presupposti di cui al periodo precedente, assumendo, ove occorra, informazioni, nei trenta giorni successivi al deposito dell'istanza, valuta l'ammissibilita' dell'istanza medesima e la trasmette al Ministero della giustizia ai fini della corresponsione della somma di cui al periodo precedente.
Il Ministero della giustizia si rivale sul coniuge inadempiente per il recupero delle risorse erogate.
Quando il presidente del tribunale o il giudice da lui delegato non ritiene sussistenti i presupposti per la trasmissione dell'istanza al Ministero della giustizia, provvede al rigetto della stessa con decreto non impugnabile” .


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Pubblicata la nuova circolare del Ministero della Giustizia relativa agli adempimenti di cancelleria nel processo civile telematico

pubblicato 28 ott 2015, 10:16 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 28 ott 2015, 10:19 ]

Segnaliamo la recente pubblicazione della circolare del Ministero della Giustizia del 23.10.2015, la quale affronta le problematiche relative agli adempimenti di cancelleria nell'ambito del processo civile telematico.

La circolare, effettuando numerosi chiarimenti anche in merito alle prassi utilizzate da taluni uffici giudiziari si occupa dei seguenti argomenti: cliccando sui quali è possibile visualizzare direttamente quello prescelto

Ricognizione delle novità normative (testo aggiornato)

Tenuta del fascicolo su supporto cartaceo

Copie ad uso ufficio e dei componenti del collegio

Copie informali (testo integrato)

Tempi di lavorazione degli atti da parte delle cancellerie (testo integrato)

Orario di deposito e proroga dei termini processuali scadenti di sabato o domenica

Anomalie del deposito eseguito mediante invio telematico

Conseguenze dell’iscrizione della causa in un registro diverso da quello di pertinenza ai fini del versamento del contributo unificato (paragrafo di nuova introduzione)

Deposito esclusivamente telematico degli atti del giudice nell’ambito della procedura monitoria

Domanda di ingiunzione di pagamento europea (paragrafo di nuova introduzione)

Deposito di atti processuali delle parti non costituite a mezzo di difensore

Comunicazione integrale dei provvedimenti del giudice

Accesso al fascicolo informatico del procedimento monitorio da parte di soggetti non costituiti

Atti processuali a firma multipla con particolare riferimento al verbale d’udienza e al caso del verbale di conciliazione

Iscrizione di professionisti al REGINDE

Pagamento del Contributo Unificato con marca da bollo. Modalità alternative di pagamento

Potere di autenticazione, da parte del difensore, degli atti contenuti nel fascicolo informatico

Applicabilità ai procedimenti instaurati presso tutti gli Uffici giudiziari degli adeguamenti del Contributo Unificato introdotti dal d.l. n. 90/2014

Rilascio della formula esecutiva su copia estratta dal difensore

Inserimento, nei registri di cancelleria, dell’intero collegio giudicante (paragrafo di nuova introduzione)

 Inserimento, nei registri di cancelleria, dell’intero collegio difensivo, compreso l’eventuale domiciliatario (paragrafo di nuova introduzione)

Trasmissione del fascicolo del processo di primo grado alla corte d’appello (paragrafo di nuova introduzione)

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In Gazzetta Ufficiale il Regolamento sull'Avvocato specialista

pubblicato 18 set 2015, 02:41 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 18 set 2015, 02:44 ]

Sulla Gazzetta Ufficiale 15 settembre 2015, n. 214 è stato pubblicato il DM 144/2015 recante le disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista così come già previsto dall'articolo 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 (legge di riforma dell'ordinamento professionale).

Tale regolamento disciplina le modalità di attuazione dei percorsi formativi dell'avvocato specialista, nonchè i parametri per valutare l'esperienza del professionista nella sua specifica area di specializzazione tra quelle individuate dal decreto come di seguito indicato:
a) diritto delle relazioni familiari, delle persone e dei minori; b) diritto agrario; c) diritti reali, di proprietà, delle locazioni e del condominio; d) diritto dell'ambiente; e) diritto industriale e delle proprieta' intellettuali; f) diritto commerciale, della concorrenza e societario; g) diritto successorio; h) diritto dell'esecuzione forzata; i) diritto fallimentare e delle procedure concorsuali;
l) diritto bancario e finanziario; m) diritto tributario, fiscale e doganale; n) diritto della navigazione e dei trasporti; o) diritto del lavoro, sindacale, della previdenza e dell'assistenza sociale; p) diritto dell'Unione europea; q) diritto internazionale; r) diritto penale; s) diritto amministrativo; t) diritto dell'informatica.

Per poter utilizzare il titolo di specialista, l'avvocato deve presentare domanda al consiglio dell'ordine di appartenenza che, dopo averne verificata la regolarità, la trasmette al Consiglio nazionale Forense;

I requisiti necessari per la presentazione della domanda sono: 1) la frequenza con esito positivo, negli ultimi 5 anni, di corsi di specializzazione (art. 7) o, alternativamente,  la comprovata esperienza nel settore di specializzazione (art. 8); 2) l'assenza nei tre anni precedenti di sanzioni disciplinari definitive, diverse dall'avvertimento, conseguente ad un comportamento realizzato in violazione del dovere di competenza o di aggiornamento professionale; 3) l'assenza, nei due anni precedenti, di revoca di un precedente titolo di specialista.

L'avvocato specialista, ogni tre anni dall'iscrizione nell'elenco, deve dichiarare e documentare al consiglio di appartenenza l'adempimento degli obblighi di formazione permanente nel settore di specializzazione. Il titolo di avvocato specialista è altresì revocato dal Consiglio nazionale forense, a seguito di comunicazione del Consiglio dell'Ordine in caso di: a) irrogazione di sanzione disciplinare definitiva, diversa dall'avvertimento, conseguente ad un comportamento realizzato in violazione del dovere di competenza o di aggiornamento professionale; b) mancato adempimento degli obblighi di formazione continua ovvero dell'obbligo di deposito nei termini della dichiarazione e della documentazione.

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Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 132/2015: la sintesi delle modifiche apportate in sede di conversione del DL 83/2015

pubblicato 25 ago 2015, 06:11 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 25 ago 2015, 06:16 ]

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20.08.2015 la legge n. 132 del 6 agosto 2015 che ha convertito in legge il DL 83/2015 apportando alcune modifiche al testo originario del provvedimento legislativo.

La norma (di cui avevamo già parlato in questo precedente post) introduce, con alcuni correttivi, rispetto a quanto già previsto dal testo del decreto legge importanti novità in materia di procedura civile, fallimentare  processo civile telematico.

Procedure concorsuali

La prima parte del provvedimento si occupa delle procedure concorsuali, ricalcando di fatto, quanto già previsto nel DL 83/2015 (accesso al credito nel corso della crisi aziendale, apertura alla concorrenza nel concordato preventivo, nuovi requisiti richiesti per la nomina a curatore fallimentare, nuove modalità di accordi per la ristrutturazione dei debiti, operazioni di vendita in sede concorsuale e deducibilità delle perdite).

Tra le modifiche più rilevanti operate in sede di conversione si segnalano:

- l'indicazione della percentuale minima di soddisfacimento dei creditori chirografari al 20% in caso di concordato preventivo;
- eliminata la possibilità per il commissario quando "ritenga, alla luce di manifestazioni di interesse comunque pervenute, del valore dell'azienda o del bene, che l'offerta contemplata dal piano possa non corrispondere al miglior interesse dei creditori" di richiedere al tribunale, con istanza motivata, di aprire un procedimento competitivo. Le offerte concorrenti rimangono dunque in vigore, ma solo ad istanza di altri creditori e non più anche su impulso del commissario, previa autorizzazione del Tribunale
- anche delle offerte concorrenti deve essere data pubblicità sul "portale delle vendite pubbliche introdotto dal nuovo art. 490 c.p.c;

Esecuzioni civili

La legge di conversione apporta anche delle modifiche alla parte del decreto legge in materia di esecuzioni. Tra queste segnaliamo:
 
- ricerca beni pignorabili: E' ora prevista la possibilità per tutti i creditori debitamente autorizzati dal Tribunale (e, dunque, non più come previsto nel decreto solo per il creditore procedente), di rivolgersi direttamente ai gestori delle banche dati (anagrafe tributaria, Inps, Pra), senza attendere un decreto attuativo da parte del Ministero della Giustizia;
- pignoramenti autoveicoli: In deroga a quanto previsto dall'articolo 497, l'istanza di assegnazione o l'istanza di vendita deve essere depositata entro quarantacinque giorni (riducendo così il termine ordinario di 90 giorni) dal deposito da parte del creditore della nota di iscrizione a ruolo ovvero dal deposito delle copie conformi degli atti, a norma dell'articolo 159-ter del- le disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile;
- pignoramenti presso terzi: in caso di mancata dichiarazione del terzo, il giudice potrà considerare il credito non contestato soltanto nell'ipotesi in cui "l'allegazione del creditore consente l'identificazione del credito o dei beni di appartenenza del debitore in possesso del terzo". Nella previgente formulazione non era indicato tale inciso consentendo, di fatto, al giudice di assegnare comunque le somme in caso di mancata dichiarazione. In mancanza di tale allegazione il giudice dovrà procedere all'accertamento della sussistenza del credito ai sensi dell'art. 548 c.p.c.;
- introdotta la possibilità di "reclamare" ai sensi dell'art. 669 terdecies il provvedimento del giudice emesso ai sensi dell'art. 591 ter c.p.c. (quando sorgono difficoltà nelle operazioni di vendita);
- modificato l'art. 631 bis c.p.c. che prevede l'estinzione delle procedure esecutive in caso di omessa pubblicità sul portale delle vendite, quando ciò è imputabile al creditore procedente ovvero a quello intervenuto munito di titolo esecutivo. Nella precedente versione non vi era riferimento all'imputabilità di tale evento al creditore;

Processo telematico

- certificazioni di conformità: 
modificati gli artt. 16 decies e undecies  del DL 179/2012. Eliminata la possibilità (rispetto a quanto previsto dal DL 83/2015) per il difensore di certificare su copia digitale la conformità di questa all'originale dell'atto analogico consegnato all'ufficiale giudiziario per la notifica.
Eliminata anche la possibilità di certificare la conformità degli atti notificati in proprio ai sensi della legge n. 53/94.
Per quanto riguarda i documenti digitali rimane ferma la possibilità di attestarne la conformità secondo le regole già in essere (nello stesso documento o con dichiarazione separata). In quest'ultimo caso (attestazione su documento separato) la norma rinvia alle specifiche tecniche ministeriali che dovranno essere successivamente emanate.

In allegato riportiamo l'ottima tabella sinottica redatta dall'Avv. Carla Secchieri per il Centro Studi processo telematico che mette a raffronto nel dettaglio gli articoli di legge sia nella versione del DL 83/2015 che in quella della legge di conversione con l'indicazione delle relative date di entrata in vigore delle singole disposizioni

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Dal 15 luglio 2015 in vigore i nuovi importi per i diritti di copia

pubblicato 23 lug 2015, 08:07 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 23 lug 2015, 08:10 ]

Con decreto del Ministero della Giustizia del 7.05.2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 giugno 2015 (e, dunque, con entrata in vigore dal 15 luglio 2015) sono aumentati gli importi da corrispondere per ottenere le copie con o senza certificazione di conformità degli atti contenuti nei fascicoli giudiziari così come previsto dal DPR 115/2002 (Testo unico sulle spese di giustizia).

Tali somme sono dovute unicamente per il rilascio di copie cartacee e non di copie informatiche.

Gli importi sono stati adeguati tenendo conto dell'incremento del costo della vita e, dunque, nella misura del 4,4%. 

Sulla pagina del nostro sito dedicata ai diritti di copia è possibile calcolarne gli importi in base al numero di pagine ed al tipo di copie richieste, nonchè scaricare la tabella aggiornata presente, comunque, anche tra gli allegati di questo post.

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