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Novità e aggiornamenti normativi 

In questa pagina vengono periodicamente inseriti aggiornamenti relativi a novità normative o, comunque, inerenti il mondo del diritto ritenuti rilevanti dai nostri autori.

Per ogni aggiornamento vengono pubblicati, se disponibili, i testi normativi di riferimento o i link attraverso i quali accedervi tramite siti esterni.

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Depenalizzazione: da oggi al via la non punibilità per la "tenuità" del fatto

pubblicato 02 apr 2015, 03:19 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 02 apr 2015, 03:22 ]

Dal 2 aprile entra in vigore  il decreto legislativo n. 28/2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in data 18.03.2015 che ha introdotto nell'ordinamento italiano  disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, in attuazione dell'art. 1, comma 1, lett. m) della legge 28 aprile 2014, n. 67.

Non saranno, dunque, più punibili una serie di fatti che non siano ritenuti meritevoli di sanzione penale per "irrilevanza", valutazione che presuppone comunque l'accertamento sulla sussistenza del fatto che viene però ritenuto non punibile dal magistrato per la sua scarsa importanza.

E' stato perciò introdotto nel codice penale l'art. 131 bis che, al primo comma, prevede che l'istituto sia applicabile "per i reati puniti con pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero con pena pecuniaria, sola o congiunta a detta pena detentiva" e aggiunge che "per la determinazione della pena detentiva si tiene conto solamente delle circostanze che comportino una pena di specie diversa o ad effetto speciale e non del giudizio di bilanciamento di cui all'art. 69 c.p."

Il nuovo articolo indica anche i requisiti necessari affinchè il fatto possa essere considerato di particolare tenuità e cioè:

- la particolare tenuità dell'offesa per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo;
- la non abitualità del comportamento.

Entrambi tali requisiti dovranno essere valutati ai sensi dell'art. 133, comma 1, c.p. e, comunque, l'offesa non potrà essere mai considerata di particolare tenuità:

- quando l'autore abbia agito per motivi abietti e futili, con crudeltà (anche contro gli animali), con sevizie, in presenza di minorata difesa della vittima (anche in base all'età), in caso di morte o lesioni gravissime di una persona

In relazione al criterio dell'abitualità, la norma prevede che sussista sempre in caso di:

- delinquenza abituale, professionale o per tendenza;
- commissione altri reati della stessa indole;
- reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.

Viene quindi introdotto anche il nuovo art. 411 del Codice di Procedura Penale che consente al GIP di disporre l'archiviazione quando il fatto sia ritenuto di particolare tenuità, dando possibilità alla persona offesa di proporre comunque opposizione a detta richiesta analogamente all'opposizione alla richiesta di archiviazione "classica".

Introdotto anche il nuovo art. 651 bis c.p.p. il quale prevede che la sentenza penale irrevocabile di proscioglimento pronunciata per particolare tenuità del fatto in seguito a dibattimento abbia efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo per le restituzioni e il risarcimento del danno promosso nei confronti del condannato e del responsabile civile che sia stato citato ovvero sia intervenuto nel processo penale, in relazione all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso.

I provvedimenti che dispongono in merito alla particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131 bis c.p. sono iscritti nel casellario giudiziale. Tali iscrizioni sono cancellate dopo dieci anni dalla pronuncia.

L'istituto è applicabile una volta soltanto.

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Assegni elettronici: pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale

pubblicato 30 mar 2015, 09:22 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 30 mar 2015, 09:25 ]

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 54/2015 del 6.03.2015 il decreto n. 205 del 3.10.2014 del Ministero dell'Economia e delle Finanze che introduce la disciplina dei nuovi assegni bancari e circolari in formato elettronico.

Per l'entrata in vigore effettiva della nuova disciplina sarà però necessario attendere l'emanazione delle regole tecniche di attuazione da parte della Banca d'Italia.

In realtà la legge che regola la materia risale all'anno 2011 ed ossia alla n. 106 del 12.07.2011 che aveva modificato l'originario testo normativo sugli assegni (il Regio Decreto n. 1736 del 1933), attribuendo valore legale all'utilizzo degli assegni elettronici ivi incluse le modalità di accertamento del mancato incasso (constatazione equivalente o protesto) con l'inserimento del nuovo art. 31 il quale espressamente stabilisce che "l’assegno bancario può essere presentato al pagamento, anche nel caso previsto dall’art. 34, in forma sia cartacea sia elettronica".

Rimandando alla lettura del testo normativo l'approfondimento della questione segnaliamo di seguito le novità più rilevanti.

Presentazione assegno

Secondo la nuova normativa la presentazione al pagamento in forma elettronica avviene quando il trattario o l’emittente ricevono dal negoziatore (cioè la banca o un altro soggetto abilitato), l’immagine dell’assegno, intendendo con tale termine la copia per "immagine dell’assegno su supporto informatico conforme all’originale cartaceo".

La dematerializzazione degli assegni cartacei può essere effettuata dal negoziatore ovvero affidata, sotto la sua esclusiva responsabilità, anche a soggetti terzi, che dispongano della competenza, della capacità e delle autorizzazioni richieste dalla legge, nonché dei requisiti previsti dal regolamento della Banca d’Italia per esercitare in maniera professionale ed affidabile tale attività.

Il negoziatore presenterà il titolo (bancario o circolare) in pagamento “non oltre il giorno lavorativo successivo a quello in cui l’assegno gli è stato girato per l’incasso”.

In pratica il cliente continuerà ad utilizzare l'assegno cartaceo che una volta depositato sarà "dematerializzato" dalla banca e negoziato attraverso la trasmissione all'istituto bancario del soggetto debitore della corrispondente copia in formato digitale.

Mancato pagamento

In caso di mancato pagamento dell’assegno elettronico, il protesto o la constatazione equivalente potranno essere fatti valere esclusivamente per via telematica secondo le regole definite dal regolamento apposito della Banca d’Italia che potrà estendere la modalità telematica anche al protesto e alla constatazione equivalente degli assegni presentati in forma cartacea.

In pratica, il creditore che ha ricevuto un assegno continuerà a versarlo “normalmente” sul proprio conto presso la Banca; sarà l’istituto che provvederà all’invio alla banca del debitore invece che l’assegno cartaceo, una riproduzione elettronica con tutti gli estremi.

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Difesa d'ufficio. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di riforma

pubblicato 26 feb 2015, 07:35 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 26 feb 2015, 07:37 ]

E' stata pubblicato in data 5.02.2015, nella Gazzetta Ufficiale n. 29, il decreto legislativo n. 6/2015 che attua la riforma della difesa d'ufficio, volta a garantire la difesa nel processo penale anche ai cittadini che non abbiano nominato un avvocato di fiducia.

Le norme che sono entrate in vigore il 20 febbraio, in sintesi determinano le seguenti novità.

Lista unica difensori di ufficio

L'elenco dei difensori d’ufficio sino ad ora tenuto presso ciascun consiglio dell’ordine circondariale) sarà unificato su base nazionale, attribuendo al Consiglio nazionale forense la competenza in ordine alle iscrizioni e al periodico aggiornamento;

Nuovi criteri per l'iscrizione nelle liste
 
Vengono introdotti criteri più stringenti per l’iscrizione nelle liste con la previsione che i corsi di aggiornamento (già previsti dalla previgente normativa) debbano essere di congrua durata e con un esame finale. 
Viene altresì elevata a cinque anni la pregressa esperienza professionale in materia penale idonea, in via alternativa a consentire l’iscrizione ed è stabilito, in ulteriore alternativa, il requisito del conseguimento del titolo di specialista in diritto penale. 
Alla richiesta di iscrizione provvede il Consiglio nazionale forense, previo parere del locale Consiglio dell’ordine (cui la domanda va presentata unitamente alla necessaria documentazione) e, ai fini del mantenimento dell’iscrizione, è necessario presentare periodica documentazione idonea a dimostrare l’effettiva e persistente esperienza nel settore penale. 
Il professionista non potrà chiedere la cancellazione dall’elenco prima di due anni dall’iscrizione. 

Disciplina transitoria

Gli avvocati attualmente iscritti agli elenchi tenuti dai Consigli dell’ordine saranno iscritti automaticamente all’elenco nazionale con onere di dimostrare, alla scadenza del periodo di un anno dalla data di entrata in vigore del decreto, la presenza dei requisiti richiesti dalla nuova disciplina per il relativo mantenimento dell’iscrizione.

Modifiche procedurali
 
Apportate modifiche all’art. 97 del codice di procedura penale.
Il nominativo del difensore d’ufficio dovrà essere fornito all’autorità procedente dai locali Consigli dell’ordine - mediante l’ufficio centralizzato costituito presso le Corti d’appello  che devono provvedere a predisporre un elenco dei professionisti iscritti all’albo che facciano parte dell’elenco nazionale; 
I criteri per la designazione del difensore saranno dettati dal Consiglio nazionale sulla base della prossimità alla sede del procedimento e della reperibilità del difensore stesso.

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Pubblica Amministrazione: in Gazzetta Ufficiale le nuove regole tecniche per i documenti informatici

pubblicato 21 gen 2015, 02:13 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 21 gen 2015, 02:15 ]

Con il DPCM 13 novembre 2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12.01.2015, finalmente si completa il quadro normativo che disciplina la conservazione e la gestione dei documenti informatici attuando in maniera completa quanto previsto dal Codice dell'Amministrazione digitale (Dlgs 82/2005).


Il decreto, infatti, stabilisce le nuove regole tecniche che disciplinano l'utilizzo e la conservazione dei file digitali affinchè possano avere valore legale.

In particolare il decreto disciplina le regole tecniche che riguardano i documenti informatici previsti dall'art. 20, commi 3 e 4 (documenti informatici in genere), dall'art. 22, commi 2 e 3 (copie informatiche di documenti analogici), dall'art. 23 (copie analogiche di documenti informatici), e dall'art. 23-bis commi 1 e 2 (duplicati e copie informatiche di documenti informatici) e dall’art. 23-ter del Codice dell’Amministrazione Digitale (documenti amministrativi informatici).

Le regole, all'art. 3 del decreto si occupano preliminarmente delle modalità di formazione del documento informatico indicando espressamente che esso può essere generato attraverso:

- a) redazione tramite l'utilizzo di appositi strumenti software;
- b) acquisizione di un documento informatico per via telematica o su supporto informatico, acquisizione della copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico, acquisizione della copia informatica di un documento analogico;
- c) registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all'utente;
- d) generazione o raggruppamento anche in via automatica di un insieme di dati o registrazioni, provenienti da una o più basi dati, anche appartenenti a più soggetti interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica.

Il testo normativo si occupa poi delle caratteristiche di "immodificabilità" che il documento deve avere "in modo che forma e contenuto non siano alterabili durante le fasi di tenuta e accesso e ne sia garantita la staticita' nella fase di conservazione".

La norma prevede che tali caratteristiche di immodificabilità ed integrità del documento informatico possano essere soddisfatte in maniera diversa a seconda del tipo di documento a cui si fa riferimento.

In particolare, nel caso di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettera a) ed ossia quello generato attraverso l'utilizzo di un apposito software le caratteristiche di immodificabilità e di integrità possono esser determinate da una o più delle seguenti operazioni:

a) la sottoscrizione con firma digitale ovvero con firma elettronica qualificata;
b) l'apposizione di una validazione temporale;
c) il trasferimento a soggetti terzi con posta elettronica certificata con ricevuta completa;
d) la memorizzazione su sistemi di gestione documentale che adottino idonee politiche di sicurezza;
e) il versamento ad un sistema di conservazione.

In sostanza, dunque, si prevede che il documento abbia pieno valore se formato con numerosi mezzi tutti idonei a garantirne appunto l'integrità tra cui, in primis la firma digitale o la firma elettronica qualificata (ed ossia una firma ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo e collegata ai dati ai quali si riferisce).

Nelle ultime due ipotesi si fa, invece riferimento alla memorizzazione su sistemi di gestione documentale (es: in modalità cloud fornita da appositi gestori) che "adottino idonee politiche di sicurezza" (sebbene tale concetto appaia un pò generico ed andrebbe meglio specificato al fine di chiarire quale sia il contenuto minimo di tali politiche) ed al versamento su sistemi di conservazione (dei quali invece si occupano altre specifiche tecniche già emanate sin dall'anno 2013).

Qualora invece si tratti di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettera b) (acquisizione di un documento informatico per via telematica o su supporto informatico, acquisizione della copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico, acquisizione della copia informatica di un documento analogico), le caratteristiche di immodificabilità e di integrità sono determinate dall'operazione di memorizzazione in un sistema di gestione informatica dei documenti che garantisca l'inalterabilità del documento o in un sistema di conservazione.

Nel caso di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettere c) e d), invece (es ossia registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all'utente ovvero generazione o raggruppamento anche in via automatica di un insieme di dati o registrazioni, provenienti da una o più basi dati, anche appartenenti a più soggetti interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica) le caratteristiche di immodificabilità e di integrità sono determinate dall'operazione di registrazione dell'esito della medesima operazione e dall'applicazione di misure per la protezione dell'integrità delle basi di dati e per la produzione e conservazione dei log di sistema, ovvero con la produzione di una estrazione statica dei dati e il trasferimento della stessa nel sistema di conservazione.

Al comma 8 l'articolo definisce la c.d. "evidenza informatica" che deve corrispondere ad uno dei formati contenuti nell'allegato 2 al decreto stesso "in modo da assicurare l'indipendenza dalle piattaforme tecnologiche, l'interoperabilità tra sistemi informatici e la durata nel tempo dei dati in termini di accesso e di leggibilità".

Sono consentiti formati diversi nei casi in cui la natura del documento informatico lo richieda per un utilizzo specifico nel suo contesto tipico.

Importante poi il riferimento contenuto nel comma 9 dell'art. 3 ove si stabilisce che "al documento informatico immodificabile vengono associati i metadati che sono stati generati durante la sua formazione" e che "l'insieme minimo dei metadati" e' costituito da: a) l'identificativo univoco e persistente; b) il riferimento temporale di cui al comma 7; c) l'oggetto; d) il soggetto che ha formato il documento; e) l'eventuale destinatario; f) l'impronta del documento informatico.

All'art. 4 le regole chiariscono che la copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico è prodotta mediante processi e strumenti che assicurino che il documento informatico abbia contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui è tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell'originale e della copia.

La copia per immagine di uno o più documenti analogici può essere, invece, sottoscritta con firma digitale o firma elettronica qualificata da chi effettua la copia.

L’art. 5 delle regole tecniche si occupa, invece del duplicato informatico di un documento informatico stabilendo che lo stesso è prodotto mediante processi e strumenti che assicurino che il documento informatico ottenuto sullo stesso sistema di memorizzazione, o su un sistema diverso, contenga la stessa sequenza di bit del documento informatico di origine.

L’art. 6 è, invece, dedicato alle "copie e estratti informatici di documenti informatici".

Tali documenti sono prodotti attraverso l'utilizzo di uno dei formati idonei di cui all'allegato 2 del decreto, "mediante processi e strumenti che assicurino la corrispondenza del contenuto della copia o dell'estratto informatico alle informazioni del documento informatico di origine previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza del contenuto dell'originale e della copia".

La copia o l'estratto di uno o più documenti informatici di tali documenti, se sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata da chi effettua la copia ha la stessa efficacia probatoria dell'originale, salvo che la conformità allo stesso non sia espressamente disconosciuta.

L'art. 8 si occupa delle misure di sicurezza ed alla necessità di elaborazione di un piano di "disaster recovery" o piano di continuità operativa, come peraltro già stabilito dal Codice dell'Amministrazione digitale.

In particolare al comma 2 è previsto che "I soggetti privati, per garantire la tenuta del documento informatico di cui all'art. 3, possono adottare, quale modello di riferimento, quanto previsto dagli articoli 50-bis e 51 del Codice e dalle relative linee guida emanate dall'Agenzia per l'Italia digitale. I sistemi di gestione informatica dei documenti rispettano le misure di sicurezza previste dagli articoli da 31 a 36 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e dal disciplinare tecnico di cui all'allegato B del predetto codice".

Il capo 3 del decreto e, dunque, gli articoli da 9 a 12 si occupano di un "nuova" tipologia di documento informatico avente caratteristiche peculiari rispetto a quelli sino ad ora esaminati e cioè del documento amministrativo informatico, al quale come indicato dalla norma si applicano le stesse disposizioni sopra enunciate, salve le specifiche indicate appunto negli articoli ad esso dedicati.

La norma prevede che le pubbliche amministrazioni formano gli originali dei propri documenti attraverso gli strumenti informatici riportati nel manuale di gestione ovvero acquisendo le istanze, le dichiarazioni e le comunicazioni di cui agli articoli 5-bis, 40-bis e 65 del Codice.

Dunque il documento amministrativo informatico può essere redatto unicamente attraverso degli specifici software ovvero previa acquisizione di istanze e comunicazioni secondo le procedure previste nel codice dell'amministrazione digitale.

Il documento amministrativo informatico é identificato e trattato nel sistema di gestione informatica dei documenti di cui al Capo IV del D.P.R. 445/2000 comprensivo del registro di protocollo e degli altri registri di cui all'art. 53, dei repertori e degli archivi, nonché degli albi, degli elenchi, e di ogni raccolta di dati concernente stati, qualità personali e fatti già realizzati dalle amministrazioni su supporto informatico.

Le stesse caratteristiche di immodificabilità ed integrità del documento amministrativo informatico vengono assunte anche con la sua registrazione nel registro di protocollo, negli ulteriori registri, nei repertori, negli albi, negli elenchi, negli archivi o nelle raccolte di dati contenute nel sistema di gestione informatica dei documenti.

In sostanza le caratteristiche richieste dalla legge per la validità del documento per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni vengono anche "protocollate" in aggiunta al contenuto del documento stesso.

Il comma 10 dell'art. 9 poi prevede che ai fini della trasmissione telematica di documenti amministrativi informatici, le pubbliche amministrazioni pubblicano sui loro siti gli standard tecnici di riferimento, le codifiche utilizzate e le specifiche per lo sviluppo degli applicativi software di colloquio, rendendo eventualmente disponibile gratuitamente sul proprio sito il software per la trasmissione di dati coerenti alle suddette codifiche e specifiche.

Tale definizione appare piuttosto interessante in quanto costituisce un vero e proprio onere per la Pubblica Amministrazione di rendere disponibili gratuitamente i software (o almeno gli standard e i relativi codici) per la trasmissione dei documenti anche da parte dei privati.

L'art. 10 si occupa poi delle copie dei documenti amministrativi informatici stabilendo che l'attestazione di conformità della copia informatica di un documento amministrativo analogico, formato dalla pubblica amministrazione, ovvero da essa detenuto, può essere inserita nel documento informatico contenente la copia informatica e che il documento informatico così formato e' sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata del funzionario delegato.

Il capo IV, infine, disciplina i fascicoli informatici, i registri ed i repertori informatici della pubblica amministrazione.

Specifiche disposizioni vengono, infine, dettate anche per la formazione dei registri e repertori informatici, per il trasferimento in conservazione e per le misure di sicurezza.

Il decreto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e, cioè il giorno 12 febbraio 2015.

Le pubbliche amministrazioni adeguano i propri sistemi di gestione informatica dei documenti entro e non oltre diciotto mesi dall'entrata in vigore del decreto.

Fino al completamento di tale processo potranno essere applicate le previgenti regole tecniche, mentre decorso tale termine si applicheranno soltanto le nuove regole tecniche.

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Nuovi interventi sulla giustizia civile: la mappa delle entrate in vigore

pubblicato 20 nov 2014, 02:56 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 20 nov 2014, 07:42 ]

Come già anticipato nel precedente post, in data 10.11.2014 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 261 la legge n. 162/2014 di conversione con modifiche del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 del recante "Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile".

La legge, pur entrando in vigore, nel giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, dunque, a far data dall'11.11.2014, stabilisce tempi diversi di entrata in vigore di specifiche norme da essa introdotte che incidono non poco sul previgente assetto di talune materie in ambito civile, così come già spiegato nel precedente post.

Riteniamo pertanto cosa utile riportare di seguito una tabella riepilogativa indicante la data di entrata in vigore delle diverse disposizioni introdotte dalla legge di riforma.

 Modifica normativa entrata in vigore
Possibilità di trasferimento dell'arretrato in sede arbitrale
(per tutte le cause già pendenti in primo grado o in appello e non assunte in decisione non vertenti in materia di diritti indisponibili o di lavoro ovvero per quelle vertenti su diritti che abbiano nel contratto collettivo di lavoro la propria fonte esclusiva, quando il contratto stesso abbia previsto e disciplinato la soluzione arbitrale)
 11 novembre 2014 
Negoziazione assistita dagli avvocati volontaria
(per le cause vertenti in materia di disponibili tranne che di lavoro)
 11 novembre 2014
Negoziazione assistita dagli avvocati obbligatoria
(condizione di procedibilità per le controversie vertenti in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti senza limiti di valore, nonché per le domande di pagamento aa qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro.
 11 febbraio 2015 (90 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Negoziazione assistita dagli avvocati per controversie inerenti separazione e divorzio in assenza di figli minori o non autosufficienti
(anche per modificare condizioni di separazione o divorzio già esistenti)
11 novembre 2014
Negoziazione assistita dagli avvocati per controversie inerenti separazione e divorzio in presenza di figli minori o non autosufficienti.
(anche per modificare condizioni di separazione o divorzio già esistenti) 
11 novembre 2014
Accordi di separazione o divorzio in assenza di figli minori o non autosufficienti dinanzi al Sindaco
(presenza degli avvocati facoltativa le parti possono rivolgersi direttamente al sindaco)
11 dicembre 2014 (30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Modifica del regime della compensazione delle spese di lite
(in caso di soccombenza reciproca ovvero novità o mutamenti giurisprudenziali è sempre possibile compensare per intero o in parte le spese)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Passaggio dal rito ordinario al rito sommario
(quando lo ritiene il giudice dinanzi al quale pende la causa)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Saggio degli interessi previsto per il ritardo nelle transazioni commerciali
(sostituisce quello legale in assenza di accordo delle parti)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Iscrizione a ruolo del procedimento esecutivo
(da effettuare entro 15 giorni dalla consegna da parte dell'ufficiale giudiziario al creditore del verbale di pignoramento, dell'atto di citazione del presso terzi o dell'atto di pignoramento immobiliare)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Foro dell'esecuzione
- per autoveicoli, motoeveicoli e rimorchi, luogo di residenza, domicilio, dimora o sede del debitore
- per i crediti in danaro da esigere nei confronti della PA, luogo di residenza, domicilio, dimora o sede del terzo
- per tutte le altre ipotesi luogo di residenza, domicilio o dimora del debitore
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Ricerca con modalità telematiche dei beni del debitore
(a cura dell'Ufficiale giudiziario previa autorizzazione del Presidente del Tribunale)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Dichiarazione ex art. 547 c.pc.
(da effettuare sempre a mezzo pec o a mezzo racc. a/r escludendosi così definitivamente la presenza in udienza del terzo debitore)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Nuove modalità di pignoramento e custodia di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi 
(da eseguire mediante apposito atto da notificare al debitore e successivamente trascrivere) 
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Chiusura anticipata del processo esecutivo
(ove risulta impossibile soddisfare il creditore o è troppo oneroso proseguire nell'esecuzione)
11 novembre 2014
Nuova disciplina della vendita all'incanto
(autorizzabile quando  il giudice ritiene probabile che la vendita con tale modalità abbia luogo ad un prezzo superiore della metà rispetto al valore del bene
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Ricerca con modalità telematiche dei beni del debitore
nelle ipotesi di esecuzione del sequestro conservativo e per la ricostruzione dell’attivo e del passivo nell’ambito di procedure concorsuali di procedimenti in materia di famiglia e di quelli relativi alla gestione di patrimoni altrui, sempre a cura dell'Ufficiale giudiziario previa autorizzazione del Presidente del Tribunale)
11 novembre 2014
Riduzione dei termini di sospensione feriale
(l'originario periodo previsto tra il 1° agosto ed il 15 settembre viene ridotto al 31 agosto)
 dall'anno 2015

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Convertito in legge il decreto sulla giustizia civile: le novità principali

pubblicato 17 nov 2014, 09:16 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 20 nov 2014, 08:19 ]

In data 10.11.2014 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 261 la legge n. 162/2014 di conversione con modifiche del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 del recante "Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile".

La legge interviene in diversi ambiti del codice di procedura civile e individua una serie di strumenti finalizzati allo smaltimento dell'arretrato giudiziario e alla velocizzazione del processo civile. Di seguito, pertanto, segnaliamo quali sono le novità principali introdotte dalla norma.

- Definizione delle controversie in sede arbitrale

Su istanza congiunta di entrambe le parti del processo per le cause perndenti (non vertenti in materia di diritti indisponibili o di lavoro) di valore superiore a 100.000 euro e non ancora assunte in decisione (anche in appello) sarà possibile rivolgersi ad un collegio arbitrale per la definizione delle stesse. 
Tale facoltà e' consentita altresì nelle cause vertenti su diritti che abbiano nel contratto collettivo di lavoro la propria fonte esclusiva, quando il contratto stesso abbia previsto e disciplinato la soluzione arbitrale.
La possibilità di rivolgersi alla sede arbitrale è estesa anche alle cause di valore inferiore a 50.000 sempre purchè ne sia fatta richiesta in maniera concorde da entrambe le parti, ma in tal caso la decisione sarà rimessa ad un arbitro unico. 
Per le controversie di valore non superiore a 50.000 euro in materia di responsabilità extracontrattuale o aventi ad oggetto il pagamento di somme di denaro, nei casi in cui sia parte del giudizio una pubblica amministrazione, il consenso di questa alla richiesta di promuovere il procedimento arbitrale avanzata dalla sola parte privata si intende in ogni caso prestato, salvo che la pubblica amministrazione esprima il dissenso scritto entro trenta giorni dalla richiesta. 
La durata massima per l'esaurimento della procedura è prevista in 120 giorni

- Negoziazione assistita dagli avvocati

La legge di conversione ha confermato l'istituto della "negoziazione assistita dagli avvocati" in tre differenti modalità: volontaria (art. 2, comma 1), obbligatoria (art. 3); c) «per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio», con procedimento distinto a 
seconda vi sia prole autosufficiente o meno (art. 6). 
In sostanza si tratta  di «un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l'assistenza dei propri avvocati». 
La comunicazione dell’invito a concluderla ovvero la sottoscrizione della convenzione producono sulla prescrizione gli stessi effetti della domanda giudiziale e impediscono, per una sola volta, lo spirare della decadenza (art. 810). 
Le parti devono individuare la durata massima della procedura, la quale non potrà essere inferiore ad un mese né superiore tre mesi, termine prorogabile su intesa delle parti per ulteriori trenta giorni (art. 2, comma 2, lett. b). 
La soluzione negoziale della lite raggiunta deve essere conclusa in forma scritta e sottoscritta dagli avvocati, previa verifica da parte degli avvocati alla conformità «alle norme imperative ed all’ordine pubblico» e certificano le sottoscrizioni apposte dalle parti sotto la propria responsabilità.
L’accordo concluso costituisce titolo esecutivo e titolo per l’iscrizione della ipoteca giudiziale senza bisogno di alcun procedimento di omologazione giudiziaria (art. 5). Il medesimo deve essere integralmente trascritto nel precetto a norma dell’art. 480 
c.p.c. «Se con l'accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti soggetti a trascrizione, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale di accordo deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato» (art. 5). 
La negoziazione è facoltativa per tutte le materie in cui si verta di diritti disponibili, con esclusione della materia del lavoro, mentre è obbligatoria (quale condizione di procedibilità prima di rivolgersi all'autorità giudiziaria) per una serie di materie ed ossia le controversie  «in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti» senza limiti di valore, nonché le domande di pagamento «a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro». Vengono sempre fatte salve le materie soggette a conciliazione obbligatoria di cui all'art. 5 comma 1 bis del dlgs 28/2010. 
L’esperimento della negoziazione non è necessario a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione; b) nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696-bis del codice di procedura civile; c) nei 
procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata; d) nei procedimenti in camera di consiglio; e) nell'azione civile esercitata nel processo penale.
La negoziazione assistita "obbligatoria" entra in vigore decorsi 90 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione e, cioè l'11 febbraio 2015.
Il procedimento di negoziazione assistita da un avvocato può essere utilizzato anche al fine di raggiungere «una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio»16, alle condizioni e nel rispetto dei limiti temporali previsti dalla legislazione in materia, nonché per la modificazione delle condizioni di separazione o di divorzio. 
L’accordo concluso produce i medesimi effetti dei provvedimenti giudiziari che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione e di divorzio, senza bisogno di omologazione giudiziale, e in base ad esso verranno effettuate le dovute annotazioni negli atti di matrimonio (art. 6, comma 3). 
Affinché l’accordo concluso possa spiegare gli effetti descritti ed essere trascritto nei registri, è necessario che il «procuratore della Repubblica presso il tribunale competente» comunichi agli avvocati un «nullaosta» ove non ravvisi «irregolarità».
Soltanto in seguito a tale nullaosta sarà possibile procedere ai successivi adempimenti, ovvero alla obbligatoria trasmissione «entro il termine di 10 giorni, all'ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu trascritto, copia, autenticata dallo stesso, dell'accordo munito delle certificazioni» relative all’autografia delle circoscrizioni e alla conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico. 
In seguito alle modifiche apportate in sede di conversione, il ricorso alla negoziazione è consentita, con maggiori cautele, anche in presenza di figli minorenni, incapaci o portatori di handicap gravi.
 Di conseguenza gli avvocati sono tenuti a trasmettere il relativo accordo (art. 6, co. 3 e 4). In questi casi, ai sensi dell’art. 6, comma 2, secondo capoverso, l'accordo raggiunto deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni al procuratore della Repubblica
presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l'accordo risponde all'interesse dei figli, lo autorizza. 
In caso contrario «il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo». L’avvocato, autenticata copia dell'accordo autorizzato, deve trasmetterla «entro il termine di 10 giorni» dall’autorizzazione all'ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu trascritto.

La violazione dell’obbligo di trascrizione, in entrambi i casi, è assistita da una sanzione amministrativa pecuniaria fino a diecimila euro irrogata dal Comune competente per il registro.

- Semplificazione delle procedure di separazione e divorzio

Un «accordo di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio»18, nonché per la modificazione delle condizioni di separazione o di divorzio può essere ottenuto anche attraverso separate dichiarazioni dei 
coniugi rese innanzi al sindaco, quale ufficiale dello stato civile (a norma dell'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396).
Tale modalità è preclusa in presenza di figli minorenni, incapaci o portatori di handicap gravi ovvero non autosufficienti economicamente. Inoltre con esso non possono essere conclusi «patti di trasferimento patrimoniale» (art. 12, comma 3).
Ricevute le dichiarazioni, l’accordo viene immediatamente compilato dallo stesso sindaco e produce gli effetti dei provvedimenti giudiziari che concludono i procedimenti oggetto di applicazione, senza bisogno di omologazione giudiziale, e in base ad esso verranno effettuate le dovute annotazioni negli atti di matrimonio. 
La presenza degli avvocati delle parti è meramente facoltativa. 

- Processo di esecuzione
Tra le modifiche apportate in materia di esecuzione forzata si segnalano

- Introduzione dell'art. 492-bis c.p.c. relativo alla «ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare»22, meccanismo utilizzabile in caso di incapienza del debitore su richiesta del creditore, con autorizzazione del giudice, e delegato all’ufficiale giudiziario. 
In caso di esito fruttuoso della ricerca, l’ufficiale giudiziario procede al pignoramento con modalità differenti a seconda dei beni rinvenuti. Nel caso gli stessi non si trovino in luoghi rientranti nella sua competenza sarà il creditore, debitamente informato, a doversi attivare presso l’ufficiale giudiziario competente.
La disposizione è destinata ad entrare in vigore per i processi iniziati decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.

La medesima modalità, ai sensi del novellato Art. 155-sexies delle disposizioni attuative al c.p.c. «si applicano anche per l'esecuzione  del sequestro conservativo e per la ricostruzione dell'attivo e del passivo nell'ambito di procedure concorsuali di procedimenti in materia di famiglia e di quelli relativi alla gestione di patrimoni altrui»

- Modifiche alla disciplina del pignoramento presso terzi. Non sarà più necessario rendere la dichiarazione di cui all'art. 547 c.p.c. in udienza, ma sempre o a mezzo racc. a/r o a mezzo pec.
Prevista anche l'introduzione di un foro generale per l’espropriazione presso terzi, individuato presso il tribunale del luogo di residenza, domicilio, dimora o sede del debitore. Se debitore è una PA, per le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, competente è al contrario il tribunale della sede del terzo.

Entrambe le disposizioni sono destinate ad entrare in vigore per i processi iniziati decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.

- Pignoramento di "autoveicoli, motoveicoli e rimorchi", per i quali viene individuato un foro generale del giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza il domicilio, la dimora o la sede, la cui  disposizione è destinata ad entrare in vigore per i processi iniziati decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.
Introdotte anche nuove norme per l'esecuzione del pignoramento di tali beni (il nuovo art. 521 bis del Codice di procedura civile) che si effettua come il pignoramento immobiliare «mediante notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto nel quale si indicano esattamente, con gli estremi richiesti dalla legge speciale per la loro iscrizione nei pubblici registri, i beni e i diritti che si 
intendono sottoporre ad esecuzione, e gli si fa l'ingiunzione prevista nell'articolo 492». 
Entro 10 giorni da tale notifica il debitore (così come intimato nell'atto di pignoramento) deve consegnare i beni pignorati, nonché i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all'uso dei medesimi, all'istituto vendite giudiziarie autorizzato ad operare nel territorio del circondario nel quale è compreso il luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.
Perfezionato il pignoramento, «Il cancelliere forma il fascicolo dell'esecuzione». Il pignoramento «perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie dell'atto di pignoramento, del titolo esecutivo e del precetto sono depositate oltre il termine di» trenta 
giorni.
La disposizione è destinata ad entrare in vigore per i processi iniziati decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.

- introduzione dell’istituto della «chiusura anticipata del processo esecutivo» (ex art. 164-bis, disp. att. al c.p.c.) prevista ove risulti impossibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese creditorie anche bilanciandolo con i costi della procedura e 
con altri indici (Art. 19, comma 2, lett. b). 
 Anche tale  disposizione è destinata ad entrare in vigore per i processi iniziati decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.

- Previsione dell’obbligo di iscrivere «a ruolo il processo esecutivo di espropriazione» entro quindici giorni dalla ricezione del processo verbale di pignoramento delle copie di titolo esecutivo e precetto da parte dell’ufficiale giudiziario a pena di inefficacia del 
pignoramento (art. 19). 
In sede di conversione si sono esplicitate le conseguenze dell’inottemperanza all’obbligo in parola con l’introduzione di un articolo 164-ter alle disp. att. al c.p.c. (Inefficacia del pignoramento per mancato deposito della nota di iscrizione a ruolo).
E’ fatto onere al creditore di darne comunicazione al debitore e all'eventuale terzo, mediante atto notificato. 
E’ tuttavia specificato che «In ogni caso ogni obbligo del debitore e del terzo» cessano allo scadere del termine previsto per il deposito. 
E’ altresì previsto che «La cancellazione della trascrizione del pignoramento si esegue quando è ordinata giudizialmente ovvero quando il creditore pignorante dichiara, nelle forme richieste dalla legge, che il pignoramento e' divenuto inefficace per mancato deposito della nota di iscrizione a ruolo nel termine stabilito». 

Entrambe le disposizioni si applicano ai processi iniziati decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.

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Circolare del Ministero della Giustizia: chiarimenti sul processo civile telematico

pubblicato 31 ott 2014, 04:13 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 31 ott 2014, 04:18 ]

Con circolare del 29 ottobre 2014 il Ministero della giustizia ha risposto a numerosi quesiti in materia di processo civile telematico fornendo opportuni chiarimenti relativamente ad alcune questioni ancora aperte sotto l'aspetto interpretativo.

In particolare la circolare si occupa degli adempimenti di cancelleria conseguenti all' entrata in vigore degli obblighi di cui agli artt. 16 bis e sgg. d.l. n. 179/2012. e d.l. n. 90/2014 andando ad integrare quella precedente del 27.06.2014

Riportiamo, pertanto, di seguito i punti che la circolare espressamente aggiunge al previgente provvedimento.

14. Pagamento del Contributo Unificato con marca da bollo. Modalità alternative di pagamento.

A seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni in tema di esclusività del deposito telematico nei procedimenti di cui al libro IV, titolo I, capo I del Codice di Procedura Civile, si è evidenziata la problematica connessa alle modalità con le quali gli Uffici giudiziari devono provvedere all’annullamento delle marche da bollo utilizzate dalla parte che instaura un procedimento per l’assolvimento del Contributo Unificato.
Sul punto deve ritenersi condivisibile, ed anzi, doverosa, la prassi, già adottata da taluni Uffici, di invitare il procuratore della parte, che abbia assolto il Contributo Unificato mediante acquisto dell’apposita marca da bollo, e che abbia provveduto alla scansione della marca stessa ai fini del suo inserimento nel fascicolo informatico, a recarsi presso l’Ufficio giudiziario in modo da consentirne l’annullamento.
Tale modus operandi appare, come detto, doveroso, poiché, ai sensi dell’art. 12 TU 642/1972, le marche da bollo devono essere annullate secondo specifiche modalità che le norme sul PCT non hanno modificato né abrogato.
Qualora, poi, la parte intenda evitare qualsiasi accesso agli Uffici giudiziari, profittando in pieno dei vantaggi derivanti dall’informatizzazione del procedimento, potrà valersi delle ulteriori modalità di assolvimento del C.U. previste dalla legge (pagamento telematico, versamento su C/C postale, modello F23).
A tal proposito si consiglia di segnalare alle parti l’esistenza di un’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate contenente informazioni utili a tal fine, nonché la pagina del Portale dei Servizi Telematici concernente il pagamento telematico del C.U..

15. Potere di autenticazione, da parte del difensore, degli atti contenuti nel fascicolo informatico.

Come noto, l’art. 52 d.l. n.90/2014, convertito in legge n. 114/2014, ha introdotto il comma 9-bis dell’art.16 bis d.l. n.179/2012, attribuendo, al difensore, al consulente tecnico, al professionista delegato, al curatore ed al commissario giudiziale la facoltà di “estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti” contenuti nel fascicolo informatico, ed il potere di “attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico”.
Alcuni Uffici hanno dubitato che la facoltà ed il potere attribuiti dalla norma citata sussistano in relazione ad atti e documenti contenuti in fascicoli relativi a procedimenti instaurati prima dell’entrata in vigore della norma stessa, o comunque prodotti e/o depositati in epoca anteriore.
Un’eventuale distinzione tra procedimenti instaurati prima del 30 giugno e procedimenti iniziati successivamente non sembra fondata su alcun dato testuale né sulla ratio dell’introduzione del potere di autentica, che è quella di sgravare gli Uffici giudiziari da attività materiali a basso contenuto intellettuale, e nel contempo, di consentire alle parti di avvantaggiarsi delle possibilità offerte dall’utilizzo dello strumento informatico.
Tenuto conto di tale ratio, è da ritenersi che il potere di autentica si estenda a tutti gli atti contenuti nei fascicoli informatici, indipendentemente dalla data di instaurazione del procedimento o di deposito del singolo atto o documento.

16. Applicabilità ai procedimenti instaurati presso tutti gli Uffici giudiziari degli adeguamenti del Contributo Unificato introdotti dal d.l. n. 90/2014.

Come noto, il d.l. n.90/2014, convertito in legge n. 114/2014, ha stabilito una serie di adeguamenti del Contributo Unificato finalizzati alla copertura dei mancati introiti derivanti dall’introduzione del Processo Civile Telematico.
In ragione del fatto che non tutti gli Uffici giudiziari sono attualmente interessati dall’obbligatorietà del Processo Civile Telematico, è stata sollevata questione circa l’applicabilità degli adeguamenti ai procedimenti instaurati presso Uffici, come quelli del Giudice di Pace, che attualmente non sono interessati dalle innovazioni tecnico-processuali in esame.
Sul punto va osservato come nessuna distinzione sia consentita, sulla base del testo di legge, circa l’applicabilità degli adeguamenti, tra Uffici interessati dal PCT e Uffici non interessati.
Del resto va osservato che, alla luce delle vigenti norme processuali, è ben possibile che atti e provvedimenti originariamente contenuti nel fascicolo cartaceo relativo ad un procedimento instaurato presso il Giudice di Pace confluiscano, poi, nel fascicolo informatico del procedimento stesso, in grado di appello, determinando, così, possibili minori introiti.

17. Rilascio della formula esecutiva su copia estratta dal difensore

Si sono registrate, presso diversi Uffici Giudiziari, le richieste, rivolte dai difensori alle Cancellerie, di apposizione della formula esecutiva (c.d. Comandiamo) su copie cartacee di provvedimenti giurisdizionali tratti dal fascicolo informatico, autenticate dal difensore avvalendosi della facoltà attribuitagli dall’art. 16-bis, comma 9-bis, d.l. n.179/2012, introdotto dall’art. 52 d.l. n. 90 n.2014, come convertito in legge.
Ci si chiede, quindi, se la Cancelleria debba proseguire ad osservare le consuete modalità di rilascio di copia esecutiva, provvedendo essa stessa, su richiesta di parte, all’estrazione della copia stessa, alla sua certificazione di conformità all’originale con contestuale spedizione in forma esecutiva, o, se, piuttosto sia possibile, per il difensore, provvedere in autonomia all’estrazione di copia ed alla sua autenticazione, rivolgendosi alla Cancelleria solo per l’apposizione della formula esecutiva, con conseguente esonero dal versamento di qualsiasi diritto.
Questa Direzione Generale ritiene che tale ultima modalità operativa debba essere esclusa, alla luce di quanto disposto dall’art. 153 disp. Att. C.p.c. – norma che non è stata interessata da alcuna recente modifica - che mantiene in capo alla cancelliere l’attività di rilascio della copia in forma esecutiva ex art. 475 c.p.c.
Tale interpretazione ha trovato conforto nel parere dell’Ufficio Legislativo, che, con nota prot. 8921 del 15.10.2014 ha chiarito che “ le attività di spedizione e di rilascio della copia esecutiva sono proprie del cancelliere, che deve individuare la parte a favore della quale rilascia la copia ”.
A tale interpretazione vorranno attenersi gli Uffici di cancelleria, astenendosi dall’apporre la formula esecutiva su copie di provvedimenti giudiziari autenticate ai sensi dell’art. 16-bis comma 9-bis d.l. n.179/2012, ed attenendosi, invece, alla nota procedura disciplinata dal codice di procedura civile.
Ne consegue che, per il rilascio della copia, in forma esecutiva, di un provvedimento, devono essere percepiti i diritti percepiti di cui all’art. 268 D.P.R. n.115/2002.

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Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo codice deontologico forense

pubblicato 30 ott 2014, 03:51 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 30 ott 2014, 03:53 ]

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del1 6 ottobre n. 241 il "Nuovo Codice deontologico forense", destinato ad aggiornare le regole deontologiche applicabili agli avvocati che entrerà in vigore a partire dal prossimo 15 dicembre prossimo

Il Nuovo Codice, approvato dal CNF sulla base delle previsioni della legge di riforma dell’ordinamento della professione forense, pone al centro del sistema il cittadino, nel senso che i comportamenti dei legali dovranno essere improntati a massima correttezza, elemento ritenuto di interesse pubblico.

Tra le principali novità rileva il fatto che gli illeciti disciplinari tendono ad essere espressamente tipizzati non solo nella fattispecie ma anche nell'entità delle sanzioni, per le quali è previsto anche un sistema di aggravamento e di attenuazione in base alla maggiore o minore gravità del fatto contestato all'avvocato.


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Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il regolamento per la formazione degli amministratori di condominio

pubblicato 25 set 2014, 10:29 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 25 set 2014, 10:33 ]

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24.09.2014 il DM 140/2014 del 13.08.2014 rubricato come "Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalita' per la formazione degli amministratori di condominio nonche' dei corsi di formazione per gli amministratori condominiali"

Il provvedimento dà definitiva attuazione al D.L. n. 145/2013, convertito in legge n. 9/2014 stabilendo nuove regole per i corsi di formazione (sia iniziale che periodica) degli amministratori di condominio, nonché i requisiti necessari per poter esercitare l attività formativa.

Il regolamento si rivolge sia agli aspiranti amministratori che a coloro che già hanno tale incarico.

Ogni organismo di formazione dovrà avere un responsabile scientifico il quale si occuperà di verificare il possesso, da parte dei formatori, dei requisiti di onorabilità e professionalità, il rispetto dei contenuti dell'attività di formazione e aggiornamento, di predisporre i programmi didattici ed, infine, di attestare il superamento dell'esame finale.

Ogni corso di formazione iniziale per gli aspiranti amministratori dovrà avere una durata  minima di 72 ore mentre quelli di aggiornamento, dovranno avere una durata di almeno 15 ore con cadenza annuale.

Novità importante è costituita dal fatto che tali momenti formativi potranno essere svolti anche in via telematica.

Il regolamento entrerà in vigore in data 9 ottobre 2014

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Processo civile e riduzione dell'arretrato: il DL in Gazzetta

pubblicato 17 set 2014, 03:59 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 17 set 2014, 04:03 ]

Sulla Gazzetta Ufficiale del 12.09.2014 è stato pubblicato il Decreto Legge 12.09.2014 n° 132 rubricato come "Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile" 

In sostanza il provvedimento che dovrà essere convertito successivamente in legge prevede una serie di interventi finalizzati, sia ad accelerare i tempi della giustizia civile che a favorire lo smaltimento del carico già pendente presso i vari uffici italiani.

Pur rinviando alla lettura integrale del provvedimento  per un suo maggiore approfondimento segnaliamo di seguito le principali novità ed i tempi per la loro entrata in vigore:

Decisioni delle cause pendenti in sede arbitrale.

Se entrambe le parti sono d'accordo potranno richiedere di promuovere un giudizio arbitrale secondo le norme stabilite dal Codice di procedura civile per la definizione di tutte le controversie pendenti sia in primo grado che in appello.
La norma entra in vigore per tutte le cause pendenti purchè non assunte in decisione subito dopo la pubblicazione del Decreto Legge sulla Gazzetta Ufficiale

Conciliazione assistita con gli avvocati.

Sarà possibile ricorrere ad una procedura di conciliazione assistita dagli avvocati, finalizzata al raggiungimento di un accordo che abbia anche valore di titolo esecutivo stragiudiziale.
Le relative norme saranno efficaci decorsi novanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione.

Cause di separazione e divorzio. 

Sarà possibile ricorrere ad una procedura di negoziazione assistita da un avvocato per le soluzioni consensuali in tema di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. 
Vengono inoltre previste delle semplificazioni per i predetti procedimenti con la possibilità per i coniugi di comparire dinanzi all’ufficiale dello stato civile per definire un accordo di separazione, divorzio o di modifica delle condizioni.
In entrambi i casi purchè non siano presenti figli minorenni.
Le nuove disposizioni saranno efficaci a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione.

Spese di lite

Riformato anche l'art. 92 del Codice di Procedura Civile. In caso di soccombenza la regola generale diventa la condanna alle spese. Rimane possibile comunque la compensazione nelle ipotesi di particolare complessità.
Le nuove disposizioni si applicheranno ai procedimenti introdotti a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. 

Trasformazione del rito da ordinario a sommario

Mentre sino ad oggi era possibile per il giudice decidere la trasformazione di un giudizio introdotto con rito sommario in ordinario qualora non ne avesse i requisiti con l'entrata in vigore delle nuove norme sarà possibile procedere in senso inverso e cioè qualora l'ufficio ritenga che la causa introdotta con rito ordinario sia di facile soluzione potrà trasformarla nel rito sommario previsto dagli artt. 702 bis e seguenti del Codice di procedura civile.
Anche in tal caso le nuove disposizioni si applicheranno ai procedimenti introdotti a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. 

Dichiarazioni rese al difensore

L'avvocato potrà acquisire dichiarazioni testimoniali anche al di fuori del processo da utilizzare quali fonti di prova.
Efficacia per i procedimenti introdotti dopo trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione.

Riduzione del periodo di sospensione feriale

Il c.d. periodo di ferie dei magistrati (originariamente previsto tra il giorno 1 agosto e il giorno 15 settembre) con conseguente sospensione dei termini processuali nel detto lasso temporale viene ridotto al periodo compreso tra il 6 ed il 31 agosto.
Tale norma entrerà in vigore dall'anno 2015.

Procedure esecutive

Sarà onere del creditore procedente  trasmettere per via telematica in cancelleria la nota di iscrizione a ruolo, unitamente all’atto di pignoramento, al titolo esecutivo e al precetto.
Previste anche modifiche alla competenza territoriale nel senso che per tutti i soggetti diversi dalle amministrazioni pubbliche, la competenza per i procedimenti di espropriazione forzata di crediti sarà radicata presso il tribunale del luogo di residenza, 
domicilio, dimora o sede del debitore.
L'ufficiale giudiziario potrà cercare beni da pignorare anche in modalità telematica.
Vengono eliminati i casi in cui la dichiarazione di terzo ai sensi dell'art. 547 c.p.c. debba essere resa in udienza e, dunque, verrà resa unicamente a mezzo di posta certificata (o nei casi in cui non è possibile a mezzo raccomandata a/r)
Nelle procedure esecutive immobiliari il Giudice potrà anticipare l'ordine di rilascio dell'immobile anche al momento della pronuncia dell'ordinanza di vendita.
Previsti anche poteri per il giudice di disporre dei beni estranei all'esecuzione nei procedimenti di rilascio degli immobili.
Introdotta, infine anche la possibilità per il Giudice dell'Esecuzione di dichiarare l'infruttuosità dell’esecuzione  in tutti i casi in cui non sia più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo. 
Le nuove disposizioni si applicheranno ai procedimenti introdotti a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. 

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