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Novità e aggiornamenti normativi 

In questa pagina vengono periodicamente inseriti aggiornamenti relativi a novità normative o, comunque, inerenti il mondo del diritto ritenuti rilevanti dai nostri autori.

Per ogni aggiornamento vengono pubblicati, se disponibili, i testi normativi di riferimento o i link attraverso i quali accedervi tramite siti esterni.

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Nuovi parametri forensi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale

pubblicato 03/apr/2014 01:14 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 03/apr/2014 01:15 ]

Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 55/2014 sulla Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2/04/2014 viene data definitiva attuazione alla legge di riforma della professione forense (legge n. 247/2012) per quello che riguarda l'aspetto della determinazione dei compensi degli avvocati.

In particolare l'art. 13 della citata legge, nel ribadire che la pattuizione dei compensi tra cliente e avvocato è libera prevede che, quando questi non siano stati preventivamente pattuiti ovvero quando devono essere quantificati dal Giudice o da privati, gli stessi siano liquidati sulla base di parametri previsti in un decreto del Ministero della Giustizia (aggiornato ogni due anni) di cui quello in esame costituisce la più recente emanazione.
 
Sempre secondo l'articolo in questione i parametri sono formulati in modo da favorire la trasparenza nella determinazione dei 
compensi dovuti per le prestazioni professionali e l’unitarietà e la semplicità nella determinazione  dei compensi. 

Il decreto è formato da una parte normativa che spiega le relative modalità di applicazioni e da una parte "pratica" che contiene le tabelle per la liquidazione di cui 25 tabelle per il rito civile, ripartite per tipologia di procedimento (ivi inclusi anche quello tributario e amministrativo), una per l’attività stragiudiziale e una tabella per il penale. 

Ogni tabella è divisa nelle varie fasi dei procedimenti (studio, introduttiva, istruttoria, decisoria) nonchè per scaglioni di valore che richiamano gli stessi individuati per la determinazione del contributo unificato.

Rispetto alla precedente versione dei parametri contenuti nel DM 140/2012 nell'attuale decreto sono contenute alcune importanti novità di cui riportiamo in sintesi le principali.

In primis viene reintrodotto il c.d. "rimborso forfettario", originariamente previsto nella misura del 12,5%, poi eliminato dal DM 140/2012 ed ora nuovamente previsto ed aumentato nella misura del 15%.

Ad ogni parcella, dunque, andrà aggiunto a titolo di rimborso forfettario l'importo del 15% sugli onorari liquidati. 

Le nuove tabelle contengono, inoltre, valori medi più elevati rispetto a quelle previste dal DM 140, con un aumento di circa il 50%.

Vengono, inoltre introdotte nuove tabelle relative ad attività originariamente non previste, come ad esempio l'atto di precetto o il procedimento monitorio (ricorso per decreto ingiuntivo) e la fase di convalida dello sfratto.

Vengono eliminate le c.d. ipotesi di "riduzione" fino alla metà dei compensi per controversie come quelle di lavoro inferiori a 1000 euro e per l'eccessiva durata del processo.

Viene inoltre soppressa la riduzione del 30% previsto per le liquidazioni dei compensi per le cause in cui una parte è stata ammessa al beneficio del patrocinio a spese dello Stato.

Viene inserita nella tabella penale anche la voce delle indagini preliminari con la relativa quantificazione dei compensi.

Tra le altre novità il decreto quantifica il compenso dovuto ai c.d. "domiciliatari" ed ai praticanti abilitati (pari al 50% di quello previsto per l'avvocato).

In caso di liquidazione giudiziale,  il giudice deve tenere conto delle "caratteristiche, dell'urgenza e del pregio dell'attivita' prestata, dell'importanza, della natura, della difficolta' e del valore dell'affare, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati conseguiti, del numero e della complessita' delle questioni giuridiche e di fatto trattate".

Il giudice, inoltre deve tenere conto dei valori medi di cui alle tabelle allegate al decreto, che, possono essere aumentati, prendendo in considerazione i fattori sopra indicati fino all'80% o diminuiti fino al 50%.

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Dal 31.03.2014 in vigore nuovo regolamento per la tutela del diritto d'autore sulle "reti di comunicazione elettronica"

pubblicato 31/mar/2014 11:09 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 31/mar/2014 11:11 ]

Dal 31 marzo entra definitivamente in vigore il regolamento in materia di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica approvato con la delibera AGCOM n. 680/2013/Cons del 13.12.2013.

Con il detto provvedimento vengono, dunque, introdotte nell'ordinamento nazionale due nuove procedure finalizzate a consentire ai soggetti che ritengono di aver subito una lesione dei loro diritti d'autore di ottenere la rimozione dei contenuti  illecitamente diffusi sulla rete internet ovvero da media audiovisivi (es: radiodiffusione, televisione, live streaming, video on demand, ecc..).

Entrambe le procedure possono essere attivate utilizzando il modulo on line direttamente compilabile sul sito dell'AGCOM e, in sintesi, prevedono le seguenti modalità di svolgimento. 

Violazioni on line

I soggetti titolari o licenziatari di un diritto di autore o di uno connesso su un'opera digitale (ovvero le associazioni di gestione collettiva e quelle di categoria) possono segnalare la violazione rilevata sulla rete, sempre che non sia già pendente un giudizio di accertamento della violazione stessa.

L'autorità garante delle comunicazioni, salvo che non si verifichi uno dei casi per cui è prevista l'archiviazione (domande irricevibili per mancata osservanza delle prescrizioni di compilazione dell'istanza o per difetto di informazioni essenziali, pendenza di procedimento giudiziario, inammissibili in quanto non riconducibili all’ambito di applicazione del regolamento, manifestamente infondate o ritirate prima delle decisioni dell’organo collegiale competente), entro 7 giorni lavorativi dalla ricezione della segnalazione, deve avviare un procedimento amministrativo, comunicando il relativo avvio del procedimento ai fornitori di accesso ad Internet o di hosting interessati, al soggetto che ha caricato il contenuto (uploader) anche attraverso un link, al gestore del sito internet ed al gestore della pagina internet.

I soggetti destinatari di tale comunicazione, potranno decidere di rimuovere spontaneamente il contenuto immesso in rete, ovvero trasmettere entro 5 giorni dalla ricezione della detta comunicazione inviare proprie controdeduzioni all'AGCOM.

Nel caso in cui il contenuto diffuso non sia stato rimosso spontaneamente, entro 35 giorni lavorativi, l'AGCOM, sempre che non decida di archiviare l'istanza, dovrà comunque adottare uno dei provvedimenti di seguito indicati.

Sito internet ubicato in Italia
- ordinare al fornitore di servizi che ospita il sito sul quale è stata pubblicata un'opera protetta la rimozione della stessa;
- qualora si tratti di violazioni gravi o plurime ordinare al fornitore di disabilitare completamente l'accesso alle pagine del sito e reindirizzare i visitatori su un'altra pagina nella quale venga segnalata l'avvenuta violazione.

Sito internet ubicato all'estero
- ordinare al fornitore di servizi di connessione internet di provvedere alla disabilitazione dell'accesso all'intero sito e di reindirizzare i visitatori del sito su una pagina nella quale venga segnalata l'avvenuta violazione.

I termini sopra indicati, in casi di lesioni particolarmente gravi di diritti d'autore connessi allo sfruttamento economico di una determinata opera potranno essere abbreviati.

Qualora i soggetti destinatari degli ordini di rimozione o disabilitazione sopra indicati non ottemperino agli stessi l'Agcom potrà irrogare una sanzione amministrativa da Euro 10.000 ad Euro 250.000, dandone altresì comunicazione alla polizia giudiziaria

Violazioni effettuate attraverso media audiovisivi

Come per le violazioni effettuate on line, i medesimi soggetti che ritengono sia stato violato un loro diritto attraverso la diffusione di un'opera protetta a mezzo di servizi audiovisivi possono rivolgere, compilando on line il relativo modulo istanza all'AGCOM
chiedendo che il programma non venga ulteriormente diffuso. 

Allo stesso modo qualora ritengano che la messa a disposizione di un programma in un catalogo da parte di un fornitore di servizi di media non lineari abbia avuto luogo in violazione della Legge sul diritto d’autore i soggetti legittimato possono presentare un’istanza all’Autorità chiedendo la rimozione del programma dal catalogo. 

Anche in tal caso il procedimento non può essere promosso qualora vi sia un giudizio già pendente dinanzi all'Autorità giudiziaria.

Qualora l'AGCOM ritenga di non dover archiviare l'istanza (per i medesimi casi previsti per le violazioni on line) dà comunicazione dell'avvio del procedimento al fornitore dei servizi audiovisivi il quale entro cinque giorni può sempre presentare le proprie controdeduzioni.

All'esito del procedimento istruttorio, entro 35 giorni dall'avvio e sempre che non decida di disporre l'archiviazione del caso, l'Autorità potrà emettere i seguenti provvedimenti.

 - Diffidare  i fornitori di servizi di media lineari dal trasmettere  programmi in violazione della Legge sul diritto d’autore ovvero ordina ai fornitori di  servizi di media a richiesta di rimuovere dal catalogo, entro tre giorni dalla notifica dell’ordine, i programmi messi a disposizione in violazione della predetta Legge.  
 
In caso di inottemperanza alle diffide potrà essere anche per le violazioni sopra descritte emessa una sanzione e data comunicazione alla polizia giudiziaria.

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Diritto d'autore sui "fonogrammi": da 50 a 70 anni. I nuovi termini nel Dlgs 22/2014

pubblicato 17/mar/2014 04:59 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 17/mar/2014 05:03 ]

Nuovi termini di durata per la protezione del diritto d'autore a far data dal 26 marzo 2014. 

Questo è quanto previsto dal Dlgs n. 22/2014 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'11.03.2014 (con entrata in vigore dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione) che va dunque a modificare il contenuto dell'art. 75 della legge n. 633/41 con la seguente versione:

«Art. 75. - La durata dei diritti previsti nel presente capo e' di cinquanta anni dalla fissazione. Tuttavia se durante tale periodo il fonogramma è lecitamente pubblicato, i diritti scadono settanta anni dopo la data della prima pubblicazione lecita. Se nel periodo di tempo indicato nel primo comma non sono effettuate pubblicazioni lecite e se il fonogramma e' lecitamente comunicato al pubblico durante detto periodo, i diritti scadono settanta anni dopo la data di tale prima comunicazione al pubblico.».

Dunque il termine si estende a 70 anni (rispetto ai cinquanta originariamente previsti) a partire dal momento in cui via sia la pubblicazione lecita del brano musicale (definito "fonogramma") ovvero dal momento in cui lo stesso sia comunicato al pubblico.

Il decreto modifica altresì la legge n. 633/41 inserendo gli articoli 84-bis e 84-ter (che si occupano rispettivamente delle remunerazioni e della possibilità per l'artista di recedere dal contratto con il produttore in caso di vendite insufficienti dopo 50 anni dalla pubblicazione), modificando l'art. 85 (che disciplina l'eccezioni al momento di decorrenza dei termini di durata dei diritti).

Gli articoli 4 e 5 del decreto, infine, si occupano rispettivamente dell'applicazione nel tempo della legge e delle misure transitorie sui contratti di trasferimento o cessione  dei diritti sul fonogramma.

In particolare l'art. 4  stabilisce che le nuove disposizioni "si applicano alle fissazioni di esecuzioni e ai fonogrammi per i quali l'artista, interprete o esecutore, e il produttore di fonogrammi erano ancora protetti, in virtu' delle disposizioni in vigore prima dell'entrata in vigore del presente decreto legislativo, alla data del 1° novembre 2013 e alle fissazioni di esecuzioni e ai fonogrammi successivi a tale data".

L'art. 5, invece stabilisce che "Salvo che il contratto disponga diversamente, un contratto di trasferimento o cessione dei diritti sul fonogramma, concluso anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, continua a produrre i suoi effetti oltre la data alla quale, in base alla normativa vigente alla data del 31 ottobre 2013, l'artista, interprete o esecutore non sarebbe piu' protetto. 2. I contratti di trasferimento o cessione che autorizzano un artista, interprete o esecutore, a ricevere pagamenti ricorrenti e che sono stati conclusi anteriormente alla data di entrata in vigore".

E' bene precisare che le modifiche riguardano unicamente produttori di fonogrammi, artisti, esecutori, interpreti musicali e società di gestione collettive che li rappresentano e non altre tipologie di diritti d'autore.

La modifica normativa si inserisce nel contesto di attuazione della direttiva 2011/77/UE che modifica la direttiva 2006/116/CE

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Al via i Tribunali con competenza esclusiva se una delle parti è una società con sede all'estero

pubblicato 28/feb/2014 07:51 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 28/feb/2014 07:53 ]

In data 22 febbraio 2014 è entrato definitivamente in vigore quanto stabilito dal decreto "Destinazione Italia" n. 145/2013 convertito nella legge n. 9/2014, pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 21.02.2014.

A partire da tale data sono, dunque, soltanto undici i tribunali sull'intero territorio nazionale che, per competenza esclusiva inderogabile dovranno trattare le controversie in cui sia parte una società con sede all’estero.

Tanto avviene a seguito dell'istituzione delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso i Tribunali e le Corti d’Appello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia, prevista dal Dlgs. 168/2003 che aveva già assegnato a tali sezioni la competenza esclusiva in una serie di controversie (marchi nazionali, internazionali e comunitari, brevetti d'invenzione e per nuove varietà vegetali, modelli di utilità, disegni e modelli e diritto d'autore, fattispecie di concorrenza sleale interferenti con la tutela della proprietà industriale ed intellettuale, nelle quali fosse parte una società, in qualunque forma costituita, con sede all'estero, anche avente sedi secondarie con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato).

Tali materie sono state poi successivamente integrate con il DL n. 1/2012 con le controversie di diritto societario e quelle aventi ad oggetto contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria.

Il decreto “Destinazione Italia”, come detto, ha ulteriormente accentrato la competenza territoriale in tali materie e, anche alla luce delle ultime modifiche operate in sede in sede di conversione in legge, ad oggi sono inderogabilmente competenti per le citate controversie i seguenti uffici giudiziari
 DISTRETTO APPARTENENZA TRIBUNALE COMPETENTE
BARI
LECCE
TARANTO (sezione distaccata)
POTENZA
BARI
CAGLIARI
SASSARI (sezione distaccata)
CAGLIARI
CALTANISSETTA
CATANIA
CATANZARO
MESSINA
PALERMO
REGGIO CALABRIA
CATANIA
BOLOGNA
GENOVA
GENOVA
BRESCIA
MILANO
MILANO
CAMPOBASSO
NAPOLI
SALERNO
NAPOLI
ANCONA
FIRENZE
L’AQUILA
PERUGIA
ROMA
ROMA
TORINOTORINO
TRIESTE
VENEZIA
VENEZIA
TRENTOTRENTO
BOLZANO (sezione distaccata)BOLZANO


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Approvato il nuovo codice deontologico forense

pubblicato 06/feb/2014 11:06 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 06/feb/2014 11:07 ]

Il Consiglio Nazionale Forense, nella seduta straordinaria del 31 gennaio ha approvato il nuovo Codice deontologico forense al fine di dare attuazione alle previsioni di cui alla legge n. 247/2012 (c.d. legge di riforma della professione forense)

Il nuovo codice deontologico ha come finalità principale la tutela dell’interesse pubblico al corretto esercizio della professione e, per tali motivi, la legge forense ne dispone anche la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il nuovo codice si compone di 73 articoli raccolti in 7 titoli.  Gli artt. da 1 a 22) individuano i principi generali,  gli artt. da 23 a 37) si occupano dei rapporti con il cliente e la parte assistita, gli  artt. da 38 a 45 si occupano dei rapporti tra colleghi, gli artt. da 46 a 62) attengono ai doveri dell’avvocato nel processo, gli artt. da 63 a 68) riguardano i rapporti con terzi e le controparti, gli artt. da 69 a 72 disciplinano i rapporti con le Istituzioni forensi e, da ultimo l'art. 73 contiene le disposizioni finali. 

Il primo titolo è dedicato ai Principi generali , tra i quali quello di indipendenza e autonomia e di leale concorrenza; di diligenza (qualità della prestazione) e di competenza, di aggiornamento e formazione continua; il dovere di adempimento di ogni onere fiscale, previdenziale, assicurativo, contributivo.  Le informazioni sull’attività professionale dovranno essere coerenti con lo scopo di tutelare l’affidamento della collettività.

Nei Rapporti con i clienti e parte assistita viene individuato il momento della nascita del rapporto professionale, con la specificazione degli obblighi informativi che ne conseguono (prevedibile durata causa-oneri- preventivo scritto se richiesto- estremi della polizza assicurativa-possibilità di avvalersi della mediazione), e della libera pattuizione del compenso. L’avvocato non deve consigliare azioni inutilmente gravose e deve emettere documento fiscale ad ogni versamento ricevuto. 

Viene ribadito il divieto di accaparramento di clientela. Importante il riferimento al dovere di corretta informazione.

Sul punto la norma prevede che l’avvocato fornisca informazioni sulla propria attività professionale rispettando i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, facendo in ogni caso riferimento alla natura e ai limiti dell’obbligazione professionale, non essendo ammesse informazioni comparative né equivoche, ingannevoli, denigratorie, suggestive o che contengano riferimenti a titoli, funzioni o incarichi non inerenti l’attività professionale né l’indicazione di nominativi di professionisti non direttamente o organicamente collegati con lo studio dell’avvocato.

L’informazione pubblicitaria è ammessa con ogni mezzo, ma il sito web deve avere dominio proprio senza re-indirizzamento, direttamente riconducibile all’avvocato, allo studio legale associato o alla società di avvocati alla quale partecipi, previa comunicazione al Consiglio dell’Ordine di appartenenza della forma e del contenuto del sito stesso. Non sono ammessi banner pubblicitari. 

Nello studio l’avvocato dovrà favorire la crescita formativa dei propri collaboratori, compensandone in maniera adeguata la collaborazione, tenendo conto dell’utilizzo dei servizi e delle strutture dello studio. Ai praticanti dovrà assicurare l’effettività e la proficuità della pratica forense e, fermo l’obbligo del rimborso delle spese, riconoscergli, dopo il primo semestre di pratica, un compenso adeguato. 

Completamente nuova l’introduzione del titolo "Doveri dell’avvocato nel processo".

In questo titolo vengono riordinate una serie di previsioni normative sparse in diversi ambiti. 

Novità assoluta è rappresentata da una norma dedicata all’ascolto del minore per assicurare la maggior correttezza in un ambito particolarmente delicato. 

Riguardo al rapporto con le istituzioni forensi viene precisato l’ obbligo di collaborazione dell’avvocato iscritto e viene sanzionata pesantemente l’ attività volte a favorire candidati durante l’esame di abilitazione, soprattutto da parte dell’avvocato-commissario d’esame. 

Il nuovo Codice deontologico che sarà ufficialmente presentato a tutti gli ordini territoriali il giorno 19 febbraio 2014 entrerà in vigore 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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Filiazione: pubblicato in GU il Dlgs 154/2013 che elimina definitivamente le discriminazioni tra figli legittimi e naturali

pubblicato 10/gen/2014 09:28 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 13/gen/2014 03:11 ]

Sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 gennaio 2014, n. 5, è stato pubblicato il Decreto Legislativo 28 dicembre 2013, n. 154 recante "modifica della normativa vigente al fine di eliminare ogni residua discriminazione rimasta nel nostro ordinamento fra i figli nati nel e fuori dal matrimonio, così garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi".

Il provvedimento fa seguito alla legge delega n. 219/2012 che aveva iniziato a riordinare la materia rinviando appunto ad un successivo decreto l'armonizzazione definitiva del sistema normativo.

Il provvedimento, inserisce, in sintesi, le seguenti novità.

Status e diritti

Viene eliminata ogni differenza tra i figli, sia in relazione al loro status (nati o meno al di fuori del matrimonio o adottivi), che in relazione alla loro posizione economica, acquisendo, tutti pari diritti anche in materia successoria.
Vengono, infatti, eliminati tutti i riferimenti già presenti nella normativa vigente a "figli legittimi" e "figli naturali" sostituiti con la semplice espressione di "figli".
La potestà genitoriale viene sostituita dalla "responsabilità genitoriale", che non scade (come accadeva per la potestà) alla maggiore età, al cui raggiungimento non vengono pertanto meno gli obblighi dei genitori.
L'articolo 316 del codice civile, così come riformulato, prevede, che la "responsabilità genitoriale" sia a carico di entrambi i genitori e che la stessa sia esercitata di comune accordo, tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio. 
I genitori sono dunque vincolati al mantenimento dei figli anche oltre il raggiungimento della maggiore età e fino al momento in cui gli stessi raggiungono un'indipendenza economica.

Viene, inoltre, limitato a cinque anni dalla nascita il termine per proporre l’azione di disconoscimento della paternità ed introdotto
il diritto degli ascendenti di mantenere “rapporti significativi” con i nipoti minorenni.
In caso di ostacoli posti dai genitori, infatti,  i nonni potranno rivolgersi al Tribunale onde ottenere una provvedimento che li rimuova.

Disciplinato anche l’ascolto dei minori (se capaci di discernimento) che dovranno essere sempre ascoltati nell'ambito dei procedimenti che li riguardano.

Ai fini dell'assegno di mantenimento in caso di separazione, la riforma equipara i figli maggiorenni portatori di handicap ai figli minori (nuovo articolo 337-septies codice civile). 

Successioni

Il nuovo provvedimento normativo ha abrogato il comma terzo dell'articolo 537 del codice civile che prevedeva la possibilità, per i figli legittimi, di soddisfare in danaro o beni immobili ereditati la porzione spettante ai figli nati fuori del matrimonio, fatta salva la possibilità di proporre opposizione davanti al giudice alla cui valutazione era rimessa la decisione tenuto conto delle circostanze personali e patrimoniali. 

Seguendo lo stesso principio, è stata anche eliminata la c.d. "commutazione" prevista dall'articolo 542 del codice civile (nel caso di concorso tra coniuge e figli). 

Effettuate modifiche anche per la successione legittima con il nuovo art. 565 del Codice Civile che afferma il principio secondo cui la filiazione fuori del matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti parenti nello stesso modo in cui li produce la filiazione avvenuta all'interno del matrimonio. 

Anche nel caso della successione legittima viene eliminata ogni possibilità di commutazione a danno dei figli nati fuori dal 
matrimonio.

Le nuove norme entrano in vigore in data dal 7.02.2014

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Legge di stabilità 2014: le novità in tema di spese di giustizia

pubblicato 07/gen/2014 10:35 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 07/gen/2014 10:37 ]

La legge di stabilità 2014  (la n. 147  pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27.12.2013) ha previsto diverse novità in tema di spese di giustizia.

In particolare, al comma 598 vengono previste alcune esenzioni per coloro che accedono al fascicolo d'ufficio in via telematica stabilendo l'esenzione dal pagamento dei diritti di copia.

Comma 598
Al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002. n.115, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 14, comma 3-bis, dopo la parola: “determinato” sono inserite le seguenti: “per ciascun atto impugnato anche in appello”;
b) all'articolo 269, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
“1-bis. Il diritto di copia senza certificazione di conformità non è dovuto dalle parti che si sono costiuite con modalità telematiche ed accedono con le medesime modalità al fascicolo”;
c) all'articolo 263, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
“1-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 269, comma 1-bis, si applicano anche al processo tributario telematico”.

Previste dal comma 606 riduzioni di 1/3 per gli importi spettanti al difensore, all'ausiliaro del magistrato, al consulente tecnico e all'investigatore privato, nonchè l'aumento da 8 euro a 27 euro dell'importo della marca da bollo per l'iscrizione della causa a ruolo.

Comma 606
Al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.115, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 30, comma 1, le parole: “euro 8” sono sostituite dalle seguenti: “euro 27”;
b) nel capo V del titolo VI della parte III, dopo l'articolo 106 è aggiunto il seguente:
“Art. 106-bis. (L) (Compensi del difensore, dell'ausiliario del magistrato, del consulente tecnico di parte e dell'investigatore privato autorizzato). -1. Gli importi spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all'investigatore privato autorizzato sono ridotti di un terzo.”


Il comma 607 prevede, infine, che l'aumento della  marca da bollo e la riduzione delle liquidazioni si riferiscono rispettivamente ai procedimenti iscritti a ruolo e i cui onorari vengono liquidati dopo l'entrata in vigore della legge (1 gennaio 2014)

Comma 607
Le disposizioni di cui al comma 606, lettera a), si applicano ai procedimenti iscritti a ruolo successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge. Le disposizioni di cui al comma 606, lettera b), si applicano alle liquidazioni successive alla data di entrata in vigore della presente legge.

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Mediazione civile: circolare ministeriale di chiarimento dopo le modifiche introdotte dal Decreto del "fare"

pubblicato 10/dic/2013 11:09 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 10/dic/2013 11:11 ]

In data 27.11.2013 è stata emanata dal Ministero della Giustizia la circolare sulla "nuova mediazione civile" con la quale sono state fornite importanti precisazioni e chiarimenti applicativi dopo le modifiche introdotte all'istituto da parte del Decreto del fare (DL 69/2013) convertito con la legge n. 98/2013.
La circolare in particolare chiarisce i seguenti aspetti:

1) Spese relative all'avvio della procedura e indennità per il primo incontro di mediazione

La circolare chiarisce innanzitutto che qualora non si raggiunga alcun accordo all'esito del primo incontro, all'organismo di mediazione prescelto non spetta alcun compenso.

Sul punto la circolare chiarisce anche il significato terminologico di "compenso" secondo le intenzioni del legislatore e precisa che lo stesso va raccordato con quanto previsto dall'all’art. 16, comma 1, del D.M. 180/2010, secondo il quale "l’indennità comprende le spese di avvio del procedimento e le spese di mediazione”, ed al comma 10 per il quale "le spese di mediazione comprendono anche l’onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione".

Ciò premesso l’opera di mediazione vera e propria riguarda il "concreto svolgimento dell’attività" comprendendo, perciò, anche l’onorario del mediatore e, dunque, il "compenso", va distinto dalle spese di avvio del procedimento che dovranno continuare ad essere, comunque, pagate dalle parti nella misura fissa di euro 40,00.

Nella circolare viene inoltre chiarito che se la parte che ha proposto l’avvio del procedimento non compare al primo incontro, nessuna indennità può essere richiesta alla parte invitata, la quale sia, comunque, comparsa.

2) Mediazione obbligatoria disposta dal giudice

Tale chiarimento si è reso necessario in relazione alle ipotesi in cui il Giudice istruttore dispone obbligatoriamente il tentativo di mediazione, diventando quest'ultima una condizione di procedibilità dell'azione giudiziale.
Tale ultimo caso, secondo la circolare è equiparabile alla mediazione obbligatoria per cui la legge (e, dunque, non il giudice) prevede il suo esperimento quale condizione di procedibilità della domanda e, dunque, sarà applicabile almeno la riduzione dell’importo massimo del compenso (e i divieti di aumenti del compenso), così come previsto dall’art. 16 comma 4 lett. d) del D.M. 180/2010, ovvero negli stessi termini dell’analoga previsione già esistente per l’ipotesi di mediazione obbligatoria ex lege di cui all’art. 5 comma 1 (ora reintrodotta all’art. 5 comma 1 bis)”.

3) Luogo di deposito dell'istanza di mediazione

Secondo la legge (art. 4 d.lgs. 28/2010 così come modificato dal d.l. 69/2013 convertito dalla l. 9 agosto 2013 n.98) la domanda di mediazione deve essere inoltrata ad un organismo, nel luogo del giudice territorialmente competente per la lite, mentre nel caso di più domande concernenti la medesima lite, la mediazione si svolgerà innanzi all'organismo territorialmente competente, e presso il quale è stata depositata la prima istanza. 
La circolare chiarisce, inoltre che per individuare l’organismo di mediazione competente si tiene conto del luogo ove l’organismo medesimo ha la sede principale, ovvero le sedi secondarie, purché la sussistenza di tali sedi sia stata previamente comunicata al Ministero della Giustizia e le stesse siano state iscritte con provvedimento.

4) Ruolo degli avvocati nel procedimento di mediazione

La circolare si occupa del punto, atteso che il nuovo art. 16 del d.lgs. 28/2010 stabilisce che gli avvocati iscritti all’albo, sono considerato di diritto  “mediatori” e che  l’art. 5, comma 1 bis, nell’elencare le materie oggetto di mediazione obbligatoria, prescrive che chi intende agire giudizialmente deve, prima, esperire il procedimento di mediazione “assistito da un avvocato”.

Dunque la circolare chiarisce che l'assistenza legale è obbligatoria soltanto quando ricorrano le fattispecie di mediazione cd. obbligatoria (cioè quelle nelle quali l'esperimento del tentativo è condizione di procedibilità) mentre rimangono escluse tutte le altre ipotesi di mediazione facoltativa nelle quali le parti saranno libere di scegliere se farsi assistere o meno da un professionista legale.

Al Ministero è demandata la vigilanza relativa alla circostanza che l’organismo di mediazione non abbia sede presso lo studio di un avvocato e che lo studio di un avvocato non abbia la propria sede presso un organismo di mediazione. Qualora sia ravvisata la violazione a siffatto divieto, il Ministero dovrà segnalare l’infrazione al competente consiglio dell’ordine forense con tutte le conseguenze anche disciplinari del caso.

5) Convenzioni relative a sconti e agevolazioni

Secondo la circolare eventuali accordi stipulati soltanto con una delle parti o dei loro patrocinatori si si pongono in contrasto col principio d’imparzialità e di terzietà dell’organismo di mediazione e, dunque, eventuali agevolazioni o sconti potranno essere attuati unicamente nei confronti di tutte le parti in mediazione.

6) Monitoraggio dell'attività di mediazione

L’ultimo parte della circolare si occupa, infine dell’attività di monitoraggio prevista dall’art. 5, comma 1 bis, del d.lgs. 28/2010, il quale prevede che “la presente disposizione ha efficacia per i quattro anni successivi alla data della sua entrata in vigore. Al termine di due anni dalla medesima data di entrata in vigore è attivato su iniziativa del Ministero della giustizia il monitoraggio degli esiti di tale sperimentazione” richiamando l'obbligo a carico degli organismi di mediazione, di comunicare i dati statistici concernenti l’opera svolta e stabilendo che l’eventuale inosservanza di tale dovere potrà essere valutato quale "elemento sintomatico della inattività dell’organismo", ovvero, ed in ogni modo, dell’incapacità a garantire uno "standard’ minimo di efficienza", prescritto all’art. 4 del d.m. 180/2010.

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Multe "scontate": le indicazioni operative del Ministero

pubblicato 19/nov/2013 01:30 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 19/nov/2013 01:32 ]

E' stata recentemente pubblicata la circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dell'11.11.2013, con cui sono state fornite le prime indicazioni relative all'applicazione della legge 98/2013 con la quale sono state apportate alcune modifiche al Codice della Strada.

Infatti, secondo quanto previsto dall'attuale versione dell'art. 202 del Codice della Strada, oggi il trasgressore e il responsabile in solido possono ottenere il beneficio del pagamento in misura ridotta del 30% della sanzione irrogata qualora effettuino il pagamento del relativo importo entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione della violazione.

Non può, invece, beneficiare di tale "sconto" il trasgressore che incorra in violazioni che prevedono la confisca del veicolo e la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida.

La circolare chiarisce, inoltre, che la possibilità di accedere alla detta riduzione vale unicamente per le sanzioni irrogate con i verbali di contestazione notificati a partire dal 21 agosto 2013 (ossia dalla data di entrata in vigore della L. n. 98/2013), indipendentemente dal tempo della commissione della violazione, dal tempo di accertamento della stessa e dal tempo di instaurazione del procedimento ispettivo in corso.

Il pagamento, allo stato attuale non può essere effettuato direttamente all'agente accertatore con strumenti di pagamento elettronici, "salvo futuri adeguamenti", bensì soltanto attraverso un modello F23 ovvero tramite versamento in conto corrente postale o bancario. Il pagamento ridotto non è applicabile nelle ipotesi di rateizzazione della sanzione amministrativa.

Specifica, infine la circolare ministeriale che, a seguito delle intervenute modifiche normative, il verbale redatto dagli agenti deve ora contenere anche la chiara indicazione della facoltà di avvalersi della misura agevolata nei tempi prescritti, dell'importo minimo ridotto e dei casi in cui la procedura non è invece applicabile.

Per le infrazioni notificate dopo il 21 agosto 2013 qualora il verbale non contempli tali indicazioni la circolare prevede che il trasgressore e l'obbligato in solido che intendano avvalersi della possibilità di beneficiare della riduzione, in autotutela, possano manifestare tale volontà e gli uffici potranno procedere alla notifica di un nuovo verbale di contestazione che annulli il precedente e rimetta il richiedente nel termine di cinque giorni per il pagamento in misura ridotta.

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Condominio e privacy: la nuova guida del Garante

pubblicato 10/ott/2013 11:39 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 10/ott/2013 11:41 ]

Pubblicata nuova guida del Garante Privacy per per conciliare trasparenza e riservatezza nel condominio.

Riportiamo di seguito il testo contenuto sul sito ufficiale del Garante

Il vicino di casa può installare una telecamera che riprende l'ingresso del proprio appartamento o il posto auto? 

Chi può accedere ai dati del conto corrente del condominio? 

Le informazioni sui morosi possono essere affisse nella bacheca o comunicate a soggetti esterni? 

Quali dati possono essere pubblicati sul sito web condominiale?

Sono numerosi i quesiti che sorgono nella vita di ogni condominio. Spesso semplici dubbi o errate interpretazioni normative possono sfociare in spiacevoli discussioni o , addirittura, in cause civili e penali.

Proprio per facilitare un dialogo equilibrato tra tutti gli "abitanti" del condominio - dai condomini agli inquilini in affitto, dal portiere ai fornitori esterni - il Garante privacy ha predisposto un sintetico manuale che affronta i temi più caldi in materia di trattamento di dati personali: "Il condominio e la privacy".

Il vademecum prende in esame i casi che più frequentemente emergono nella vita condominiale, dall'assemblea all'accesso agli archivi, dalle comunicazioni agli interessati ai rapporti con l'amministratore.

La guida tiene conto anche delle novità introdotte dalla recente riforma del condominio, entrata in vigore nello scorso mese di giugno 2013, e offre le prime risposte ad alcuni dei quesiti già pervenuti al Garante in merito alla corretta applicazione delle nuove norme, come quelle relative al cosiddetto "condominio digitale".

"E' davvero importante - sottolinea il Presidente dell'Autorità, Antonello Soro - garantire un giusto livello di riservatezza nei rapporti condominiali e tra vicini di casa nella vita di ogni giorno. Bisogna fare in modo, però, che la tutela della privacy non sia usata come pretesto per limitare la trasparenza nella gestione condominiale, omettendo dati che tutti i condomini devono poter conoscere".

Il Vademecum

"Il condominio e la privacy" è suddiviso in otto capitoletti: l'amministratore; l'assemblea; la bacheca condominiale; la gestione trasparente del condominio; la videosorveglianza; il condominio digitale; il diritto di accesso ai propri dati e altri diritti; ulteriori chiarimenti. Un breve glossario dei termini più usati in ambito condominiale e una sezione con i riferimenti ai principali provvedimenti in materia chiudono il manuale.

L'opuscolo può essere richiesto in formato cartaceo al Garante privacy, Piazza di Monte Citorio n. 123, Roma o via mail all'indirizzo:
ufficiostampa@garanteprivacy.it oppure scaricato in formato digitale dal sito dell'Autorità www.garanteprivacy.it

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