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Lo spazio delle ultime novità e degli aggiornamenti normativi 

In questa pagina vengono periodicamente inseriti aggiornamenti relativi a novità normative o, comunque, inerenti il mondo del diritto che sono ritenute rilevanti dai nostri autori.

Per ogni aggiornamento vengono pubblicati, se disponibili, i testi normativi ufficiali di riferimento o i link attraverso i quali accedervi tramite siti esterni.

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Dal 15 luglio 2015 in vigore i nuovi importi per i diritti di copia

pubblicato 23 lug 2015, 08:07 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 23 lug 2015, 08:10 ]

Con decreto del Ministero della Giustizia del 7.05.2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 giugno 2015 (e, dunque, con entrata in vigore dal 15 luglio 2015) sono aumentati gli importi da corrispondere per ottenere le copie con o senza certificazione di conformità degli atti contenuti nei fascicoli giudiziari così come previsto dal DPR 115/2002 (Testo unico sulle spese di giustizia).

Tali somme sono dovute unicamente per il rilascio di copie cartacee e non di copie informatiche.

Gli importi sono stati adeguati tenendo conto dell'incremento del costo della vita e, dunque, nella misura del 4,4%. 

Sulla pagina del nostro sito dedicata ai diritti di copia è possibile calcolarne gli importi in base al numero di pagine ed al tipo di copie richieste, nonchè scaricare la tabella aggiornata presente, comunque, anche tra gli allegati di questo post.

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Danno biologico: aggiornati gli importi delle lesioni micropermanenti

pubblicato 20 lug 2015, 07:22 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 20 lug 2015, 07:24 ]

Con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 giugno 2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015, sono stati aggiornati gli importi per il calcolo del risarcimento del danno biologico di cui all'art. 139 del Codice delle Assicurazioni.

I nuovi importi che sono stati calcolati prendendo come base l'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, relativo al mese di aprile 2015, si applicheranno a partire da tale mese e prevedono:

- 793,52 euro per il primo punto di invalidità;
- 46,29 euro per ogni giorno di inabilita' assoluta.

Sulla pagina del nostro sito dedicata al danno biologico è possibile consultare e scaricare la tabella aggiornata all'anno 2015 oltre che tutte quelle relative agli anni precedenti.

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL 83/2015: cosa cambia in materia di esecuzioni e fallimenti

pubblicato 06 lug 2015, 13:16 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 06 lug 2015, 13:21 ]

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2015 n. 147, il decreto legge n. 83 recante modifiche alle disposizioni in materia fallimentare,civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. 

Il decreto apporta numerosi interventi in materia di procedure concorsuali, procedure esecutive e qualche novità in tema di processo civile telematico.

In tema di procedure concorsuali segnaliamo:

Curatore e commissario giudiziale

Viene stabilità l'incompatibilità tra le figure del curatore fallimentare e del commissario giudiziale che dovrà completare i propri adempimenti entro i termini a pena la revoca.  
Non potrà, inoltre, essere nominato curatore chi ha concorso al dissesto dell’impresa nei 5 anni anteriori alla dichiarazione di fallimento.
Viene creato un Registro informatico nazionale, istituito presso il Ministero della Giustizia ed accessibile al pubblico, in cui saranno raccolti i provvedimenti di nomina dei curatori, dei commissari giudiziali e dei liquidatori giudiziali.

Concordato preventivo 

Il Tribunale potrà autorizzare finanziamenti anche nel caso di concordato in bianco (e/o un accordo di ristrutturazione) e, in via d’urgenza, anche senza attestazione di un professionista, dopo aver ascoltato i creditori principali. Tale autorizzazione dovrà avvenire
entro 10 giorni dalla domanda. Il relativo finanziamento  (se concesso) sarà protetto dal beneficio della prededuzione in caso di successivo fallimento;

Nelle ipotesi in cui il piano di concordato preveda un’offerta da parte di un determinato soggetto, il tribunale, su richiesta del commissario giudiziale, potrà decidere di aprire una "gara" sulle offerte, favorendo la concorrenza nell'ambito del concordato stesso.

Nelle ipotesi di un piano di concordato presentato da un debitore, nel caso in cui la proposta non preveda la soddisfazione di almeno il 25% dei crediti chirografari, sarà possibile per i creditori che rappresentino almeno il 10% dei crediti di presentare a loro volta una differente proposta di concordato.

Sarà inoltre possibile chiedere immediatamente lo scioglimento e la sospensione per non più di 60 giorni dei contratti in corso di esecuzione

Nuove modalità di ristrutturazione dei debiti

L’accordo di ristrutturazione dei debiti previsto dalla legge fallimentare potrà essere presentato dall'impresa esposta nei confronti di creditori finanziari per un ammontare pari almeno alla metà dell'indebitamento complessivo.
Tale accordo potrà essere concluso con il 75% dei creditori finanziari, se questi rappresentano almeno la metà dell’indebitamento, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (per esempio altre imprese fornitrici di beni e servizi). 

– vi può accedere l’impresa esposta nei confronti di creditori finanziari (banche e intermediari finanziari) per un ammontare pari almeno alla metà dell’indebitamento complessivo;

– l’accordo può concludersi con il 75% dei creditori finanziari, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (ad es. i fornitori di beni e servizi) ed estendere la sua efficacia anche ai creditori finanziari non aderenti all’accordo (che potranno comunque proporre opposizione)  purché essi siano stati informati e un professionista abbia attestato la correttezza dell’accordo;

Vendite in sede concorsuale

Le vendite e gli altri atti di liquidazione posti in essere dalla Curatela potranno prevedere un versamento del prezzo rateizzato;

Il decreto in esame introduce importanti novità anche in materia di esecuzioni. Tra questi segnaliamo:

Ricerca dei beni pignorabili in capo al debitore

Viene introdotta una nuova possibilità per il creditore, debitamente autorizzato dal Tribunale, di rivolgersi direttamente ai gestori delle banche dati (anagrafe tributaria, Inps, Pra), senza doversi rivolgere (come accade per la normativa in vigore agli Ufficiali Giudiziari ed attendere un decreto attuativo da parte del Ministero della Giustizia). Tanto potrà avvenire nel termine di un anno, scadenza assegnata per l'adozione del decreto dirigenziale che assicuri la piena funzionalità del sistema.

Limiti di pignoramento a stipendi e pensioni

La riforma modifica anche il limite massimo del pignoramento di stipendi e pensioni (attualmente fissato nella misura di un quinto). 

I nuovi commi aggiunti all’art. 545 c.p.c. prevedono infatti, con riferimento al pignoramento delle pensioni che le somme dovute non potranno essere pignorate “per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà” e che la parte eccedente è pignorabile nei limiti previsti dalla legge; per gli stipendi, invece, si stabilisce che le somme dovute, “nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento”, mentre se l’accredito ha luogo “alla data del pignoramento o successivamente”, le predette somme possono essere pignorate nei limiti stabiliti dalla legge.

Novità importante è costituita dal fatto che il pignoramento eseguito in violazione delle suddette norme è parzialmente inefficace, e tale inefficacia è rilevata anche d’ufficio dal giudice.

La "nuova revocatoria"

Una delle novità del d.l. n. 83/2015 (già in vigore per le procedure iniziate successivamente all’entrata in vigore del decreto) è l’introduzione del nuovo art. 2929-bis del Codice Civile il quale consente l’esecuzione forzata su beni immobili o mobili registrati del debitore anche se questi sono stati sottoposti a vincolo di indisponibilità (es: costituzione di fondo patrimoniale) ovvero di alienazioni a titolo gratuito, senza attendere la preventiva sentenza dichiarativa di inefficacia del vincolo o del trasferimento (c.d revocatoria ordinaria), in tutti i casi in cui tale vincolo sia sorto successivamente al sorgere del credito e se il pignoramento è stato trascritto entro un anno dalla data in cui l’atto stesso è stato trascritto.

Le modifiche al precetto

La riforma modifica anche il contenuto dell’atto di precetto prevedendo, attraverso l'introduzione del comma 2 dell’art. 480 c.p.c., il quale prevede l’obbligo del creditore di avvertire, nel medesimo atto, il debitore della possibilità di chiedere aiuto ad un organismo di composizione della crisi o ad un professionista nominato dal giudice, per “porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento” al fine di concludere con il creditore un accordo di composizione della crisi o proponendo un piano del consumatore.

Il nuovo portale delle vendite pubbliche

Le aste riguardanti beni immobili o mobili registrati si effettueranno online sul portale unico delle vendite pubbliche e la pubblicità sarà obbligatoria, pena l'estinzione della procedura esecutiva.

Viene introdotto anche l’albo dei custodi giudiziari: un elenco dei soggetti specializzati per la custodia e la vendita dei mobili pignorati che dovrà essere istituito presso ogni tribunale.

La nuova conversione del pignoramento “a rate”

Introdotta anche per il pignoramento mobiliare la possibilità di ottenere una rateizzazione delle somme da pagare a titolo conversione fino a 36 mesi.

Nuovi termini per la perdita di efficacia del pignoramento.

Viene modificato l’art. 497, primo comma, c.p.c., il quale prevede che, a decorrere dalla sua entrata in vigore, la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati vada richiesta entro 45 giorni a pena di inefficacia riducendo così il previgente termine di 90 giorni.

Vendite immobiliari

Il termine per il deposito della documentazione ipocatastale nelle vendite immobiliare si riduce da 120 a 60 giorni. Il giudice dell'esecuzione fisserà il numero complessivo degli esperimenti di vendita, (non inferiori a tre) nonchè i “criteri per determinare i relativi ribassi, le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non inferiore a sei mesi e non superiore a un anno alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita dovrà restituire gli atti in cancelleria”.

L'aggiudicatario dell'immobile pignorato potrà pagarlo anche in modalità rateale e, in tal caso, potrà entrare nel bene acquistato anche prima del termine del versamento dell'ultima rata, purchè presenti un'apposita fideiussione a garanzia del saldo.

Processo civile telematico

Qualche novità, infine, anche in tema di processo civile telematico.

Il DL 83/2015 attribuisce, infatti, valore legale al deposito con modalità telematica degli atti introduttivi dei procedimenti di cognizione e di volontaria giurisdizione, quando effettuati dal difensori o dai dipendenti pubblici, lasciando sempre salva per questo tipo di atti la possibilità dell'utilizzo del sistema cartaceo fino all'1 gennaio 2017.

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Divorzio breve: pubblicata la legge in Gazzetta Ufficiale

pubblicato 15 mag 2015, 08:17 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 15 mag 2015, 08:19 ]

Sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 maggio 2015 è stata pubblicata la c.d. legge sul Divorzio breve (Legge 6 maggio 2015, n. 55), che modifica in particolare la disciplina degli istituti di separazione e del divorzio soprattutto in relazione ai tempi.

Di fatto la legge interviene soltanto con tre articoli che apportano le seguenti modifiche

L’art. 1 modifica l’art. 3 comma 1 lett. b n. 2 della legge n. 898/1970 che, come è noto, disciplina i casi di scioglimento del matrimonio.

Con la nuova norma, in caso di separazioni giudiziali (e cioè introdotte da uno solo dei due coniugi nei confronti dell'altro) l'originario termine di durata ininterrotta della separazione di tre anni si riduce a dodici mesi anticipando così la possibilità di richiedere il divorzio. 
Tale termine come già previsto dalla vecchia normativa comincia a decorrere dalla comparizione dei coniugi di fronte al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale purchè sia stata, comunque, emessa sentenza di separazione.

In caso di separazioni consensuali (anche se trasformate da giudiziali in corso di causa) il termine si riduce ulteriormente a sei mesi.

L’art. 2 della legge, va, invece, a modificare l’art. 191 del Codice Civile  prevedendo lo scioglimento della comunione legale come segue.

In caso di separazione giudiziale lo scioglimento avviene nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati (ed ossia a seguito dell'ordinanza presidenziale), mentre per le separazioni consensuali avviene, dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dei coniugi dinanzi al presidente, purché lo stesso sia successivamente omologato.

Per tali motivi la legge prevede che l’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione sull’atto di matrimonio.

Fino a questo momento invece la comunione legale si poteva sciogliere unicamente con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale o del decreto di omologa della separazione consensuale.

Lo scioglimento non ha efficacia retroattiva e, dunque, non riguarda tutte le operazioni eseguite prima dei detti termini.

L’art. 3 definisce l'applicazione temporale delle norme, stabilendo che le nuove previsioni sulla riduzione dei tempi di proposizione della domanda di divorzio e di anticipazione dello scioglimento della comunione legale, si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti ancora pendente alla medesima data.

La data di entrata in vigore della legge è prevista per il 26 maggio ed ossia, dopo 15 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

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Misure cautelari: da oggi in vigore le nuove norme

pubblicato 08 mag 2015, 03:11 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 08 mag 2015, 03:13 ]

E' entrata oggi in vigore la legge 16 aprile 2015, n. 47, recante modifiche al codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali e modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di visita a persona affette da handicap in situazione di gravità.

In particolare le nuove norme modificano gli artt. 274 e 275 del Codice di Procedura Penale.

Quanto all'art. 274 c.p.p. vengono modificati i presupposti per l'applicazione della custodia cautelare in carcere, dovendo ora il pericolo di fuga non essere soltanto "concreto" ma anche anche attuale, valutazione che non si potrà effettuare unicamente sulla base della gravità del reato per il quale si procede.

Sarà infatti necessario approfondire meglio la sussistenza degli elementi necessari per l'applicazione della custodia cautelare dovendosi considerare oltre alla gravità del reato anche ulteriori aspetti come eventuali precedenti, il comportamento dell'imputato, ecc..

Quanto alle modifiche dell'art. 275 c.p.p. viene stabilito che la custodia cautelare in carcere potrà essere disposta unicamente se altre misure interdittive o coercitive risultino inadeguate, relegando, dunque, il carcere, ad un'ipotesi residuale di applicazione di misura cautelare.

Il giudice, inoltre, così come disposto dal nuovo art. 292 c.p.p. non potrà più rifarsi alle motivazioni per l'applicazione della misura contenute negli atti del PM, ma dovrà dare una propria e specifica motivazione che consideri anche quanto sostenuto dalla difesa.

La durata massima delle misure interdittive, quali la sospensione dall'esercizio della potestà genitoriale, la sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio o servizio e il divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali, ai sensi del nuovo art. 308, comma 2, c.p.p., viene aumentata da 2 a 12 mesi e tali misure divengono inefficaci con il solo decorso del termine stabilito.

Tra le modifiche più significative della legge penitenziaria, si segnala, infine la possibilità di visita non solo dei congiunti strettissimi in pericolo imminente di vita, ma anche il diritto alla visita al domicilio del figlio, coniuge o convivente "affetto da handicap in situazione di gravità".

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Depenalizzazione: da oggi al via la non punibilità per la "tenuità" del fatto

pubblicato 02 apr 2015, 03:19 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 02 apr 2015, 03:22 ]

Dal 2 aprile entra in vigore  il decreto legislativo n. 28/2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in data 18.03.2015 che ha introdotto nell'ordinamento italiano  disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, in attuazione dell'art. 1, comma 1, lett. m) della legge 28 aprile 2014, n. 67.

Non saranno, dunque, più punibili una serie di fatti che non siano ritenuti meritevoli di sanzione penale per "irrilevanza", valutazione che presuppone comunque l'accertamento sulla sussistenza del fatto che viene però ritenuto non punibile dal magistrato per la sua scarsa importanza.

E' stato perciò introdotto nel codice penale l'art. 131 bis che, al primo comma, prevede che l'istituto sia applicabile "per i reati puniti con pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero con pena pecuniaria, sola o congiunta a detta pena detentiva" e aggiunge che "per la determinazione della pena detentiva si tiene conto solamente delle circostanze che comportino una pena di specie diversa o ad effetto speciale e non del giudizio di bilanciamento di cui all'art. 69 c.p."

Il nuovo articolo indica anche i requisiti necessari affinchè il fatto possa essere considerato di particolare tenuità e cioè:

- la particolare tenuità dell'offesa per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo;
- la non abitualità del comportamento.

Entrambi tali requisiti dovranno essere valutati ai sensi dell'art. 133, comma 1, c.p. e, comunque, l'offesa non potrà essere mai considerata di particolare tenuità:

- quando l'autore abbia agito per motivi abietti e futili, con crudeltà (anche contro gli animali), con sevizie, in presenza di minorata difesa della vittima (anche in base all'età), in caso di morte o lesioni gravissime di una persona

In relazione al criterio dell'abitualità, la norma prevede che sussista sempre in caso di:

- delinquenza abituale, professionale o per tendenza;
- commissione altri reati della stessa indole;
- reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.

Viene quindi introdotto anche il nuovo art. 411 del Codice di Procedura Penale che consente al GIP di disporre l'archiviazione quando il fatto sia ritenuto di particolare tenuità, dando possibilità alla persona offesa di proporre comunque opposizione a detta richiesta analogamente all'opposizione alla richiesta di archiviazione "classica".

Introdotto anche il nuovo art. 651 bis c.p.p. il quale prevede che la sentenza penale irrevocabile di proscioglimento pronunciata per particolare tenuità del fatto in seguito a dibattimento abbia efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo per le restituzioni e il risarcimento del danno promosso nei confronti del condannato e del responsabile civile che sia stato citato ovvero sia intervenuto nel processo penale, in relazione all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso.

I provvedimenti che dispongono in merito alla particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131 bis c.p. sono iscritti nel casellario giudiziale. Tali iscrizioni sono cancellate dopo dieci anni dalla pronuncia.

L'istituto è applicabile una volta soltanto.

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Assegni elettronici: pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale

pubblicato 30 mar 2015, 09:22 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 30 mar 2015, 09:25 ]

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 54/2015 del 6.03.2015 il decreto n. 205 del 3.10.2014 del Ministero dell'Economia e delle Finanze che introduce la disciplina dei nuovi assegni bancari e circolari in formato elettronico.

Per l'entrata in vigore effettiva della nuova disciplina sarà però necessario attendere l'emanazione delle regole tecniche di attuazione da parte della Banca d'Italia.

In realtà la legge che regola la materia risale all'anno 2011 ed ossia alla n. 106 del 12.07.2011 che aveva modificato l'originario testo normativo sugli assegni (il Regio Decreto n. 1736 del 1933), attribuendo valore legale all'utilizzo degli assegni elettronici ivi incluse le modalità di accertamento del mancato incasso (constatazione equivalente o protesto) con l'inserimento del nuovo art. 31 il quale espressamente stabilisce che "l’assegno bancario può essere presentato al pagamento, anche nel caso previsto dall’art. 34, in forma sia cartacea sia elettronica".

Rimandando alla lettura del testo normativo l'approfondimento della questione segnaliamo di seguito le novità più rilevanti.

Presentazione assegno

Secondo la nuova normativa la presentazione al pagamento in forma elettronica avviene quando il trattario o l’emittente ricevono dal negoziatore (cioè la banca o un altro soggetto abilitato), l’immagine dell’assegno, intendendo con tale termine la copia per "immagine dell’assegno su supporto informatico conforme all’originale cartaceo".

La dematerializzazione degli assegni cartacei può essere effettuata dal negoziatore ovvero affidata, sotto la sua esclusiva responsabilità, anche a soggetti terzi, che dispongano della competenza, della capacità e delle autorizzazioni richieste dalla legge, nonché dei requisiti previsti dal regolamento della Banca d’Italia per esercitare in maniera professionale ed affidabile tale attività.

Il negoziatore presenterà il titolo (bancario o circolare) in pagamento “non oltre il giorno lavorativo successivo a quello in cui l’assegno gli è stato girato per l’incasso”.

In pratica il cliente continuerà ad utilizzare l'assegno cartaceo che una volta depositato sarà "dematerializzato" dalla banca e negoziato attraverso la trasmissione all'istituto bancario del soggetto debitore della corrispondente copia in formato digitale.

Mancato pagamento

In caso di mancato pagamento dell’assegno elettronico, il protesto o la constatazione equivalente potranno essere fatti valere esclusivamente per via telematica secondo le regole definite dal regolamento apposito della Banca d’Italia che potrà estendere la modalità telematica anche al protesto e alla constatazione equivalente degli assegni presentati in forma cartacea.

In pratica, il creditore che ha ricevuto un assegno continuerà a versarlo “normalmente” sul proprio conto presso la Banca; sarà l’istituto che provvederà all’invio alla banca del debitore invece che l’assegno cartaceo, una riproduzione elettronica con tutti gli estremi.

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Difesa d'ufficio. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di riforma

pubblicato 26 feb 2015, 07:35 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 26 feb 2015, 07:37 ]

E' stata pubblicato in data 5.02.2015, nella Gazzetta Ufficiale n. 29, il decreto legislativo n. 6/2015 che attua la riforma della difesa d'ufficio, volta a garantire la difesa nel processo penale anche ai cittadini che non abbiano nominato un avvocato di fiducia.

Le norme che sono entrate in vigore il 20 febbraio, in sintesi determinano le seguenti novità.

Lista unica difensori di ufficio

L'elenco dei difensori d’ufficio sino ad ora tenuto presso ciascun consiglio dell’ordine circondariale) sarà unificato su base nazionale, attribuendo al Consiglio nazionale forense la competenza in ordine alle iscrizioni e al periodico aggiornamento;

Nuovi criteri per l'iscrizione nelle liste
 
Vengono introdotti criteri più stringenti per l’iscrizione nelle liste con la previsione che i corsi di aggiornamento (già previsti dalla previgente normativa) debbano essere di congrua durata e con un esame finale. 
Viene altresì elevata a cinque anni la pregressa esperienza professionale in materia penale idonea, in via alternativa a consentire l’iscrizione ed è stabilito, in ulteriore alternativa, il requisito del conseguimento del titolo di specialista in diritto penale. 
Alla richiesta di iscrizione provvede il Consiglio nazionale forense, previo parere del locale Consiglio dell’ordine (cui la domanda va presentata unitamente alla necessaria documentazione) e, ai fini del mantenimento dell’iscrizione, è necessario presentare periodica documentazione idonea a dimostrare l’effettiva e persistente esperienza nel settore penale. 
Il professionista non potrà chiedere la cancellazione dall’elenco prima di due anni dall’iscrizione. 

Disciplina transitoria

Gli avvocati attualmente iscritti agli elenchi tenuti dai Consigli dell’ordine saranno iscritti automaticamente all’elenco nazionale con onere di dimostrare, alla scadenza del periodo di un anno dalla data di entrata in vigore del decreto, la presenza dei requisiti richiesti dalla nuova disciplina per il relativo mantenimento dell’iscrizione.

Modifiche procedurali
 
Apportate modifiche all’art. 97 del codice di procedura penale.
Il nominativo del difensore d’ufficio dovrà essere fornito all’autorità procedente dai locali Consigli dell’ordine - mediante l’ufficio centralizzato costituito presso le Corti d’appello  che devono provvedere a predisporre un elenco dei professionisti iscritti all’albo che facciano parte dell’elenco nazionale; 
I criteri per la designazione del difensore saranno dettati dal Consiglio nazionale sulla base della prossimità alla sede del procedimento e della reperibilità del difensore stesso.

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Pubblica Amministrazione: in Gazzetta Ufficiale le nuove regole tecniche per i documenti informatici

pubblicato 21 gen 2015, 02:13 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 21 gen 2015, 02:15 ]

Con il DPCM 13 novembre 2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12.01.2015, finalmente si completa il quadro normativo che disciplina la conservazione e la gestione dei documenti informatici attuando in maniera completa quanto previsto dal Codice dell'Amministrazione digitale (Dlgs 82/2005).


Il decreto, infatti, stabilisce le nuove regole tecniche che disciplinano l'utilizzo e la conservazione dei file digitali affinchè possano avere valore legale.

In particolare il decreto disciplina le regole tecniche che riguardano i documenti informatici previsti dall'art. 20, commi 3 e 4 (documenti informatici in genere), dall'art. 22, commi 2 e 3 (copie informatiche di documenti analogici), dall'art. 23 (copie analogiche di documenti informatici), e dall'art. 23-bis commi 1 e 2 (duplicati e copie informatiche di documenti informatici) e dall’art. 23-ter del Codice dell’Amministrazione Digitale (documenti amministrativi informatici).

Le regole, all'art. 3 del decreto si occupano preliminarmente delle modalità di formazione del documento informatico indicando espressamente che esso può essere generato attraverso:

- a) redazione tramite l'utilizzo di appositi strumenti software;
- b) acquisizione di un documento informatico per via telematica o su supporto informatico, acquisizione della copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico, acquisizione della copia informatica di un documento analogico;
- c) registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all'utente;
- d) generazione o raggruppamento anche in via automatica di un insieme di dati o registrazioni, provenienti da una o più basi dati, anche appartenenti a più soggetti interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica.

Il testo normativo si occupa poi delle caratteristiche di "immodificabilità" che il documento deve avere "in modo che forma e contenuto non siano alterabili durante le fasi di tenuta e accesso e ne sia garantita la staticita' nella fase di conservazione".

La norma prevede che tali caratteristiche di immodificabilità ed integrità del documento informatico possano essere soddisfatte in maniera diversa a seconda del tipo di documento a cui si fa riferimento.

In particolare, nel caso di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettera a) ed ossia quello generato attraverso l'utilizzo di un apposito software le caratteristiche di immodificabilità e di integrità possono esser determinate da una o più delle seguenti operazioni:

a) la sottoscrizione con firma digitale ovvero con firma elettronica qualificata;
b) l'apposizione di una validazione temporale;
c) il trasferimento a soggetti terzi con posta elettronica certificata con ricevuta completa;
d) la memorizzazione su sistemi di gestione documentale che adottino idonee politiche di sicurezza;
e) il versamento ad un sistema di conservazione.

In sostanza, dunque, si prevede che il documento abbia pieno valore se formato con numerosi mezzi tutti idonei a garantirne appunto l'integrità tra cui, in primis la firma digitale o la firma elettronica qualificata (ed ossia una firma ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo e collegata ai dati ai quali si riferisce).

Nelle ultime due ipotesi si fa, invece riferimento alla memorizzazione su sistemi di gestione documentale (es: in modalità cloud fornita da appositi gestori) che "adottino idonee politiche di sicurezza" (sebbene tale concetto appaia un pò generico ed andrebbe meglio specificato al fine di chiarire quale sia il contenuto minimo di tali politiche) ed al versamento su sistemi di conservazione (dei quali invece si occupano altre specifiche tecniche già emanate sin dall'anno 2013).

Qualora invece si tratti di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettera b) (acquisizione di un documento informatico per via telematica o su supporto informatico, acquisizione della copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico, acquisizione della copia informatica di un documento analogico), le caratteristiche di immodificabilità e di integrità sono determinate dall'operazione di memorizzazione in un sistema di gestione informatica dei documenti che garantisca l'inalterabilità del documento o in un sistema di conservazione.

Nel caso di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettere c) e d), invece (es ossia registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all'utente ovvero generazione o raggruppamento anche in via automatica di un insieme di dati o registrazioni, provenienti da una o più basi dati, anche appartenenti a più soggetti interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica) le caratteristiche di immodificabilità e di integrità sono determinate dall'operazione di registrazione dell'esito della medesima operazione e dall'applicazione di misure per la protezione dell'integrità delle basi di dati e per la produzione e conservazione dei log di sistema, ovvero con la produzione di una estrazione statica dei dati e il trasferimento della stessa nel sistema di conservazione.

Al comma 8 l'articolo definisce la c.d. "evidenza informatica" che deve corrispondere ad uno dei formati contenuti nell'allegato 2 al decreto stesso "in modo da assicurare l'indipendenza dalle piattaforme tecnologiche, l'interoperabilità tra sistemi informatici e la durata nel tempo dei dati in termini di accesso e di leggibilità".

Sono consentiti formati diversi nei casi in cui la natura del documento informatico lo richieda per un utilizzo specifico nel suo contesto tipico.

Importante poi il riferimento contenuto nel comma 9 dell'art. 3 ove si stabilisce che "al documento informatico immodificabile vengono associati i metadati che sono stati generati durante la sua formazione" e che "l'insieme minimo dei metadati" e' costituito da: a) l'identificativo univoco e persistente; b) il riferimento temporale di cui al comma 7; c) l'oggetto; d) il soggetto che ha formato il documento; e) l'eventuale destinatario; f) l'impronta del documento informatico.

All'art. 4 le regole chiariscono che la copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico è prodotta mediante processi e strumenti che assicurino che il documento informatico abbia contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui è tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell'originale e della copia.

La copia per immagine di uno o più documenti analogici può essere, invece, sottoscritta con firma digitale o firma elettronica qualificata da chi effettua la copia.

L’art. 5 delle regole tecniche si occupa, invece del duplicato informatico di un documento informatico stabilendo che lo stesso è prodotto mediante processi e strumenti che assicurino che il documento informatico ottenuto sullo stesso sistema di memorizzazione, o su un sistema diverso, contenga la stessa sequenza di bit del documento informatico di origine.

L’art. 6 è, invece, dedicato alle "copie e estratti informatici di documenti informatici".

Tali documenti sono prodotti attraverso l'utilizzo di uno dei formati idonei di cui all'allegato 2 del decreto, "mediante processi e strumenti che assicurino la corrispondenza del contenuto della copia o dell'estratto informatico alle informazioni del documento informatico di origine previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza del contenuto dell'originale e della copia".

La copia o l'estratto di uno o più documenti informatici di tali documenti, se sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata da chi effettua la copia ha la stessa efficacia probatoria dell'originale, salvo che la conformità allo stesso non sia espressamente disconosciuta.

L'art. 8 si occupa delle misure di sicurezza ed alla necessità di elaborazione di un piano di "disaster recovery" o piano di continuità operativa, come peraltro già stabilito dal Codice dell'Amministrazione digitale.

In particolare al comma 2 è previsto che "I soggetti privati, per garantire la tenuta del documento informatico di cui all'art. 3, possono adottare, quale modello di riferimento, quanto previsto dagli articoli 50-bis e 51 del Codice e dalle relative linee guida emanate dall'Agenzia per l'Italia digitale. I sistemi di gestione informatica dei documenti rispettano le misure di sicurezza previste dagli articoli da 31 a 36 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e dal disciplinare tecnico di cui all'allegato B del predetto codice".

Il capo 3 del decreto e, dunque, gli articoli da 9 a 12 si occupano di un "nuova" tipologia di documento informatico avente caratteristiche peculiari rispetto a quelli sino ad ora esaminati e cioè del documento amministrativo informatico, al quale come indicato dalla norma si applicano le stesse disposizioni sopra enunciate, salve le specifiche indicate appunto negli articoli ad esso dedicati.

La norma prevede che le pubbliche amministrazioni formano gli originali dei propri documenti attraverso gli strumenti informatici riportati nel manuale di gestione ovvero acquisendo le istanze, le dichiarazioni e le comunicazioni di cui agli articoli 5-bis, 40-bis e 65 del Codice.

Dunque il documento amministrativo informatico può essere redatto unicamente attraverso degli specifici software ovvero previa acquisizione di istanze e comunicazioni secondo le procedure previste nel codice dell'amministrazione digitale.

Il documento amministrativo informatico é identificato e trattato nel sistema di gestione informatica dei documenti di cui al Capo IV del D.P.R. 445/2000 comprensivo del registro di protocollo e degli altri registri di cui all'art. 53, dei repertori e degli archivi, nonché degli albi, degli elenchi, e di ogni raccolta di dati concernente stati, qualità personali e fatti già realizzati dalle amministrazioni su supporto informatico.

Le stesse caratteristiche di immodificabilità ed integrità del documento amministrativo informatico vengono assunte anche con la sua registrazione nel registro di protocollo, negli ulteriori registri, nei repertori, negli albi, negli elenchi, negli archivi o nelle raccolte di dati contenute nel sistema di gestione informatica dei documenti.

In sostanza le caratteristiche richieste dalla legge per la validità del documento per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni vengono anche "protocollate" in aggiunta al contenuto del documento stesso.

Il comma 10 dell'art. 9 poi prevede che ai fini della trasmissione telematica di documenti amministrativi informatici, le pubbliche amministrazioni pubblicano sui loro siti gli standard tecnici di riferimento, le codifiche utilizzate e le specifiche per lo sviluppo degli applicativi software di colloquio, rendendo eventualmente disponibile gratuitamente sul proprio sito il software per la trasmissione di dati coerenti alle suddette codifiche e specifiche.

Tale definizione appare piuttosto interessante in quanto costituisce un vero e proprio onere per la Pubblica Amministrazione di rendere disponibili gratuitamente i software (o almeno gli standard e i relativi codici) per la trasmissione dei documenti anche da parte dei privati.

L'art. 10 si occupa poi delle copie dei documenti amministrativi informatici stabilendo che l'attestazione di conformità della copia informatica di un documento amministrativo analogico, formato dalla pubblica amministrazione, ovvero da essa detenuto, può essere inserita nel documento informatico contenente la copia informatica e che il documento informatico così formato e' sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata del funzionario delegato.

Il capo IV, infine, disciplina i fascicoli informatici, i registri ed i repertori informatici della pubblica amministrazione.

Specifiche disposizioni vengono, infine, dettate anche per la formazione dei registri e repertori informatici, per il trasferimento in conservazione e per le misure di sicurezza.

Il decreto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e, cioè il giorno 12 febbraio 2015.

Le pubbliche amministrazioni adeguano i propri sistemi di gestione informatica dei documenti entro e non oltre diciotto mesi dall'entrata in vigore del decreto.

Fino al completamento di tale processo potranno essere applicate le previgenti regole tecniche, mentre decorso tale termine si applicheranno soltanto le nuove regole tecniche.

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Nuovi interventi sulla giustizia civile: la mappa delle entrate in vigore

pubblicato 20 nov 2014, 02:56 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 20 nov 2014, 07:42 ]

Come già anticipato nel precedente post, in data 10.11.2014 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 261 la legge n. 162/2014 di conversione con modifiche del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 del recante "Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile".

La legge, pur entrando in vigore, nel giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, dunque, a far data dall'11.11.2014, stabilisce tempi diversi di entrata in vigore di specifiche norme da essa introdotte che incidono non poco sul previgente assetto di talune materie in ambito civile, così come già spiegato nel precedente post.

Riteniamo pertanto cosa utile riportare di seguito una tabella riepilogativa indicante la data di entrata in vigore delle diverse disposizioni introdotte dalla legge di riforma.

 Modifica normativa entrata in vigore
Possibilità di trasferimento dell'arretrato in sede arbitrale
(per tutte le cause già pendenti in primo grado o in appello e non assunte in decisione non vertenti in materia di diritti indisponibili o di lavoro ovvero per quelle vertenti su diritti che abbiano nel contratto collettivo di lavoro la propria fonte esclusiva, quando il contratto stesso abbia previsto e disciplinato la soluzione arbitrale)
 11 novembre 2014 
Negoziazione assistita dagli avvocati volontaria
(per le cause vertenti in materia di disponibili tranne che di lavoro)
 11 novembre 2014
Negoziazione assistita dagli avvocati obbligatoria
(condizione di procedibilità per le controversie vertenti in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti senza limiti di valore, nonché per le domande di pagamento aa qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro.
 11 febbraio 2015 (90 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Negoziazione assistita dagli avvocati per controversie inerenti separazione e divorzio in assenza di figli minori o non autosufficienti
(anche per modificare condizioni di separazione o divorzio già esistenti)
11 novembre 2014
Negoziazione assistita dagli avvocati per controversie inerenti separazione e divorzio in presenza di figli minori o non autosufficienti.
(anche per modificare condizioni di separazione o divorzio già esistenti) 
11 novembre 2014
Accordi di separazione o divorzio in assenza di figli minori o non autosufficienti dinanzi al Sindaco
(presenza degli avvocati facoltativa le parti possono rivolgersi direttamente al sindaco)
11 dicembre 2014 (30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Modifica del regime della compensazione delle spese di lite
(in caso di soccombenza reciproca ovvero novità o mutamenti giurisprudenziali è sempre possibile compensare per intero o in parte le spese)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Passaggio dal rito ordinario al rito sommario
(quando lo ritiene il giudice dinanzi al quale pende la causa)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Saggio degli interessi previsto per il ritardo nelle transazioni commerciali
(sostituisce quello legale in assenza di accordo delle parti)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Iscrizione a ruolo del procedimento esecutivo
(da effettuare entro 15 giorni dalla consegna da parte dell'ufficiale giudiziario al creditore del verbale di pignoramento, dell'atto di citazione del presso terzi o dell'atto di pignoramento immobiliare)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Foro dell'esecuzione
- per autoveicoli, motoeveicoli e rimorchi, luogo di residenza, domicilio, dimora o sede del debitore
- per i crediti in danaro da esigere nei confronti della PA, luogo di residenza, domicilio, dimora o sede del terzo
- per tutte le altre ipotesi luogo di residenza, domicilio o dimora del debitore
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Ricerca con modalità telematiche dei beni del debitore
(a cura dell'Ufficiale giudiziario previa autorizzazione del Presidente del Tribunale)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Dichiarazione ex art. 547 c.pc.
(da effettuare sempre a mezzo pec o a mezzo racc. a/r escludendosi così definitivamente la presenza in udienza del terzo debitore)
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Nuove modalità di pignoramento e custodia di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi 
(da eseguire mediante apposito atto da notificare al debitore e successivamente trascrivere) 
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Chiusura anticipata del processo esecutivo
(ove risulta impossibile soddisfare il creditore o è troppo oneroso proseguire nell'esecuzione)
11 novembre 2014
Nuova disciplina della vendita all'incanto
(autorizzabile quando  il giudice ritiene probabile che la vendita con tale modalità abbia luogo ad un prezzo superiore della metà rispetto al valore del bene
11 dicembre 2014 (per i procedimenti introdotti dopo 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione)
Ricerca con modalità telematiche dei beni del debitore
nelle ipotesi di esecuzione del sequestro conservativo e per la ricostruzione dell’attivo e del passivo nell’ambito di procedure concorsuali di procedimenti in materia di famiglia e di quelli relativi alla gestione di patrimoni altrui, sempre a cura dell'Ufficiale giudiziario previa autorizzazione del Presidente del Tribunale)
11 novembre 2014
Riduzione dei termini di sospensione feriale
(l'originario periodo previsto tra il 1° agosto ed il 15 settembre viene ridotto al 31 agosto)
 dall'anno 2015

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