HOME PAGE‎ > ‎RUBRICHE‎ > ‎

Bacheca

Lo spazio delle ultime novità e degli aggiornamenti normativi 

In questa pagina vengono periodicamente inseriti aggiornamenti relativi a novità normative o, comunque, inerenti il mondo del diritto che sono ritenute rilevanti dai nostri autori.

Per ogni aggiornamento vengono pubblicati, se disponibili, i testi normativi ufficiali di riferimento o i link attraverso i quali accedervi tramite siti esterni.

Per ricevere in tempo reale le ultime novità pubblicate è possibile iscriversi ai post attraverso l'apposito pulsante posto in basso "Iscriviti ai post".

Omicidio stradale: la legge in Gazzetta Ufficiale

pubblicato 26 apr 2016, 14:09 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 26 apr 2016, 14:12 ]

Il 24 marzo 2016 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 la legge n. 41 del 23 marzo 2016 recante "Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274" con entrata in vigore dal successivo 25 marzo.

Con la legge sono stati introdotti nel codice penale due nuovi reati autonomi e, per l'esattezza l'omicidio stradale (previsto dall'art. 589-bis) e le lesioni personali stradali gravi e gravissime (previste dall'art. 590-bis). 

La pena applicabile, prevista fino ad un massimo di 12 anni, è graduata nelle seguenti modalità:

- da 8 a 12 anni per l'omicidio stradale in presenza di tasso alcolemico del conducente superiore a 1,5 grammi per litro e in caso di assunzione di sostanze stupefacenti;
- da 5 a 10 anni in caso di tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, eccesso di velocità, attraversamento con il semaforo rosso, circolazione contromano, inversione di marcia in prossimità di incroci curve o dossi, sorpasso con linea continua;
- da 2 a 7 anni in tutti gli altri casi.

Inserita anche una circostanza aggravante speciale per l'ipotesi del conducente con aumento di pena da un terzo a due terzi.

La pena, comunque, comminata non potrà mai essere inferiore a 5 anni.

Quanto alle lesioni personali stradali la pena potrà essere applicata nella seguente modalità:

- da 3 a 5 anni per le lesioni gravi in caso di tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro e uso di stupefacenti, 
- da 4 a 7 anni per quelle gravissime sempre quando ricorrono le suddette condizioni;

- da 1 anno e 6 mesi per le lesioni gravi in caso di tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 gr per litro o in caso di violazioni particolarmente gravi (eccesso di velocità, attraversamento con il semaforo rosso, circolazione contromano, inversione di marcia in prossimità di incroci curve o dossi, sorpasso con linea continua) 
- da 2 a 4 anni per le lesioni gravissime sempre quando ricorrono le suddette condizioni;

Anche in tal caso è stata inserita l'aggravante per il "fuggitivo" sa 1/3 a 2/3 e la previsione di un'applicazione della pena nel minimo non inferiore a 3 anni.

Introdotto l'arresto obbligatorio in flagranza per il conducente con tasso alcolemico superiore a 1,5gr/litro e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

Facebook Twitter Google+ Addthis

Corte di Cassazione: dal 15 febbraio 2016 al via le comunicazioni telematiche

pubblicato 28 gen 2016, 14:30 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 28 gen 2016, 14:36 ]

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21.01.2016 è stato pubblicato il Decreto del Ministero della Giustizia del 19 gennaio 2016 rubricato come "attivazione delle notificazioni e comunicazioni telematiche presso la Corte di cassazione, ai sensi dell'articolo 16, comma 10, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, limitatamente al settore civile".

In sostanza, così come previsto nell'art. 2 l'art. 16 comma 10 del DL 179/2012, a decorrere dal 15 febbraio 2016, le comunicazioni e notificazioni da parte delle cancellerie delle sezioni civili, presso la Corte suprema di cassazione avverranno in modalità telematica così come già avviene per tutti gli altri uffici giudiziari (Tribunali e Corti di Appello).

Facebook Twitter Google+ Addthis


In Gazzetta Ufficiale i decreti legislativi sulle depenalizzazioni

pubblicato 25 gen 2016, 13:26 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 25 gen 2016, 13:31 ]

Con i decreti legislativi n. 7 del 15.01.2016 recante “Disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili” e 8 del 15.01.2016, recante “Disposizioni in materia di depenalizzazione”, entrambi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22.01.2016, il Governo ha approvato il c.d. "pacchetto depenalizzazione".

In sostanza le nuove norme cancellano numerosi reati penali, prevedendone, per alcuni, l’abrogazione, disponendone in sostituzione delle sanzioni pecuniarie civili e, per altri, invece, la trasformazione in illeciti amministrativi, sanzionati con una multa o con un'ammenda, di valore mediamente molto elevato.

Il decreto legislativo n. 7/2016, in particolare, tra gli altri, ha previsto l'abrogazione dei seguenti reati:
  • ingiuria;
  • guida senza patente;
  • atti osceni, turpiloquio, rappresentazioni teatrali o cinematografiche oscene;
  • interruzione di gravidanza;
  • danneggiamento  con esclusione dell'ipotesi in cui sia commesso con minaccia o violenza alla persona o in occasione di manifestazioni pubbliche. Introdotta, in caso di condanna, la sospensione condizionale della pena subordinata all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato o alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato;
  • coltivazione autorizzata di cannabis terapeutica;
  • rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto;
  • noleggio di materiale coperto da copyright;
  • abusiva concessione in noleggio;
  • abuso della credulità popolare;
  • omesso versamento di ritenute previdenziali nei limiti € 10000.
Con il decreto legislativo n. 8/2016 sono stati, invece, depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda che non siano inseriti del codice penale ed altri reati presenti, invece, nel codice penale, con esclusione di quelli previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti. 

Le nuove sanzioni si applicheranno anche ai reati commessi prima dell’entrata in vigore dei nuovi decreti, salvo che il processo penale non si sia già concluso con una sentenza irrevocabile.

Entrambi i decreti legislativi entreranno in vigore il 6 febbraio 2016.

Facebook Twitter Google+ Addthis

Legge di stabilità 2016: nuove possibilità per il coniuge separato in stato di bisogno

pubblicato 07 gen 2016, 12:43 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 07 gen 2016, 12:51 ]

La legge di stabilità 2016 (l. 208/2015, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30.12.2015) ha introdotto un'importante novità, seppur in via sperimentale, per il coniuge separato in stato di bisogno, istituendo uno specifico fondo di solidarietà in sua tutela, con una dotazione di 250.000 euro per l'anno 2016 e di 500.000 euro per l'anno 2017.

Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge sarà emanato un decreto del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze con le disposizioni attuative che individuerà i Tribunali competenti a concedere le relative autorizzazioni e le modalità per le erogazioni delle somme.

Sarà infatti previsto un vero e proprio procedimento giudiziario che dovrà essere introdotto dal coniuge che intenderà ottenere il detto beneficio e che sarà comunque esentato dal pagamento del contributo unificato.
 
La norma infatti testualmente recita (ai commi 414 e 415) che "il coniuge in stato di bisogno che non e' in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l'assegno determinato ai sensi dell'articolo 156 del codice civile per inadempienza del coniuge che vi era tenuto, puo' rivolgere istanza da depositare nella cancelleria del tribunale del luogo ove ha residenza, per l'anticipazione di una somma non superiore all'importo dell'assegno medesimo.
Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato,ritenuti sussistenti i presupposti di cui al periodo precedente, assumendo, ove occorra, informazioni, nei trenta giorni successivi al deposito dell'istanza, valuta l'ammissibilita' dell'istanza medesima e la trasmette al Ministero della giustizia ai fini della corresponsione della somma di cui al periodo precedente.
Il Ministero della giustizia si rivale sul coniuge inadempiente per il recupero delle risorse erogate.
Quando il presidente del tribunale o il giudice da lui delegato non ritiene sussistenti i presupposti per la trasmissione dell'istanza al Ministero della giustizia, provvede al rigetto della stessa con decreto non impugnabile” .


Facebook Twitter Google+ Addthis

Pubblicata la nuova circolare del Ministero della Giustizia relativa agli adempimenti di cancelleria nel processo civile telematico

pubblicato 28 ott 2015, 10:16 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 28 ott 2015, 10:19 ]

Segnaliamo la recente pubblicazione della circolare del Ministero della Giustizia del 23.10.2015, la quale affronta le problematiche relative agli adempimenti di cancelleria nell'ambito del processo civile telematico.

La circolare, effettuando numerosi chiarimenti anche in merito alle prassi utilizzate da taluni uffici giudiziari si occupa dei seguenti argomenti: cliccando sui quali è possibile visualizzare direttamente quello prescelto

Ricognizione delle novità normative (testo aggiornato)

Tenuta del fascicolo su supporto cartaceo

Copie ad uso ufficio e dei componenti del collegio

Copie informali (testo integrato)

Tempi di lavorazione degli atti da parte delle cancellerie (testo integrato)

Orario di deposito e proroga dei termini processuali scadenti di sabato o domenica

Anomalie del deposito eseguito mediante invio telematico

Conseguenze dell’iscrizione della causa in un registro diverso da quello di pertinenza ai fini del versamento del contributo unificato (paragrafo di nuova introduzione)

Deposito esclusivamente telematico degli atti del giudice nell’ambito della procedura monitoria

Domanda di ingiunzione di pagamento europea (paragrafo di nuova introduzione)

Deposito di atti processuali delle parti non costituite a mezzo di difensore

Comunicazione integrale dei provvedimenti del giudice

Accesso al fascicolo informatico del procedimento monitorio da parte di soggetti non costituiti

Atti processuali a firma multipla con particolare riferimento al verbale d’udienza e al caso del verbale di conciliazione

Iscrizione di professionisti al REGINDE

Pagamento del Contributo Unificato con marca da bollo. Modalità alternative di pagamento

Potere di autenticazione, da parte del difensore, degli atti contenuti nel fascicolo informatico

Applicabilità ai procedimenti instaurati presso tutti gli Uffici giudiziari degli adeguamenti del Contributo Unificato introdotti dal d.l. n. 90/2014

Rilascio della formula esecutiva su copia estratta dal difensore

Inserimento, nei registri di cancelleria, dell’intero collegio giudicante (paragrafo di nuova introduzione)

 Inserimento, nei registri di cancelleria, dell’intero collegio difensivo, compreso l’eventuale domiciliatario (paragrafo di nuova introduzione)

Trasmissione del fascicolo del processo di primo grado alla corte d’appello (paragrafo di nuova introduzione)

Facebook Twitter Google+ Addthis

In Gazzetta Ufficiale il Regolamento sull'Avvocato specialista

pubblicato 18 set 2015, 02:41 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 18 set 2015, 02:44 ]

Sulla Gazzetta Ufficiale 15 settembre 2015, n. 214 è stato pubblicato il DM 144/2015 recante le disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista così come già previsto dall'articolo 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 (legge di riforma dell'ordinamento professionale).

Tale regolamento disciplina le modalità di attuazione dei percorsi formativi dell'avvocato specialista, nonchè i parametri per valutare l'esperienza del professionista nella sua specifica area di specializzazione tra quelle individuate dal decreto come di seguito indicato:
a) diritto delle relazioni familiari, delle persone e dei minori; b) diritto agrario; c) diritti reali, di proprietà, delle locazioni e del condominio; d) diritto dell'ambiente; e) diritto industriale e delle proprieta' intellettuali; f) diritto commerciale, della concorrenza e societario; g) diritto successorio; h) diritto dell'esecuzione forzata; i) diritto fallimentare e delle procedure concorsuali;
l) diritto bancario e finanziario; m) diritto tributario, fiscale e doganale; n) diritto della navigazione e dei trasporti; o) diritto del lavoro, sindacale, della previdenza e dell'assistenza sociale; p) diritto dell'Unione europea; q) diritto internazionale; r) diritto penale; s) diritto amministrativo; t) diritto dell'informatica.

Per poter utilizzare il titolo di specialista, l'avvocato deve presentare domanda al consiglio dell'ordine di appartenenza che, dopo averne verificata la regolarità, la trasmette al Consiglio nazionale Forense;

I requisiti necessari per la presentazione della domanda sono: 1) la frequenza con esito positivo, negli ultimi 5 anni, di corsi di specializzazione (art. 7) o, alternativamente,  la comprovata esperienza nel settore di specializzazione (art. 8); 2) l'assenza nei tre anni precedenti di sanzioni disciplinari definitive, diverse dall'avvertimento, conseguente ad un comportamento realizzato in violazione del dovere di competenza o di aggiornamento professionale; 3) l'assenza, nei due anni precedenti, di revoca di un precedente titolo di specialista.

L'avvocato specialista, ogni tre anni dall'iscrizione nell'elenco, deve dichiarare e documentare al consiglio di appartenenza l'adempimento degli obblighi di formazione permanente nel settore di specializzazione. Il titolo di avvocato specialista è altresì revocato dal Consiglio nazionale forense, a seguito di comunicazione del Consiglio dell'Ordine in caso di: a) irrogazione di sanzione disciplinare definitiva, diversa dall'avvertimento, conseguente ad un comportamento realizzato in violazione del dovere di competenza o di aggiornamento professionale; b) mancato adempimento degli obblighi di formazione continua ovvero dell'obbligo di deposito nei termini della dichiarazione e della documentazione.

Facebook Twitter Google+ Addthis

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 132/2015: la sintesi delle modifiche apportate in sede di conversione del DL 83/2015

pubblicato 25 ago 2015, 06:11 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 25 ago 2015, 06:16 ]

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20.08.2015 la legge n. 132 del 6 agosto 2015 che ha convertito in legge il DL 83/2015 apportando alcune modifiche al testo originario del provvedimento legislativo.

La norma (di cui avevamo già parlato in questo precedente post) introduce, con alcuni correttivi, rispetto a quanto già previsto dal testo del decreto legge importanti novità in materia di procedura civile, fallimentare  processo civile telematico.

Procedure concorsuali

La prima parte del provvedimento si occupa delle procedure concorsuali, ricalcando di fatto, quanto già previsto nel DL 83/2015 (accesso al credito nel corso della crisi aziendale, apertura alla concorrenza nel concordato preventivo, nuovi requisiti richiesti per la nomina a curatore fallimentare, nuove modalità di accordi per la ristrutturazione dei debiti, operazioni di vendita in sede concorsuale e deducibilità delle perdite).

Tra le modifiche più rilevanti operate in sede di conversione si segnalano:

- l'indicazione della percentuale minima di soddisfacimento dei creditori chirografari al 20% in caso di concordato preventivo;
- eliminata la possibilità per il commissario quando "ritenga, alla luce di manifestazioni di interesse comunque pervenute, del valore dell'azienda o del bene, che l'offerta contemplata dal piano possa non corrispondere al miglior interesse dei creditori" di richiedere al tribunale, con istanza motivata, di aprire un procedimento competitivo. Le offerte concorrenti rimangono dunque in vigore, ma solo ad istanza di altri creditori e non più anche su impulso del commissario, previa autorizzazione del Tribunale
- anche delle offerte concorrenti deve essere data pubblicità sul "portale delle vendite pubbliche introdotto dal nuovo art. 490 c.p.c;

Esecuzioni civili

La legge di conversione apporta anche delle modifiche alla parte del decreto legge in materia di esecuzioni. Tra queste segnaliamo:
 
- ricerca beni pignorabili: E' ora prevista la possibilità per tutti i creditori debitamente autorizzati dal Tribunale (e, dunque, non più come previsto nel decreto solo per il creditore procedente), di rivolgersi direttamente ai gestori delle banche dati (anagrafe tributaria, Inps, Pra), senza attendere un decreto attuativo da parte del Ministero della Giustizia;
- pignoramenti autoveicoli: In deroga a quanto previsto dall'articolo 497, l'istanza di assegnazione o l'istanza di vendita deve essere depositata entro quarantacinque giorni (riducendo così il termine ordinario di 90 giorni) dal deposito da parte del creditore della nota di iscrizione a ruolo ovvero dal deposito delle copie conformi degli atti, a norma dell'articolo 159-ter del- le disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile;
- pignoramenti presso terzi: in caso di mancata dichiarazione del terzo, il giudice potrà considerare il credito non contestato soltanto nell'ipotesi in cui "l'allegazione del creditore consente l'identificazione del credito o dei beni di appartenenza del debitore in possesso del terzo". Nella previgente formulazione non era indicato tale inciso consentendo, di fatto, al giudice di assegnare comunque le somme in caso di mancata dichiarazione. In mancanza di tale allegazione il giudice dovrà procedere all'accertamento della sussistenza del credito ai sensi dell'art. 548 c.p.c.;
- introdotta la possibilità di "reclamare" ai sensi dell'art. 669 terdecies il provvedimento del giudice emesso ai sensi dell'art. 591 ter c.p.c. (quando sorgono difficoltà nelle operazioni di vendita);
- modificato l'art. 631 bis c.p.c. che prevede l'estinzione delle procedure esecutive in caso di omessa pubblicità sul portale delle vendite, quando ciò è imputabile al creditore procedente ovvero a quello intervenuto munito di titolo esecutivo. Nella precedente versione non vi era riferimento all'imputabilità di tale evento al creditore;

Processo telematico

- certificazioni di conformità: 
modificati gli artt. 16 decies e undecies  del DL 179/2012. Eliminata la possibilità (rispetto a quanto previsto dal DL 83/2015) per il difensore di certificare su copia digitale la conformità di questa all'originale dell'atto analogico consegnato all'ufficiale giudiziario per la notifica.
Eliminata anche la possibilità di certificare la conformità degli atti notificati in proprio ai sensi della legge n. 53/94.
Per quanto riguarda i documenti digitali rimane ferma la possibilità di attestarne la conformità secondo le regole già in essere (nello stesso documento o con dichiarazione separata). In quest'ultimo caso (attestazione su documento separato) la norma rinvia alle specifiche tecniche ministeriali che dovranno essere successivamente emanate.

In allegato riportiamo l'ottima tabella sinottica redatta dall'Avv. Carla Secchieri per il Centro Studi processo telematico che mette a raffronto nel dettaglio gli articoli di legge sia nella versione del DL 83/2015 che in quella della legge di conversione con l'indicazione delle relative date di entrata in vigore delle singole disposizioni

Facebook Twitter Google+ Addthis

Dal 15 luglio 2015 in vigore i nuovi importi per i diritti di copia

pubblicato 23 lug 2015, 08:07 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 23 lug 2015, 08:10 ]

Con decreto del Ministero della Giustizia del 7.05.2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 giugno 2015 (e, dunque, con entrata in vigore dal 15 luglio 2015) sono aumentati gli importi da corrispondere per ottenere le copie con o senza certificazione di conformità degli atti contenuti nei fascicoli giudiziari così come previsto dal DPR 115/2002 (Testo unico sulle spese di giustizia).

Tali somme sono dovute unicamente per il rilascio di copie cartacee e non di copie informatiche.

Gli importi sono stati adeguati tenendo conto dell'incremento del costo della vita e, dunque, nella misura del 4,4%. 

Sulla pagina del nostro sito dedicata ai diritti di copia è possibile calcolarne gli importi in base al numero di pagine ed al tipo di copie richieste, nonchè scaricare la tabella aggiornata presente, comunque, anche tra gli allegati di questo post.

Facebook Twitter Google+ Addthis

Danno biologico: aggiornati gli importi delle lesioni micropermanenti

pubblicato 20 lug 2015, 07:22 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 20 lug 2015, 07:24 ]

Con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 giugno 2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015, sono stati aggiornati gli importi per il calcolo del risarcimento del danno biologico di cui all'art. 139 del Codice delle Assicurazioni.

I nuovi importi che sono stati calcolati prendendo come base l'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, relativo al mese di aprile 2015, si applicheranno a partire da tale mese e prevedono:

- 793,52 euro per il primo punto di invalidità;
- 46,29 euro per ogni giorno di inabilita' assoluta.

Sulla pagina del nostro sito dedicata al danno biologico è possibile consultare e scaricare la tabella aggiornata all'anno 2015 oltre che tutte quelle relative agli anni precedenti.

Facebook Twitter Google+ Addthis


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL 83/2015: cosa cambia in materia di esecuzioni e fallimenti

pubblicato 06 lug 2015, 13:16 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 06 lug 2015, 13:21 ]

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2015 n. 147, il decreto legge n. 83 recante modifiche alle disposizioni in materia fallimentare,civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. 

Il decreto apporta numerosi interventi in materia di procedure concorsuali, procedure esecutive e qualche novità in tema di processo civile telematico.

In tema di procedure concorsuali segnaliamo:

Curatore e commissario giudiziale

Viene stabilità l'incompatibilità tra le figure del curatore fallimentare e del commissario giudiziale che dovrà completare i propri adempimenti entro i termini a pena la revoca.  
Non potrà, inoltre, essere nominato curatore chi ha concorso al dissesto dell’impresa nei 5 anni anteriori alla dichiarazione di fallimento.
Viene creato un Registro informatico nazionale, istituito presso il Ministero della Giustizia ed accessibile al pubblico, in cui saranno raccolti i provvedimenti di nomina dei curatori, dei commissari giudiziali e dei liquidatori giudiziali.

Concordato preventivo 

Il Tribunale potrà autorizzare finanziamenti anche nel caso di concordato in bianco (e/o un accordo di ristrutturazione) e, in via d’urgenza, anche senza attestazione di un professionista, dopo aver ascoltato i creditori principali. Tale autorizzazione dovrà avvenire
entro 10 giorni dalla domanda. Il relativo finanziamento  (se concesso) sarà protetto dal beneficio della prededuzione in caso di successivo fallimento;

Nelle ipotesi in cui il piano di concordato preveda un’offerta da parte di un determinato soggetto, il tribunale, su richiesta del commissario giudiziale, potrà decidere di aprire una "gara" sulle offerte, favorendo la concorrenza nell'ambito del concordato stesso.

Nelle ipotesi di un piano di concordato presentato da un debitore, nel caso in cui la proposta non preveda la soddisfazione di almeno il 25% dei crediti chirografari, sarà possibile per i creditori che rappresentino almeno il 10% dei crediti di presentare a loro volta una differente proposta di concordato.

Sarà inoltre possibile chiedere immediatamente lo scioglimento e la sospensione per non più di 60 giorni dei contratti in corso di esecuzione

Nuove modalità di ristrutturazione dei debiti

L’accordo di ristrutturazione dei debiti previsto dalla legge fallimentare potrà essere presentato dall'impresa esposta nei confronti di creditori finanziari per un ammontare pari almeno alla metà dell'indebitamento complessivo.
Tale accordo potrà essere concluso con il 75% dei creditori finanziari, se questi rappresentano almeno la metà dell’indebitamento, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (per esempio altre imprese fornitrici di beni e servizi). 

– vi può accedere l’impresa esposta nei confronti di creditori finanziari (banche e intermediari finanziari) per un ammontare pari almeno alla metà dell’indebitamento complessivo;

– l’accordo può concludersi con il 75% dei creditori finanziari, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (ad es. i fornitori di beni e servizi) ed estendere la sua efficacia anche ai creditori finanziari non aderenti all’accordo (che potranno comunque proporre opposizione)  purché essi siano stati informati e un professionista abbia attestato la correttezza dell’accordo;

Vendite in sede concorsuale

Le vendite e gli altri atti di liquidazione posti in essere dalla Curatela potranno prevedere un versamento del prezzo rateizzato;

Il decreto in esame introduce importanti novità anche in materia di esecuzioni. Tra questi segnaliamo:

Ricerca dei beni pignorabili in capo al debitore

Viene introdotta una nuova possibilità per il creditore, debitamente autorizzato dal Tribunale, di rivolgersi direttamente ai gestori delle banche dati (anagrafe tributaria, Inps, Pra), senza doversi rivolgere (come accade per la normativa in vigore agli Ufficiali Giudiziari ed attendere un decreto attuativo da parte del Ministero della Giustizia). Tanto potrà avvenire nel termine di un anno, scadenza assegnata per l'adozione del decreto dirigenziale che assicuri la piena funzionalità del sistema.

Limiti di pignoramento a stipendi e pensioni

La riforma modifica anche il limite massimo del pignoramento di stipendi e pensioni (attualmente fissato nella misura di un quinto). 

I nuovi commi aggiunti all’art. 545 c.p.c. prevedono infatti, con riferimento al pignoramento delle pensioni che le somme dovute non potranno essere pignorate “per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà” e che la parte eccedente è pignorabile nei limiti previsti dalla legge; per gli stipendi, invece, si stabilisce che le somme dovute, “nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento”, mentre se l’accredito ha luogo “alla data del pignoramento o successivamente”, le predette somme possono essere pignorate nei limiti stabiliti dalla legge.

Novità importante è costituita dal fatto che il pignoramento eseguito in violazione delle suddette norme è parzialmente inefficace, e tale inefficacia è rilevata anche d’ufficio dal giudice.

La "nuova revocatoria"

Una delle novità del d.l. n. 83/2015 (già in vigore per le procedure iniziate successivamente all’entrata in vigore del decreto) è l’introduzione del nuovo art. 2929-bis del Codice Civile il quale consente l’esecuzione forzata su beni immobili o mobili registrati del debitore anche se questi sono stati sottoposti a vincolo di indisponibilità (es: costituzione di fondo patrimoniale) ovvero di alienazioni a titolo gratuito, senza attendere la preventiva sentenza dichiarativa di inefficacia del vincolo o del trasferimento (c.d revocatoria ordinaria), in tutti i casi in cui tale vincolo sia sorto successivamente al sorgere del credito e se il pignoramento è stato trascritto entro un anno dalla data in cui l’atto stesso è stato trascritto.

Le modifiche al precetto

La riforma modifica anche il contenuto dell’atto di precetto prevedendo, attraverso l'introduzione del comma 2 dell’art. 480 c.p.c., il quale prevede l’obbligo del creditore di avvertire, nel medesimo atto, il debitore della possibilità di chiedere aiuto ad un organismo di composizione della crisi o ad un professionista nominato dal giudice, per “porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento” al fine di concludere con il creditore un accordo di composizione della crisi o proponendo un piano del consumatore.

Il nuovo portale delle vendite pubbliche

Le aste riguardanti beni immobili o mobili registrati si effettueranno online sul portale unico delle vendite pubbliche e la pubblicità sarà obbligatoria, pena l'estinzione della procedura esecutiva.

Viene introdotto anche l’albo dei custodi giudiziari: un elenco dei soggetti specializzati per la custodia e la vendita dei mobili pignorati che dovrà essere istituito presso ogni tribunale.

La nuova conversione del pignoramento “a rate”

Introdotta anche per il pignoramento mobiliare la possibilità di ottenere una rateizzazione delle somme da pagare a titolo conversione fino a 36 mesi.

Nuovi termini per la perdita di efficacia del pignoramento.

Viene modificato l’art. 497, primo comma, c.p.c., il quale prevede che, a decorrere dalla sua entrata in vigore, la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati vada richiesta entro 45 giorni a pena di inefficacia riducendo così il previgente termine di 90 giorni.

Vendite immobiliari

Il termine per il deposito della documentazione ipocatastale nelle vendite immobiliare si riduce da 120 a 60 giorni. Il giudice dell'esecuzione fisserà il numero complessivo degli esperimenti di vendita, (non inferiori a tre) nonchè i “criteri per determinare i relativi ribassi, le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non inferiore a sei mesi e non superiore a un anno alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita dovrà restituire gli atti in cancelleria”.

L'aggiudicatario dell'immobile pignorato potrà pagarlo anche in modalità rateale e, in tal caso, potrà entrare nel bene acquistato anche prima del termine del versamento dell'ultima rata, purchè presenti un'apposita fideiussione a garanzia del saldo.

Processo civile telematico

Qualche novità, infine, anche in tema di processo civile telematico.

Il DL 83/2015 attribuisce, infatti, valore legale al deposito con modalità telematica degli atti introduttivi dei procedimenti di cognizione e di volontaria giurisdizione, quando effettuati dal difensori o dai dipendenti pubblici, lasciando sempre salva per questo tipo di atti la possibilità dell'utilizzo del sistema cartaceo fino all'1 gennaio 2017.

Facebook Twitter Google+ Addthis

1-10 of 209