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Novità e aggiornamenti normativi 

In questa pagina vengono periodicamente inseriti aggiornamenti relativi a novità normative o, comunque, inerenti il mondo del diritto ritenuti rilevanti dai nostri autori.

Per ogni aggiornamento vengono pubblicati, se disponibili, i testi normativi di riferimento o i link attraverso i quali accedervi tramite siti esterni.

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Danno biologico di lieve entità: aggiornati gli importi per l'anno 2014

pubblicato 07/lug/2014 10:53 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 07/lug/2014 10:57 ]

Con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 20 giugno 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4.07.2014 sono stati aggiornati gli importi per il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità (c.d. lesioni micro permanenti) derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e natanti così come previsto dall'art. 139 del Codice delle Assicurazioni.

I nuovi importi che si applicano a decorrere dal mese di aprile 2014 prevedono la somma di € 795,91 per il primo punto di invalidità e quella di € 46,43 per ogni giorno di inabilità temporanea totale.

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Contributo unificato: l'avvio del processo telematico porta con sè nuovi aumenti

pubblicato 27/giu/2014 10:55 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 27/giu/2014 10:56 ]

Come già indicato nei precedenti post è  stato pubblicato nella G.U. n. 144 del 24/06/2014 il D.L. n. 90/2014 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari” che, tra le altre cose, all'art. 53 prevede un aumento generalizzato degli importi previsti per contributo unificato nella misura del 15% circa.

Tale aumento è giustificato dai minori importi che lo Stato prevede di incassare, a seguito dell'entrata in vigore delle norme di attuazione del processo civile telematico e dalle conseguenti modifiche  al Testo Unico sulle spese di giustizia nella parte che riguarda i diritti di copia.

Con l'avvento del processo telematico, infatti, è prevista  l’esclusione dei diritti di copia con e senza certificazione di conformità per i documenti estratti dal fascicolo informatico da parte dei soggetti abilitati che da un lato comporterà un risparmio per i cittadini, ma dall'altro anche un introito inferiore per le casse dello Stato.

Tra gli allegati inseriamo, pertanto, tabella aggiornata al 25 giugno 2014, data di entrata in vigore del DL sopra richiamato e ricordiamo che sulla nostra pagina dedicata al Contributo unificato è possibile reperire informazioni e applicativi sulle modalità di calcolo.

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Processo civile telematico: Pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale

pubblicato 26/giu/2014 09:19 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 26/giu/2014 09:20 ]

Sulla Gazzetta Ufficiale del 24.06.2014 n.114 serie generale è stato pubblicato il Decreto Legge 24/06/2014 n. 90 contenente “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari”.

In particolare, il capo II reca il titolo “Disposizioni per garantire l'effettività del processo telematico” ed è naturalmente dedicato al funzionamento del Processo Civile Telematico (in gergo PCT) occupandosi di definire i termini per la sua definitiva entrata in vigore nonchè altre importanti novità in materia.

Gli articoli che si occupano del processo telematico sono quelli da 44 a 52 del decreto e, pertanto, di seguito riportiamo i passaggi principali degli stessi e le novità in essi contenute.

L'art. 44 prevede l'obbligatorietà del deposito telematico esclusivamente per i procedimenti dinanzi al tribunale ordinario avviati a far data dal 30/06/2014 (con esclusione dunque della Corte di Appello), mentre per i procedimenti iniziati prima di tale data il deposito in modalità telematica sarà obbligatorio soltanto a decorrere dal 31/12/2014. Fino a tale data, pertanto, per tutti i "vecchi" procedimenti il deposito telematico degli atti sarà facoltativo.

Sempre il decreto prevede la possibilità che il Ministro della giustizia, sentita l'Avvocatura generale dello Stato, il CNF e i consigli dell'Ordine degli avvocati interessati, anticipi con uno o più decreti il termine per il deposito telematico anche per i procedimenti iniziati prima del 30/06/2014.

Per i processi esecutivi di cui al libro III del codice di procedura civile la obbligatorietà del deposito telematico si applicherà successivamente al deposito dell'atto con cui inizia l'esecuzione.

Riguardo agli altri procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, avanti alle Corti di appello i depositi telematici saranno obbligatori soltanto decorrere dal 30/06/2015, mentre prima continueranno ad essere facoltativi.

L'art. 45 si occupa del verbale di udienza (che dovrà essere sottoscritto dal solo cancelliere) e delle deposizioni dei testimoni che non dovranno parimenti più apporre la loro sottoscrizione in udienza. Viene, altresì, modificato l'art. 133 del Codice di Procedura civile, con la previsione che alle parti costituite dovrà essere trasmesso il testo integrale della sentenza e non più il solo dispositivo. 

L'art. 46 si occupa invece delle notifiche in proprio da parte degli avvocati andando ad apportare delle modifiche alla legge n. 53/94. In sostanza viene eliminata la necessità della preventiva autorizzazione da parte del Consiglio dell'Ordine, nonchè il pagamento dei relativi diritti.

Importanti novità sono contenute nell'art. 51 in tema di orari per il deposito degli atti. Il deposito si intenderà infatti tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna viene generata entro le 24 ore del giorno di scadenza e, in tal caso si applicano le norme di cui all'art. 155 c.p.c.  A seguito di tanto viene, dunque, eliminato quanto previsto dalle regole tecniche  di cui all'art. 13 del DM 44/2011 il quale prevedeva che "Quando la ricevuta e' rilasciata dopo le ore 14 il deposito si considera effettuato il giorno feriale immediatamente successivo".

Quanto ai limiti massimi di invio delle buste il DL  prevede che quando il messaggio di PEC ecceda la dimensione massima consentita (30 MB), il deposito degli atti e dei documenti possa essere, comunque, effettuato mediante l'invio di più messaggi di PEC, purchè sia rispettato il termine ultimo, ossia le h. 24 del giorno di scadenza. Oltre tale termine i depositi si intenderanno effettuati nel giorno successivo.

Particolarmente importante anche quanto previsto dall'art. 52, il quale si occupa del potere di autentica dei difensori. La nuova norma infatti prevede che “il difensore, il CTU, il professionista delegato, il curatore e il commissario giudiziale possono estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche, degli atti e dei provvedimenti presenti nei fascicoli informatici ed attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico. Le copie analogiche ed informatiche, anche per immagine, estratte dal fascicolo informatico e muniti dell'attestazione di conformità equivalgono all'originale”.

Il decreto specifica che tale disposizione non si applica agli atti processuali contenenti provvedimenti giudiziali che autorizzano il prelievo di somme di denaro vincolate (es: somme depositate su libretti relativi a fascicoli di procedure esecutive).

A seguito di tanto è prevista anche la modifica al D.P.R. 115/2002, nella parte in cui si prevede che per le copie senza certificazione di conformità estratte dal fascicolo informatico nonché per le copie autentiche non siano più dovuti i diritti di copia.

Dunque le copie digitali estratte dai fascicoli, anche se in forma autentica non saranno più soggette a diritti di copia, come avviene per quelle cartacee. 

L’art. 52 del decreto legge aggiunge l’art. 16-sexies al D.L. n. 179/12  (come convertito nella legge 221/2012) per cui, salvo quanto previsto dall’art. 366 c.p.c. (ricorso in Cassazione), quando la legge prevede che le notifiche di atti in materia civile al difensore siano eseguite, ad istanza di parte, presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario, alla notifica in cancelleria può procedersi quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notifica presso l’indirizzo PEC, risultante da INIPEC e REGINDE.

In sostanza la notifica in cancelleria diventa un'ipotesi meramente residuale limitati ai soli casi in cui il destinatario non risulti da alcun registro possedere un indirizzo di posta elettronica certificata.

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Il Ministero conferma. Nessun obbligo di dotarsi di POS per gli avvocati

pubblicato 17/giu/2014 03:00 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 17/giu/2014 03:23 ]

Il Ministero delle Finanze ha recentemente risposto all'interrogazione parlamentare proposta dall'On. Causi in merito all'obbligo per determinati soggetti privati che esercitano vendita di prodotti e prestazioni di servizi di dotarsi di POS per accettare pagamenti attraverso carte di debito e/o di credito.

In tale occasione il Ministero dell’Economia, in merito all'obbligo da parte dei professionisti e più in particolare degli avvocati ha confermato l’interpretazione dell’articolo 15 del DL 179/2012, già fornita dal Consiglio Nazionale Forense con Circolare 10-C-2014

Nel documento si legge, infatti, che: “Per quanto riguarda la circolare interpretativa del Consiglio nazionale forense, ugualmente citata nell'interrogazione, essa interpreterebbe la normativa nel senso di introdurre un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, il cui campo di applicazione sarebbe limitato ai casi nei quali sarebbero i clienti a richiedere al professionista la forma di pagamento tramite carta di debito. In tal senso, sembra in effetti deporre il fatto che non risulta associata alcuna sanzione a carico dei professionisti che non dovessero predisporre della necessaria strumentazione a garanzia dei pagamenti effettuabili con moneta elettronica”.

Ciononostante, pur non ravvisando tale obbligo il Ministero rileva comunque l’opportunità che “vengano attivati una serie di tavoli di confronto con le banche e con gli altri operatori di mercato per ridurre i costi legati alla disponibilità e all'utilizzo dei POS, e sfruttare a vantaggio del sistema i margini di efficienza esistenti, ottenendo così una significativa compressione dei costi ed una soluzione che consenta di superare le difficoltà insite nel cambiamento prospettato”.

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Dal 3 maggio in vigore nuovi importi per i diritti di copia degli atti giudiziari

pubblicato 08/mag/2014 07:39 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 08/mag/2014 07:46 ]

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 18/04/2014, con decorrenza dal 3 maggio 2014, il Decreto Ministeriale del 10.03.2014 che ha adeguato gli importi dei diritti di copia degli atti giudiziari in base alla variazione ISTAT del triennio precedente, così come previsto dal DPR 115/2002 aumentando gli stessi del 4%.

Tale aumento si applica, dunque, ai diritti di copia in formato cartaceo ed elettronico nell'ambito del processo civile. 

Le previsioni tabellari di cui al decreto devono essere lette anche tenendo presente quanto già previsto dalla norma introdotta con l'art. 4 comma 5 del decreto legge n. 193/09 convertito, con modificazioni, nella legge 22 febbraio 2010, n. 24, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2010 che aveva apportato modifiche alla disciplina prevista dal DPR 115/02 (Testo Unico sulle spese di giustizia) per i diritti di copia di atti giudiziari. 

In particolare, per le tabelle 6 e 7 (copie cartacee senza certificazione e con certificazione di conformità) era stato previsto un aumento generalizzato del 50%. Tale aumento era stato disposto quale "misura provvisoria"  in attesa dell'emanazione di un decreto finalizzato al riordino del sistema dei diritti di copia per i supporti non cartacei.

La norma citata recita, infatti, "5. Fino all'emanazione del regolamento di cui all'articolo 40 del citato decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, i diritti di copia di cui agli Allegati n. 6 e n. 7 del medesimo decreto sono aumentati del cinquanta per cento ed i diritti di copia rilasciata in formato elettronico di atti esistenti nell'archivio informatico dell'ufficio giudiziario sono determinati, in ragione del numero delle pagine memorizzate, nella misura precedentemente fissata per le copie cartacee. Conseguentemente, fino alla stessa data, è sospesa l'applicazione dell'Allegato n. 8 al medesimo decreto limitatamente ai supporti che contengono dati informatici per i quali è possibile calcolare le pagine memorizzate."

In applicazione a tale norma, ancora in vigore, deve considerarsi che tabelle 6 e 7 allegate al DM 10/3/2014, così come aggiornate, devono rimanere quelle già aumentate del 50% e, su tale importo, vada applicata la percentuale in aumento del 4%.

La tabella 8 (copie su supporto diverso da quello cartaceo) è stata, invece, sdoppiata con riferimento, da un lato alle copie su supporto non cartaceo per il quale si possa calcolare il numero di pagine (alle quali si applica la tabella 6 del supporto cartaceo) e dall'altro alle copie su supporto non cartaceo per le quali non sia possibile calcolare il numero di pagine alle quali deve, invece, essere applicata la "vecchia" tabella 8 che, subisce, comunque il previsto aumento del 4%.

In allegato alla presente pagina la tabella aggiornata a cura del nostro sito con l'adeguamento degli importi.

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Processo civile telematico: nuove regole tecniche in Gazzetta Ufficiale

pubblicato 02/mag/2014 11:27 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 03/mag/2014 08:39 ]

Con la pubblicazione del relativo provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale del 3.04.2014 sono state aggiornate le regole tecniche del processo civile telematico che vanno a sostituire le regole originariamente previste dal provvedimento del 18.07.2011.

Rimandando a successivi approfondimenti la descrizione del provvedimento segnaliamo di seguito le novità principali.

- È stato aggiunto l’art. 9 bis relativo all’inserimento degli indirizzi PEC delle Pubbliche amministrazioni. In sostanza la PA che deve comunicare il proprio indirizzo per ricevere le comunicazioni di cancelleria può farlo inserendolo direttamente sul portale dei servizi telematici previa richiesta di apposite credenziali da parte del responsabile per i sistemi informativi automatizzati;

- è stato modificato l’art. 12, comma 2, con il quale è stato inserito il nuovo formato PADES-BES accanto al CADES-BES, già esistente per la firma dell’atto telematico. In sostanza, dunque, sarà possibile decidere quale formato (tra i due) utilizzare per la firma digitale, sebbene, così come previsto sia dalle vecchie che nuove regole tecniche il file datiatto.xml continuerà a dover essere sottoscritto con il formato CADES-BES;

- viene finalmente inserita la possibilità di depositare telematicamente i file con formato .eml e .msg (purchè contenenti i formati di file di cui è ammesso il deposito) e ciò consentirà, ad esempio, di allegare le ricevute comprovanti le notifiche eseguite dagli avvocati a mezzo pec;

- scompare, infine, la possibilità di depositare file di formato .odf.

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Trasparenza e privacy nel condominio: i chiarimenti del garante

pubblicato 23/apr/2014 03:51 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 23/apr/2014 03:53 ]

Nella newsletter del 23.04.2014 il Garante per la privacy ha pubblicato alcuni importanti chiarimenti in merito alla tutela della riservatezza nel condominio con particolare riferimento alle informazioni contenute nel c.d. "registro di anagrafe condominiale" istituito dalla legge n. 220/2012. 

Riportiamo di seguito il testo integrale dei chiarimenti estratto dal sito web dell'Authority:

Il condòmino non deve fornire prove documentali delle informazioni rese all'amministratore per la tenuta del "registro di anagrafe condominiale". 

Può invece chiedere all'amministratore copia integrale, senza oscuramenti, degli atti e dei documenti bancari del conto corrente condominiale.

Lo ha chiarito il Garante privacy in risposta ad alcuni quesiti rivolti da Confedilizia e da singoli cittadini sulle novità introdotte dalla legge n. 220 del 2012, che ha modificato la disciplina del condominio.

L'Autorità ha ribadito innanzitutto che, in base alla disciplina privacy, l'amministratore può trattare solo informazioni pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità da perseguire. 

Può, dunque, acquisire le informazioni che consentono di identificare e contattare i singoli partecipanti al condominio - siano essi proprietari, usufruttuari, conduttori o comodatari - chiedendo le generalità comprensive di codice fiscale, residenza o domicilio. Può chiedere, inoltre, i dati catastali: la sezione urbana, il foglio, la particella, il subalterno e il Comune.

Non può invece chiedere, perché risulterebbe eccedente, copia della documentazione: come, ad esempio, l'atto di compravendita in cui sono riportati i dati. 

Per quanto riguarda poi le informazioni relative alle "condizioni di sicurezza", con l'entrata in vigore del "Decreto Destinazione Italia" i condòmini non dovranno più fornire alcuna informazione sulla propria unità immobiliare, perché i dati da raccogliere riguardano solo le parti comuni dell'edificio.

L'Autorità ha fornito ulteriori chiarimenti in merito al cosiddetto "conto condominiale", che deve essere aperto e utilizzato dall'amministratore, e sul diritto di ciascun condomino di accedere alla relativa documentazione. In particolare, a seguito della riforma, il Garante ha chiarito che nonostante il conto sia intestato al condominio i singoli condòmini sono ora titolari di una posizione giuridica che consente loro di verificare la destinazione dei propri esborsi e l'operato dell'amministratore mediante l'accesso in forma integrale, per il tramite dell'amministratore, ai relativi estratti conto bancari o postali. 

Tale principio, già sancito in linea generale dal Garante nelle Linee guida in ambito bancario [doc. web n. 1457247], riconosce infatti il diritto di ottenere "copia di atti o documenti bancari" senza alcuna limitazione, neanche nelle forme di un parziale oscuramento, anche se contengono dati personali di terzi.

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Nuovi parametri forensi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale

pubblicato 03/apr/2014 01:14 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 03/apr/2014 01:15 ]

Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 55/2014 sulla Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2/04/2014 viene data definitiva attuazione alla legge di riforma della professione forense (legge n. 247/2012) per quello che riguarda l'aspetto della determinazione dei compensi degli avvocati.

In particolare l'art. 13 della citata legge, nel ribadire che la pattuizione dei compensi tra cliente e avvocato è libera prevede che, quando questi non siano stati preventivamente pattuiti ovvero quando devono essere quantificati dal Giudice o da privati, gli stessi siano liquidati sulla base di parametri previsti in un decreto del Ministero della Giustizia (aggiornato ogni due anni) di cui quello in esame costituisce la più recente emanazione.
 
Sempre secondo l'articolo in questione i parametri sono formulati in modo da favorire la trasparenza nella determinazione dei 
compensi dovuti per le prestazioni professionali e l’unitarietà e la semplicità nella determinazione  dei compensi. 

Il decreto è formato da una parte normativa che spiega le relative modalità di applicazioni e da una parte "pratica" che contiene le tabelle per la liquidazione di cui 25 tabelle per il rito civile, ripartite per tipologia di procedimento (ivi inclusi anche quello tributario e amministrativo), una per l’attività stragiudiziale e una tabella per il penale. 

Ogni tabella è divisa nelle varie fasi dei procedimenti (studio, introduttiva, istruttoria, decisoria) nonchè per scaglioni di valore che richiamano gli stessi individuati per la determinazione del contributo unificato.

Rispetto alla precedente versione dei parametri contenuti nel DM 140/2012 nell'attuale decreto sono contenute alcune importanti novità di cui riportiamo in sintesi le principali.

In primis viene reintrodotto il c.d. "rimborso forfettario", originariamente previsto nella misura del 12,5%, poi eliminato dal DM 140/2012 ed ora nuovamente previsto ed aumentato nella misura del 15%.

Ad ogni parcella, dunque, andrà aggiunto a titolo di rimborso forfettario l'importo del 15% sugli onorari liquidati. 

Le nuove tabelle contengono, inoltre, valori medi più elevati rispetto a quelle previste dal DM 140, con un aumento di circa il 50%.

Vengono, inoltre introdotte nuove tabelle relative ad attività originariamente non previste, come ad esempio l'atto di precetto o il procedimento monitorio (ricorso per decreto ingiuntivo) e la fase di convalida dello sfratto.

Vengono eliminate le c.d. ipotesi di "riduzione" fino alla metà dei compensi per controversie come quelle di lavoro inferiori a 1000 euro e per l'eccessiva durata del processo.

Viene inoltre soppressa la riduzione del 30% previsto per le liquidazioni dei compensi per le cause in cui una parte è stata ammessa al beneficio del patrocinio a spese dello Stato.

Viene inserita nella tabella penale anche la voce delle indagini preliminari con la relativa quantificazione dei compensi.

Tra le altre novità il decreto quantifica il compenso dovuto ai c.d. "domiciliatari" ed ai praticanti abilitati (pari al 50% di quello previsto per l'avvocato).

In caso di liquidazione giudiziale,  il giudice deve tenere conto delle "caratteristiche, dell'urgenza e del pregio dell'attivita' prestata, dell'importanza, della natura, della difficolta' e del valore dell'affare, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati conseguiti, del numero e della complessita' delle questioni giuridiche e di fatto trattate".

Il giudice, inoltre deve tenere conto dei valori medi di cui alle tabelle allegate al decreto, che, possono essere aumentati, prendendo in considerazione i fattori sopra indicati fino all'80% o diminuiti fino al 50%.

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Dal 31.03.2014 in vigore nuovo regolamento per la tutela del diritto d'autore sulle "reti di comunicazione elettronica"

pubblicato 31/mar/2014 11:09 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 31/mar/2014 11:11 ]

Dal 31 marzo entra definitivamente in vigore il regolamento in materia di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica approvato con la delibera AGCOM n. 680/2013/Cons del 13.12.2013.

Con il detto provvedimento vengono, dunque, introdotte nell'ordinamento nazionale due nuove procedure finalizzate a consentire ai soggetti che ritengono di aver subito una lesione dei loro diritti d'autore di ottenere la rimozione dei contenuti  illecitamente diffusi sulla rete internet ovvero da media audiovisivi (es: radiodiffusione, televisione, live streaming, video on demand, ecc..).

Entrambe le procedure possono essere attivate utilizzando il modulo on line direttamente compilabile sul sito dell'AGCOM e, in sintesi, prevedono le seguenti modalità di svolgimento. 

Violazioni on line

I soggetti titolari o licenziatari di un diritto di autore o di uno connesso su un'opera digitale (ovvero le associazioni di gestione collettiva e quelle di categoria) possono segnalare la violazione rilevata sulla rete, sempre che non sia già pendente un giudizio di accertamento della violazione stessa.

L'autorità garante delle comunicazioni, salvo che non si verifichi uno dei casi per cui è prevista l'archiviazione (domande irricevibili per mancata osservanza delle prescrizioni di compilazione dell'istanza o per difetto di informazioni essenziali, pendenza di procedimento giudiziario, inammissibili in quanto non riconducibili all’ambito di applicazione del regolamento, manifestamente infondate o ritirate prima delle decisioni dell’organo collegiale competente), entro 7 giorni lavorativi dalla ricezione della segnalazione, deve avviare un procedimento amministrativo, comunicando il relativo avvio del procedimento ai fornitori di accesso ad Internet o di hosting interessati, al soggetto che ha caricato il contenuto (uploader) anche attraverso un link, al gestore del sito internet ed al gestore della pagina internet.

I soggetti destinatari di tale comunicazione, potranno decidere di rimuovere spontaneamente il contenuto immesso in rete, ovvero trasmettere entro 5 giorni dalla ricezione della detta comunicazione inviare proprie controdeduzioni all'AGCOM.

Nel caso in cui il contenuto diffuso non sia stato rimosso spontaneamente, entro 35 giorni lavorativi, l'AGCOM, sempre che non decida di archiviare l'istanza, dovrà comunque adottare uno dei provvedimenti di seguito indicati.

Sito internet ubicato in Italia
- ordinare al fornitore di servizi che ospita il sito sul quale è stata pubblicata un'opera protetta la rimozione della stessa;
- qualora si tratti di violazioni gravi o plurime ordinare al fornitore di disabilitare completamente l'accesso alle pagine del sito e reindirizzare i visitatori su un'altra pagina nella quale venga segnalata l'avvenuta violazione.

Sito internet ubicato all'estero
- ordinare al fornitore di servizi di connessione internet di provvedere alla disabilitazione dell'accesso all'intero sito e di reindirizzare i visitatori del sito su una pagina nella quale venga segnalata l'avvenuta violazione.

I termini sopra indicati, in casi di lesioni particolarmente gravi di diritti d'autore connessi allo sfruttamento economico di una determinata opera potranno essere abbreviati.

Qualora i soggetti destinatari degli ordini di rimozione o disabilitazione sopra indicati non ottemperino agli stessi l'Agcom potrà irrogare una sanzione amministrativa da Euro 10.000 ad Euro 250.000, dandone altresì comunicazione alla polizia giudiziaria

Violazioni effettuate attraverso media audiovisivi

Come per le violazioni effettuate on line, i medesimi soggetti che ritengono sia stato violato un loro diritto attraverso la diffusione di un'opera protetta a mezzo di servizi audiovisivi possono rivolgere, compilando on line il relativo modulo istanza all'AGCOM
chiedendo che il programma non venga ulteriormente diffuso. 

Allo stesso modo qualora ritengano che la messa a disposizione di un programma in un catalogo da parte di un fornitore di servizi di media non lineari abbia avuto luogo in violazione della Legge sul diritto d’autore i soggetti legittimato possono presentare un’istanza all’Autorità chiedendo la rimozione del programma dal catalogo. 

Anche in tal caso il procedimento non può essere promosso qualora vi sia un giudizio già pendente dinanzi all'Autorità giudiziaria.

Qualora l'AGCOM ritenga di non dover archiviare l'istanza (per i medesimi casi previsti per le violazioni on line) dà comunicazione dell'avvio del procedimento al fornitore dei servizi audiovisivi il quale entro cinque giorni può sempre presentare le proprie controdeduzioni.

All'esito del procedimento istruttorio, entro 35 giorni dall'avvio e sempre che non decida di disporre l'archiviazione del caso, l'Autorità potrà emettere i seguenti provvedimenti.

 - Diffidare  i fornitori di servizi di media lineari dal trasmettere  programmi in violazione della Legge sul diritto d’autore ovvero ordina ai fornitori di  servizi di media a richiesta di rimuovere dal catalogo, entro tre giorni dalla notifica dell’ordine, i programmi messi a disposizione in violazione della predetta Legge.  
 
In caso di inottemperanza alle diffide potrà essere anche per le violazioni sopra descritte emessa una sanzione e data comunicazione alla polizia giudiziaria.

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Diritto d'autore sui "fonogrammi": da 50 a 70 anni. I nuovi termini nel Dlgs 22/2014

pubblicato 17/mar/2014 04:59 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 17/mar/2014 05:03 ]

Nuovi termini di durata per la protezione del diritto d'autore a far data dal 26 marzo 2014. 

Questo è quanto previsto dal Dlgs n. 22/2014 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'11.03.2014 (con entrata in vigore dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione) che va dunque a modificare il contenuto dell'art. 75 della legge n. 633/41 con la seguente versione:

«Art. 75. - La durata dei diritti previsti nel presente capo e' di cinquanta anni dalla fissazione. Tuttavia se durante tale periodo il fonogramma è lecitamente pubblicato, i diritti scadono settanta anni dopo la data della prima pubblicazione lecita. Se nel periodo di tempo indicato nel primo comma non sono effettuate pubblicazioni lecite e se il fonogramma e' lecitamente comunicato al pubblico durante detto periodo, i diritti scadono settanta anni dopo la data di tale prima comunicazione al pubblico.».

Dunque il termine si estende a 70 anni (rispetto ai cinquanta originariamente previsti) a partire dal momento in cui via sia la pubblicazione lecita del brano musicale (definito "fonogramma") ovvero dal momento in cui lo stesso sia comunicato al pubblico.

Il decreto modifica altresì la legge n. 633/41 inserendo gli articoli 84-bis e 84-ter (che si occupano rispettivamente delle remunerazioni e della possibilità per l'artista di recedere dal contratto con il produttore in caso di vendite insufficienti dopo 50 anni dalla pubblicazione), modificando l'art. 85 (che disciplina l'eccezioni al momento di decorrenza dei termini di durata dei diritti).

Gli articoli 4 e 5 del decreto, infine, si occupano rispettivamente dell'applicazione nel tempo della legge e delle misure transitorie sui contratti di trasferimento o cessione  dei diritti sul fonogramma.

In particolare l'art. 4  stabilisce che le nuove disposizioni "si applicano alle fissazioni di esecuzioni e ai fonogrammi per i quali l'artista, interprete o esecutore, e il produttore di fonogrammi erano ancora protetti, in virtu' delle disposizioni in vigore prima dell'entrata in vigore del presente decreto legislativo, alla data del 1° novembre 2013 e alle fissazioni di esecuzioni e ai fonogrammi successivi a tale data".

L'art. 5, invece stabilisce che "Salvo che il contratto disponga diversamente, un contratto di trasferimento o cessione dei diritti sul fonogramma, concluso anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, continua a produrre i suoi effetti oltre la data alla quale, in base alla normativa vigente alla data del 31 ottobre 2013, l'artista, interprete o esecutore non sarebbe piu' protetto. 2. I contratti di trasferimento o cessione che autorizzano un artista, interprete o esecutore, a ricevere pagamenti ricorrenti e che sono stati conclusi anteriormente alla data di entrata in vigore".

E' bene precisare che le modifiche riguardano unicamente produttori di fonogrammi, artisti, esecutori, interpreti musicali e società di gestione collettive che li rappresentano e non altre tipologie di diritti d'autore.

La modifica normativa si inserisce nel contesto di attuazione della direttiva 2011/77/UE che modifica la direttiva 2006/116/CE

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