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FAQs

Frequently asked questions (ovvero "le domande più frequenti")
In questa pagina raccogliamo le domande più frequenti che ci vengono rivolte dai nostri visitatori su argomenti di interesse generale, su questioni di carattere legale, sulle tariffe per i servizi legali offerti e così via.

Per ogni domanda che ci viene rivolta viene formulata la relativa risposta in forma sintetica, ma quanto più chiara possibile, non potendosi sostituire tale spazio ad una richiesta di consulenza legale vera e propria.

Per ogni chiarimento sui nostri servizi o per porre qualsiasi tipo di domanda e per leggere la risposta in questa pagina è, dunque, possibile inviare una mail all'indirizzo: info@emiliocurci.net

Sia la domanda che la relativa risposta, in forma anonima, saranno pubblicate nello spazio che segue.

A chi spettano gli assegni di famiglia in caso di separazione ?

pubblicato 24 ago 2016, 09:32 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 24 ago 2016, 09:34 ]

L’assegno di famiglia viene normalmente erogato dall’Inps (tramite erogazioni effettuate dal datore di lavoro nelle buste paga) in favore delle famiglie italiane in presenza di figli ed è commisurato al reddito del nucleo stesso ed al numero dei suoi componenti.

Ovviamente in caso di separazione (o divorzio) si pone il problema di comprendere a quale dei due coniugi spetti percepire tale assegno, dovendosi però distinguere a seconda dei casi.

Normalmente gli assegni spettano al c.d. "genitore affidatario" (intorno al quale si ricompone appunto il nucleo familiare), ipotesi peraltro ormai divenuta rara, a seguito dell'introduzione del c.d. "affido condiviso". 

Dunque, mentre nel caso di genitore unico affidatario questi è l'unico soggetto legittimato a chiedere l'erogazione dell'assegno, nell'ipotesi di affido condiviso, i coniugi dovrebbero stabilire di comune accordo chi sia il soggetto che deve formulare tale richiesta.

Ovvero, in caso di contrasto tra i coniugi su tale determinazione, non potrà che essere utilizzato il criterio della convivenza (anche ai sensi della circolare INPS n. 210 del 1999) per valutare intorno a quale dei due genitori si sia ricomposto il nucleo familiare e, dunque, consentire soltanto a quello con cui i figli convivono di ricevere la relativa prestazione economica. 


Quanto costa acquistare un immobile ad un'asta giudiziaria ?

pubblicato 29 apr 2016, 13:54 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 29 apr 2016, 13:57 ]

Naturalmente oltre al costo vero e proprio determinato dall'importo di aggiudicazione l'acquirente di un immobile ad un asta giudiziaria deve sopportare anche delle spese vive di varia natura (imposta di registro, nonchè ipotecarie e catastali).

Le somme dovute a titolo di tassazione sono generalmente determinate in misura pari al 2 % del valore catastale automatico ovvero (a scelta dell'aggiudicatario) del prezzo di aggiudicazione, per l'imposta di registro, oltre a 100 euro per imposte ipotecarie e catastali. A queste vanno poi aggiunti i compensi al professionista delegato dal Tribunale che ha eseguito la vendita. 

Tale compenso è determinato nella misura di 1.000 euro se il prezzo di aggiudicazione o il valore di assegnazione è pari o inferiore a euro 100.000, di 1.500, quando il prezzo di aggiudicazione o il valore di assegnazione è superiore a euro 100.000 e pari o inferiore a euro 500.000 ed, infine, di 2.000 euro, quando il prezzo di aggiudicazione o il valore di assegnazione è superiore a euro 500.000.
Va sempre poi aggiunto il 10 % a titolo di spese generali.

La materia è stata recentemente modificata dalla legge 8 aprile 2016, n. 49 che ha introdotto un'importante novità per chi acquista la casa, sebbene limitatamente al periodo 15 aprile - 31 dicembre 2016, determinando in misura fissa pari a 600 euro l'importo dovuto a titolo di imposta di registro, ipotecaria e catastale (200 per ciascuna).

Inoltre, per effetto delle modifiche introdotte dal Decreto del Ministero della Giustizia 15 ottobre 2015, n. 227, a carico dell'aggiudicatario non sono più posti (come avveniva prima) i compensi del professionista delegato per l'intero, bensì nella misura del 50%, fatta comunque sempre salva la possibilità di diversa determinazione da parte del giudice. 


Ho perso una cambiale. Ora come faccio a recuperare le somme dal mio debitore ?

pubblicato 01 lug 2014, 08:38 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 01 lug 2014, 08:40 ]

La soluzione è contenuta nella legge n. 1669 del 1933 che disciplina proprio questa ipotesi.

In sostanza il legittimo portatore della cambiale e/o vaglia cambiario che ne abbia perso la disponibilità a causa di furto, smarrimento o distruzione  può fare istanza al Presidente del Tribunale dove la cambiale è pagabile ovvero al Presidente del Tribunale dove è residente l'istante per ottenere un provvedimento che dichiari l'inefficacia della cambiale o dei vaglia smarriti, distrutti o sottratti e lo autorizzi ad ottenere il pagamento dal debitore. 

Anche il debitore puo' richiedere l'ammortamento se, dopo aver pagato la cambiale ipotecaria la smarrisce o, se la stessa dovesse risultare distrutta o rubata.

Il provvedimento che pronuncia l'ammortamento del titolo, ne autorizza il pagamento dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale, se la cambiale è già scaduta, o dalla data di scadenza della stessa se tale data è successiva a quella di pubblicazione.

Una volta ottenuto tale provvedimento è possibile nuovamente procedere a mettere in esecuzione il titolo.


Vorrei acquistare un immobile all'asta, ma è occupato dal proprietario. Ci saranno problemi per entrarne in possesso ?

pubblicato 19 feb 2014, 11:02 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 19 feb 2014, 11:03 ]

No, non c'è alcun problema, lei ha diritto di entrare nel possesso dell'immobile che ha acquistato all'asta senza dover sopportare alcun onere o spesa e senza dover compiere alcuna attività.

L'immobile venduto all'asta deve essere infatti consegnato all'aggiudicatario libero da persone e cose e ogni spesa e attività in tal senso sono completamente a carico della procedura esecutiva. 

E' infatti onere del professionista delegato dal Tribunale dell'esecuzione, in caso di occupazione da parte di un terzo seguire tutta la procedura per la liberazione dell'immobile.

Non c'è comunque bisogno di avviare un procedimento di "sfratto" in quanto il decreto del Giudice che trasferisce l'immobile a chi se lo è aggiudicato è già un titolo esecutivo e consente di liberare l'immobile anche con l'uso della forza pubblica senza bisogno di ottenere altri provvedimenti giudiziari.

Generalmente il Giudice dell'Esecuzione dispone che tali operazioni siano completate prima dell'aggiudicazione definitiva dell'immobile e, dunque, è plausibile che al momento del trasferimento l'immobile sia stato già liberato, ma in ogni caso, anche quando ciò non si sia ancora verificato, per i motivi sopra esposti i tempi per la liberazione sono abbastanza celeri.

Ho bisogno di conoscere l'indirizzo di posta certificata di un'azienda. Come posso fare ?

pubblicato 19 feb 2014, 03:22 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 19 feb 2014, 03:22 ]

Non ci sono problemi, se l'azienda ha attivato (come da obbligo previsto dalla legge) un proprio indirizzo di posta certificata, lo stesso è agevolmente reperibile.

Dopo la pubblicazione, in data 9 aprile 2013 sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 19.03.2013 è stata data attuazione al cosiddetto "Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta elettronica Certificata", raggiungibile all'indirizzo www.inipec.gov.it e liberamente consultabile da tutti i cittadini, pur nel rispetto delle regole di consultazione dettate dalla normativa citata.

Quanto alle aziende la consultazione può essere liberamente effettuata nel rispetto di determinati parametri ed ossia, partendo dal codice fiscale o, in alternativa, inserendo nell'apposita maschera di ricerca la provincia più ragione sociale o la denominazione.

Al fine di completare il processo di consultazione e ottenere quanto richiesto sarà necessario introdurre un c.d. "captcha" e, cioè, un codice visualizzato sullo schermo e formato da una sequenza di numeri che appare distorta o offuscata sullo schermo, ma comunque facilmente leggibile all'occhio umano.

Questa misura di sicurezza, ormai ampiamente diffusa in ambito informatico serve a confermare che il soggetto che sta inserendo i dati sia un essere umano (che appunto visualizza i codici sullo schermo) e non una macchina o un'altro computer.

La nostra azienda ha necessità di informatizzare il processo di conservazione dei documenti. Possiamo avere una consulenza in materia ?

pubblicato 19 feb 2014, 03:04 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 19 feb 2014, 03:05 ]

Certamente, possiamo fornire tutta l'assistenza legale in materia affinchè la vostra azienda adotti un processo di conservazione della documentazione in maniera conforme alla normativa vigente.

Naturalmente è bene chiarire che sarà possibile effettuare sia una procedura di "conservazione sostitutiva" della documentazione analogica (ossia cartacea già presente in azienda), sia di "conservazione digitale" dei documenti che nascono già in modalità telematica e non hanno un corrispondente supporto cartaceo.

In merito alla conservazione sostitutiva ricordiamo che l'art. 22 del Codice dell'Amministrazione digitale dispone che: "Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico nel rispetto delle regole tecniche di cui all' articolo 71 hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono tratte se la loro conformità all'originale non è espressamente disconosciuta" (comma 3) e che "Le copie formate ai sensi dei commi 1 , 2 e 3 sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali formati in origine su supporto analogico, e sono idonee ad assolvere gli obblighi di conservazione previsti dalla legge, salvo quanto stabilito dal comma 5 (comma 4).

Dunque, salvo casi particolari previsti dalla legge (quelli previsti dal comma 5) la conservazione di documenti in versione digitale può essere validamente effettuata in sostituzione di quella cartacea.

L'unico problema è attualmente costituito dal fatto che le regole tecniche di cui all'art. 71 non sono state ancora adottate impedendo ciò di fatto una piena attuazione della normativa in materia e, pertanto, per attenersi pienamente alla stessa è opportuno adottare particolari accorgimenti che, i nostri professionisti potranno volta per volta suggerire ai soggetti interessati.

Un mio vicino di casa ha detto di avermi denunciato. Come posso sapere se è vero ?

pubblicato 03 gen 2014, 09:41 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 03 gen 2014, 09:41 ]

Gentile signore, nel suo caso, ma in tutti quelli in cui non si ha la certezza che nei propri confronti sia stata presentata una denuncia o una querela è possibile tenere conto dei seguenti suggerimenti.

Generalmente il primo passaggio fondamentale è quello dell'identificazione e, dunque, in caso di denuncia o querela la Polizia o i Carabinieri competenti in base al luogo di residenza provvedono a contattare la persona denunciata e, appunto ad identificarla per avere la certezza che sia la stessa contro cui sia stata appunto proposta la denuncia o la querela.

Può capitare, comunque, anche che passi un pò di tempo dal momento della denuncia e, dunque, il fatto che non si venga identificati entro breve non corrisponde ad avere la certezza che contro di sè non sia stato proposto nulla.

In ogni caso, quando la notizia di reato (comunicata appunto con denuncia o querela) giunge all'autorità giudiziaria viene aperto un fascicolo e assegnato un numero (che si chiama RGNR).

Per verificare se esiste un fascicolo a proprio nome è possibile rivolgere un'istanza ai sensi dell'art. 335 del Codice di Procedura penale, presso la procura della Repubblica competente per territorio (generalmente il luogo di residenza della persona denunciata ovvero del luogo ove il presunto reato sarebbe avvenuto) personalmente o tramite avvocato.

In tal caso dopo qualche giorno dalla richiesta la procura rilascerà un certificato dal quale risulterà o meno l'esistenza del procedimento (o dei procedimenti) a proprio carico con tanto di indicazione del giudice che ha in carico il fascicolo e del numero di RGNR.

Rivolgendosi al nostro studio è possibile richiedere questo tipo di servizio. Talune procure accettano anche richieste inoltrate per via telematica.

Siamo più persone residenti all'estero e vorremmo esporvi una questione. Come possiamo fare ?

pubblicato 26 set 2013, 10:46 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 26 set 2013, 10:46 ]

Gentili signori la soluzione più semplice è quella di organizzare una sessione di videoconferenza con il nostro studio durante la quale poter instaurare un contatto visivo anche se a distanza.

Nella pagina del nostro sito dedicata ai sistemi di comunicazione è possibile acquisire tutte le informazioni necessarie e i requisiti minimi per poter effettuare un collegamento.

In caso di problemi siamo, comunque, disponibili a fornire assistenza anche su questi aspetti tecnici

Mio marito è diventato irreperibile e si è disinteressato completamente dei figli. Cosa posso fare ?

pubblicato 18 lug 2013, 11:13 da Emilio Curci

L'esercizio della potestà genitoriale comporta a carico di entrambi sia diritti che doveri non sono di natura economica, ma anche di natura morale.

Quando uno dei genitori contravviene a tali obblighi l'altro oltre ad agire in giudizio onde ottenere un provvedimento che condanni quello inadempiente al pagamento di un contributo di natura economica, può rivolgersi al Tribunale per i minorenni al fine di far dichiarare la decadenza dalla potestà genitoriale.

In tal caso il genitore  inadempiente perde ogni diritto nei confronti del figlio, ma permane, comunque, a suo carico l'obbligo a contribuire dal punto di visto economico al suo sostentamento.

Tale soluzione naturalmente si adotta soprattutto nei casi più gravi, tra cui certamente può rientrare quello segnalato

Abito all'estero e devo gestire una pratica successoria di un mio parente deceduto in Italia. Come posso fare ?

pubblicato 23 mag 2013, 03:46 da Emilio Curci

Il nostro studio legale si occupa, tra le altre cose, anche di offrire assistenza per pratiche successorie sia in favore di clienti domiciliati in Italia che all'Estero.

Nel caso di cittadino residente all'estero che debba accettare un'eredità di un parente deceduto in Italia e curare i successivi incombenti (es: effettuazione pagamenti, presentazione denuncia di successione, riscossione crediti, ecc...) la soluzione più semplice è quella di conferire ad un avvocato una "procura speciale per pratiche successorie" che va redatta nella forma dell'atto pubblico.

Presso qualsiasi ambasciata italiana all'estero è presente un ufficio preposto alla redazione di atti notarili e, dunque, in tale sede è possibile rilasciare procura ad un nostro legale il quale provvederà a curare tutti gli aspetti della successione.

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