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Revisione geografia giudiziaria: firma la petizione per subordinarla all'entrata in vigore effettiva del PCT

pubblicato 13/lug/2012 02:44 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 06/set/2012 09:41 ]
Come è ormai noto il Il Decreto Legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie approvato dal Consiglio dei Ministri il 6.7.2012 prevede: 

a) la riduzione e l’accorpamento di 37 tribunali e di 38 procure;
b) la soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale;
c) l’individuazione di 674 sedi di Giudice di Pace che saranno soppresse e rispetto alle quali è atteso il parere delle commissioni competenti.

Tale decisione qualora dovesse effettivamente entrare in vigore, a fronte di presunti risparmi (secondo fonti governative 100 milioni di euro in tre anni, risparmio) comporterebbe non pochi disagi e ulteriori spese sia nella fase transitoria (trasferimento sedi e fascicoli, reperimento sedi giudiziarie idonee a gestire un contenzioso molto più elevato, ecc...) che nella fase attuativa sia per gli avvocati che per le parti che ricorreranno agli organismi giudiziari soprattutto nelle zone caratterizzate da una viabilità difficoltosa.

Al fine rendere meno gravosi gli effetti di tale decisione, Il Movimento Forense pur non condividendo le modalità seguite per attuare questa revisione della geografia giudiziaria italiana si è reso promotore di una raccolta firme indirizzata al Ministro della Giustizia, onde sottolineare la necessità che l'adozione di tale drastica riduzione delle sedi giudiziarie debba essere necessariamente accompagnata anche dall'adozione di opportune misure che consentano e garantiscono l’esercizio del diritto di difesa a costi ridotti non solo per lo Stato, ma anche per il contribuente che ha il diritto costituzionale di accedere alla Giustizia, nonché parità di accesso al mercato dei servizi professionali per gli Avvocati operanti in sedi di uffici giudiziari soppressi. 

In particolare tali misure sono offerte dal Processo Civile Telematico non ancora entrato effettivamente in vigore sull'intero territorio nazionale.

Per tali motivi, con la suddetta petizione, il Movimento forense chiede che il Governo subordini l’efficacia e l’attuazione delle programmate chiusure degli Uffici Giudiziari menzionati in premessa a:

a) l’entrata in vigore di una norma urgente che imponga lo scambio di atti e documenti tra difensori nel processo civile anche via PEC, in aggiunta alle procedure tutt’ora previste dal codice di procedura civile e dalle relative disposizioni di attuazione;
b) l’entrata in funzione effettiva ed integrale del Processo Civile Telematico in tutti gli Uffici Giudiziari oggetto del provvedimento, con la conseguenza che l’iscrizione, il deposito ed il ritiro delle memorie, dei documenti, dei verbali e dei provvedimenti giudiziari avvenga tramite accesso al relativo portale e/o PEC;
c) l’entrata in vigore di una norma che chiarisca che le indicazioni dell’indirizzo PEC presso il registro delle imprese e presso i Consigli dell’Ordine degli Avvocati soddisfano i requisiti previsti per gli elenchi pubblici degli indirizzi PEC indicati nell’art. 3, comma 3bis della L. 21.1.94 n. 53;
d) l’imposizione di sanzioni a sostegno dei provvedimenti richiesti;
e) la revisione della normativa concernente il Processo Civile Telematico, allo scopo di eliminare del tutto la necessità di depositi cartacei concorrenti.

Tutti coloro che siano d'accordo con tale iniziativa possono leggere il testo integrale della petizione ed eventuale firmarla collegandosi a questa pagina.
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