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Tariffe e modalità di determinazione dei compensi

A seguito dell'abolizione delle tariffe professionali oggi non esiste più un unico criterio di determinazione dei compensi degli avvocati.

Pertanto ogni cliente potrà "concordare" con il nostro studio, a seconda della complessità della pratica e della tipologia delle attività da svolgere un importo a titolo di compenso professionale.

Naturalmente, al detto importo, andranno sempre aggiunte le spese vive necessarie per la gestione della pratica (es: pagamento del contributo unificato, marche da bollo, diritti di cancelleria, spese di notifica, ecc...).

Sarà possibile concordare tale compenso, previa scelta di una modalità di determinazione dello stesso secondo le opzioni di seguito indicate:

1) DETERMINAZIONE FORFETTARIA

La determinazione dei compensi in maniera forfettaria consente di concordare con il cliente un compenso fisso e predeterminato o per l’intero procedimento o per ciascun anno di durata della controversia.
Naturalmente l'importo sarà proporzionale al grado di complessità e al valore dell'instauranda controversia.

Al compenso predeterminato andranno sempre aggiunte le spese vive per l'introduzione e la gestione della pratica (es: contributo unificato, marche da bollo, costi di notifica, ecc...) che rimangono sempre a carico del cliente.

L'importo complessivo non deve essere versato per intero al momento del conferimento dell'incarico, ma, secondo accordi di volta in volta stabiliti con il cliente, può essere corrisposto a mezzo di successivi acconti.

Tale modalità di determinazione del compenso consente al cliente, rispetto, al sistema tradizionale, di conoscere con certezza quale sarà la somma che dovrà spendere per l'intero giudizio o, nel caso, di compenso dovuto annualmente, la somma che dovrà essere versata periodicamente.

All'atto del conferimento dell'incarico viene, inoltre, concordata, a seconda del sistema scelto (complessivo o annuale), la somma dovuta in caso di eventuale revoca anticipata del mandato al professionista, consentendo, così, al cliente, anche in tale situazione, di conoscere in anticipo le somme ancora dovute.

Per la consulenza legale è possibile consultare la nostra pagina contenente l'indicazione dei costi in base alla tipologia di attività richiesta.

Per richiedere, invece, un preventivo di massima relativamente ad una specifica attività legale clicca qui.

2) DETERMINAZIONE A "PERCENTUALE"

Altra possibilità è costituita dalla determinazione del compenso  "a percentuale". 

In questo caso il compenso dell'avvocato incaricato di seguire l'incarico è determinato, a monte, in percentuale, rispetto ad un determinato valore preso a riferimento per tale calcolo.

Ad esempio, se l'avvocato è incaricato di recuperare un credito di 10.000,00 euro il suo compenso potrebbe essere determinato nella misura del 10% di tale valore, indipendentemente dall'esito del recupero e, dunque, nella misura di 1.000,00 euro.

Ricordiamo che la legge vieta la possibilità di utilizzare il "patto di quota lite" e cioè la determinazione del compenso in base al risultato finale dell'attività legale (es: onorario pari al 10% della somma recuperata). Dunque l'onorario potrà essere stabilito in percentuale, ma sempre al momento del conferimento dell'incarico e mai in base all'esito dello stesso.

Anche in tal caso le spese vive per l'espletamento dell'incarico (es: corrispondenza, marche da bollo, contributo unificato per le spese di giustizia) vengono sempre poste a carico del cliente e costituiscono una voce a parte rispetto al compenso.

- Calcolo degli accessori previsti per legge sui compensi professionali

In entrambi i casi, sull'importo totale concordato, andranno comunque applicati gli oneri accessori come per legge (Cassa di previdenza al 4% e IVA al 22%).

Per il relativo calcolo di tali accessori, partendo dall'importo base, è possibile utilizzare la seguente utility.

Per spese esenti si intendono quelle voci di spesa escluse dall'IVA che costituiscono un'anticipazione necessaria a carico della parte (es: marche da bollo, contributo unificato per spese di giustizia, spese di notifica) che vengono versate allo Stato per l'introduzione di una controversia o sono comunque richieste per la sua prosecuzione.

Qualora il cliente che richiede la prestazione legale sia un soggetto sostituto d'imposta (es: una ditta, una società o un professionista) è necessario spuntare la casella ritenuta d'acconto.

A far data dal 3 aprile, data di entrata in vigore del DM 55/2014 che ha rideterminato i parametri per la liquidazione dei compensi degli avvocati, sugli onorari, va altresì aggiunto, a titolo di rimborso forfettario, così come previsto dall'art. 2 della detta norma, un ulteriore importo pari al 15%.



3) PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

In caso di soggetti che rientrino nei limiti di reddito previsti dalla legge è possibile accedere al beneficio del patrocinio a spese dello Stato (più noto come "gratuito patrocinio).

In tal caso al cliente non sarà richiesta alcuna spesa, nè a titolo di acconto, nè all'esito del giudizio, in quanto il professionista sarà pagato direttamente dallo stato.

A tal fine i professionisti di emiliocurci.net mettono a disposizione dei clienti il servizio gratuito di valutazione preventiva dei requisiti per accedere al patrocinio a spese dello Stato, accessibile cliccando sul link di seguito indicato.

CLICCA QUI PER CONOSCERE SE HAI I REQUISITI PER ACCEDERE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

Per tutti gli ulteriori approfondimenti su cosa è e come funziona tale sistema si rimanda alla pagina specifica del sito contenuta nella rubrica "Schede Pratiche" ed accessibile cliccando sul seguente link

IL PATROCINO A SPESE DELLO STATO: QUANDO, COME E CHI PUO' OTTENERLO