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Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la "legge anticorruzione"

pubblicato 14 nov 2012, 03:46 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 14 nov 2012, 03:53 ]
In data 13.11.2012 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge n. 190/2012 del 6.11.2012 rubricata come "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione".

Il provvedimento normativo introduce importanti novità legislative finalizzate a prevenire e reprimere il fenomeno della corruzione nella pubblica amministrazione tra le quali, di seguito, segnaliamo le principali, rinviando al testo integrale del provvedimento per ogni altra disposizione in esso prevista.

Il reato di corruzione previsto dal codice penale non subisce modifiche nel suo impianto sostanziale essendo gli interventi limitati all'art. 318 C.P. (corruzione per atto conforme ai doveri d'ufficio) ora sostituito dalla nuova fattispecie di corruzione per l'esercizio della funzione con pena da un minimo di 1 ad un massimo di 5 anni.

Previsti notevoli aumenti di pena per la corruzione propria di cui all'art. 318 C.P. (prima da 2 a 5 anni ora da 4 ad 8 anni di reclusione), nonchè per le ipotesi  di corruzione in atti giudiziari (prima da 3 ad 8 8 ed ora da 4 a 10), il peculato (prima da 3 a 10 ed ora da 4 a 10), abuso di ufficio (prima da 6 mesi a 3 anni, ora da 1 a 4 anni) e concussione ora riferibile al solo pubblico ufficiale (prima da 4 a 12 ed ora da 6 a 12). 

Introdotto anche il "reato di traffico d'influenze illecite" finalizzato a punire chi grazie alle sua posizione di potere, ottiene un compenso per un'attività di mediazione prodromica alla corruzione (pena da 1 a 3 anni).

Modificato anche l'art. 2635 del Codice Civile rubricato come "corruzione tra privati" che prevede una pena da 1 a 3 anni di reclusione.

Estesa anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici alle condanne oltre che ai delitti di peculato e concussione, anche alle ipotesi di corruzione propria e in atti giudiziari.

Non sarà possibile, inoltre, ricorrere ai magistrati per l'arbitrato tra privati e vengono imposte limitazioni all'utilizzo di tale strumento nella pubblica amministrazione

Il disegno di legge approvato delega poi il governo ad adottare entro un anno dall'entrata in vigore della legge un testo unico sull'impossibilità di candidare a parlamentare e ad altre cariche elettive di chi è stato condannato in via definitiva per delitti non colposi.

Previste anche misure organizzative interne per la Pubblica Amministrazione e forme particolari di tutela per chi segnala degli illeciti di cui è a conoscenza essendo garantito a questi l'anonimato.

A carico di ogni amministrazione viene posto l'obbligo di predisporre un piano annuale anti corruzione e i dirigenti, in caso di condanna definitiva per un reato di corruzione potranno rispondere di responsabilità erariale per danno di immagine provocato allo Stato.

Il provvedimento entrerà in vigore dopo l'ordinario periodo di vacatio legis e, dunque, il 28.11.2012.