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La lentezza della giustizia in Italia: raccontaci la tua esperienza e partecipa con noi al dibattito

pubblicato 25 ago 2011, 02:18 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 08 set 2011, 02:58 ]
In una recente intervista al Corriere della Sera il Ministro della Giustizia Nitto Palma ha dichiarato: "Condivido in pieno l'analisi del Vice Presidente Vietti e desidero ricordare che questo governo, sin dal suo esordio, si è impegnato nell'opera di riforma e miglioramento della giustizia civile", riprendendo le affermazioni del Vice Presidente del Csm Vietti il quale aveva segnalato l'urgenza di intervenire sull'efficienza del sistema giustizia con particolare riferimento al settore civile.

Prosegue sempre il Ministro affermano che: "Il mio predecessore, Angelino Alfano ha infatti da subito affrontato il problema della lentezza della giustizia civile e dell'enorme mole dell'arretrato, ottenendo eccellenti risultati attraverso l'approvazione del rito sommario di cognizione, delle nuove regole sulla formazione dei dirigenti degli uffici giudiziari e del nuovo statuto operativo del Processo Civile Telematico (già nel 2009); nel 2010 si è dato definitivo avvio alla mediazione civile, che si muove proprio in linea con la necessità di evitare che tutti i conflitti vengano portati davanti al giudice, e si è introdotto un modesto contributo unificato per le Opposizioni a Sanzioni Amministrative. Tutti questi interventi hanno già determinato nel 2010 una prima inversione di tendenza (dopo oltre trent'anni di costante aumento) con una diminuzione dell'arretrato di circa 400.000 cause...ed aspettiamo fiduciosi i dati del 2011 (...) In questo quadro - conclude il guardasigilli - auspico che tutte le parti interessate, dall'Anm all'avvocatura, dai sindacati alle comunità locali, diano prova della loro alta sensibilità istituzionale verso il bene comune e la cura dell'interesse generale".

Tali dichiarazioni ricalcano in gran parte quelle già contenute nella relazione ministeriale di gennaio 2011 ove, ancora una volta, l'introduzione di alcuni strumenti quali l'aumento del contributo unificato per le spese di giustizia, la mediazione, il processo civile telematico e la creazione del c.d. "rito sommario" venivano presentati come soluzioni estremamente efficaci per la riduzione del carico giudiziario.

Ma è davvero così ? E' corretto pensare che per diminuire il contenzioso giudiziario si devono aumentare le spese di giustizia al fine di scoraggiare i cittadini a ricorrere ai Tribunali ?
E' corretto pensare che, per diminuire il carico dei ruoli giudiziari, le risoluzioni delle controversie si debbano demandare ad organismi terzi (quelli di conciliazione) ? 
Ed ancora, chi opera quotidianamente nei palazzi di giustizia può veramente affermare che il rito sommario sia stata la risoluzione a tutti i problemi o, piuttosto, è più realistico affermare che è uno strumento poco utilizzato e ancora piuttosto vago sotto il profilo applicativo ?

Certamente i ritardi della Giustizia sono un problema per il Paese e ne impediscono lo sviluppo, ma siamo sicuri che per risolverli lo Stato debba piuttosto liberarsi del problema o impedendo, di fatto, ai cittadini di servirsi degli uffici giudiziari a causa del notevole aumento delle spese o demandando la risoluzione delle controversie a soggetti terzi ?

Non era uno dei cardini della nostra Costituzione il potere giudiziario come un potere autonomo, ma pur di competenza statale ?
Non è lo Stato, attraverso la magistratura, l'unico soggetto legittimato a rispondere alla domanda di Giustizia dei cittadini ?

Cosa succede allora in questo quadro ?

Questo argomento ci sta particolarmente a cuore e, dunque, nella pratica di ogni giorno, ci adoperiamo in tutti i modi per consentire ai nostri clienti di ottenere una risposta di giustizia che sia la più rapida possibile.
Al di là della solerzia degli avvocati, però, tale risposta non arriva in tempi rapidi per tanti motivi che negli anni hanno reso il nostro sistema della giustizia civile uno dei più lenti d'Europa.

Le strutture obsolete, le carenze di organico, l'organizzazione degli uffici, le procedure, possono essere solo alcuni dei motivi che, accumulatisi negli anni hanno portato a questa situazione, ma ora più che mai è necessario parlarne e non lasciare che il sistema continui ad appesantirsi senza che si intraveda alcuna via d'uscita con gravissima lesione dei diritti di ogni cittadino.

Pertanto, già da qualche settimana abbiamo deciso di aprire un dibattito sul nostro blog con l'intento di raccogliere, al di là delle propagandistiche affermazioni ministeriali, le esperienze vere di chi ogni giorno è in prima linea con i problemi reali dei ritardi della giustizia, avvocati, cittadini o altri operatori del diritto al fine di tracciare un disegno reale dell'inefficacia del sistema giustizia civile del nostro Paese.

Quanti più contributi vi saranno al dibattito tanto più potremo trarre delle conclusioni, pensare a possibili soluzioni, fare informazione e chissà.... fare arrivare anche qualche considerazione al Ministro della Giustizia.

Ogni contributo è gradito e, dunque, invitiamo tutti i visitatori del sito a partecipare attivamente su http://curcigenovese.blogspot.com/2011/08/la-lentezza-della-giustizia-italiana_10.html 

Qualunque sia l'esito di questo dibattito, quantomeno, avremo fatto tesoro di ogni opinione e ne terremo conto nella nostra esperienza professionale.

Segnaliamo, comunque, che già ora è possibile ottenere un risarcimento dallo Stato italiano per l'irragionevole durata dei processi.

Grazie
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