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La Corte Costituzionale boccia la mediazione obbligatoria per eccesso di delega

pubblicato 24 ott 2012, 09:40 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 4 feb 2013, 10:22 ]
E' arrivata oggi la tanto attesa sentenza della Corte Costituzionale in tema di mediazione obbligatoria istituita dal Dlgs 28/2010 con la quale ne è stata dichiarata l'illegittimità per eccesso di delega legislativa, nella parte in cui la norma la ha prevista come obbligatoria.

Lo ha riferito la stessa Corte con un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito, rendendo noto che le motivazioni saranno pubblicate nelle prossime settimane.

La sentenza  arriva al termine di un travagliato ed intenso dibattito tra gli operatori del diritto e di un iter processuale iniziato quasi immediatamente dopo la stessa entrata in vigore del dlgs 28/2010, istitutivo dello strumento della mediazione stessa.

Il giudizio, infatti, è stato introdotto a seguito dell'ordinanza di rimessione del Tar del Lazio, 9 marzo-12 aprile 2011 n. 3202, che aveva ritenuto non manifestamente infondata la questione proposta dall'Oua (Organismo Unitario dell'Avvocatura) e da diversi Consigli degli ordini locali, in riferimento all'art. 5 del Dlgs 28/2010 (istitutivo della mediazione obbligatoria) poichè in contrasto con gli articoli 24 (diritto di azione giurisdizionale) e 77 (rispetto di quanto previsto nella legge di delega) della Costituzione.

Allo stesso modo non era stata considerata infondata poichè in contrasto con i medesimi articoli (24 e 77) la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 16 del Dlgs n. 28 del 2010, comma 1, nella parte in cui prevede che siano abilitati a gestire il procedimento di mediazione  gli enti pubblici e privati, che diano garanzie di “serietà ed efficienza.

E' bene chiarire che la sentenza non entra nel merito della legittimità dello strumento, ma evidentemente precisa che il Governo, nel licenziare il Dlgs 28/2010 ed in particolare l’art. 5 (istitutivo dell'obbligatorietà della mediazione) ha ecceduto rispetto alla delega concessa dal Parlamento tramite l’articolo 60 della legge 69/2009

In sintesi, dunque, il Governo ha adottato un provvedimento che andava oltre i limiti concessi dal parlamento in sede di delega legislativa in quanto all'esecutivo era stato richiesto di elaborare dei provvedimenti "in materia di mediazione e di conciliazione in ambito civile e commerciale" ma non di spingersi sino a definirne l'obbligatorietà e ad inserirla quale condizione di procedibilità nel giudizio civile.

Naturalmente rimangono aperti ancora molti problemi per la cui soluzione e corretta interpretazione sarà indispensabile leggere il testo definitivo del provvedimento che pubblicheremo su questo sito non appena lo stesso sarà reso disponibile.

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Emilio Curci,
24 ott 2012, 09:40