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Interventi sulla Giustizia civile: le modifiche al codice di procedura a seguito della legge di conversione del DL 212/2011 e le altre disposizioni abrogate

pubblicato 23 feb 2012, 10:21 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 23 feb 2012, 10:21 ]
La Legge 17 febbraio 2012 n. 10 ha convertito con modifiche il decreto legge 212/2011, più noto come "Pacchetto Severino", rendendo definitive solo alcune delle novità normative previste dalla decretazione di urgenza eliminando, invece molte delle disposizioni originariamente previste.

In sintesi la legge di conversione incide unicamente sulle modifiche apportate dal Governo al Codice di rito, escludendo, così l'entrata in vigore delle altre norme proposte.

Per chiarezza di lettura riportiamo, pertanto, di seguito prima l'indicazione delle le norme abrogate dal decreto legge 212/2011 e, subito dopo, in versione comparativa, il testo degli articoli modificati del Codice di Procedura civile:

NORME ABROGATE

- Procedura da sovraindebitamento
E' stata eliminata tutta la parte riguardante la procedura del sovraindebitamento (prevista dagli artt. da 1 a 11). Si trattava di quelle disposizioni che individuavano una procedura in favore del debitore che versasse in situazione di eccessivo indebitamento. 

- Dichiarazione di persistenza di interesse nei giudizi in appello e Cassazione (Art. 26 della L. 12 novembre 2011, n. 183)
Viene abrogata tale norma, intitolata come "Misure straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente davanti alla Corte di cassazione e alle corti di appello" che prevedeva la necessità di presentare dichiarazione di persistenza di interesse sottoscritta dalla parte nei procedimenti pendenti in appello e in Cassazione avverso le pronunce pubblicate prima della l. n. 69/2009 a pena di estinzione dei giudizi.
- Mediazione civile
Abrogati l'Art. 5, comma 6-bis del dlgs 28/2010 che prevedeva la vigilanza del capo dell'ufficio giudiziario sulla verifica della condizione di procedibilità del giudizio, nonchè l'adozione di ogni iniziativa necessaria a favorire l'espletamento della mediazione su invito del giudice, l'obbligo di relazione con frequenza annuale, al Consiglio superiore della magistratura ed al Ministero della giustizia, nonchè l'Art. 8, comma V, secondo periodo nella parte in cui disponeva "Con ordinanza non impugnabile pronunciata d'ufficio alla prima udienza di comparizione delle parti, ovvero all'udienza successiva di cui all'articolo 5, comma 1"


 

Vecchio testo

Nuovo testo

 

 

Art. 82 cpc (Patrocinio)

Davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede € 516,46

 

 

Art. 82 cpc (Patrocinio)

Davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede € 1.100

 

 

Art. 91 cpc (Condanna alle spese)

Il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell’altra parte e ne liquida l’ammontare insieme con gli onorari di difesa. Se accoglie la domanda in misura non superiore all’eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento delle spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta, salvo quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 92.

 

Le spese della sentenza sono liquidate dal cancelliere con nota in margine alla stessa; quelle della notificazione della sentenza del titolo esecutivo e del precetto sono liquidate dall’ufficiale giudiziario con nota in margine all’originale e alla copia notificata.

I reclami contro le liquidazioni di cui al comma precedente sono decisi con le forme previste negli articoli 287 e 288 dal capo dell’ufficio a cui appartiene il cancelliere o l’ufficiale giudiziario.

 

 

 

Art. 91 cpc (Condanna alle spese)

Il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell’altra parte e ne liquida l’ammontare insieme con gli onorari di difesa. Se accoglie la domanda in misura non superiore all’eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento delle spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta, salvo quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 92.

 

Le spese della sentenza sono liquidate dal cancelliere con nota in margine alla stessa; quelle della notificazione della sentenza del titolo esecutivo e del precetto sono liquidate dall’ufficiale giudiziario con nota in margine all’originale e alla copia notificata.

I reclami contro le liquidazioni di cui al comma precedente sono decisi con le forme previste negli articoli 287 e 288 dal capo dell’ufficio a cui appartiene il cancelliere o l’ufficiale giudiziario.

 

Nelle cause previste dall’articolo 82, primo comma, le spese, competenze ed onorari liquidati dal giudice non possono superare il

valore della domanda

 

 

Art. 769 cpc (Istanza)

L'inventario può essere chiesto al tribunale dalle persone che hanno diritto di ottenere la rimozione dei sigilli ed è eseguito dal cancelliere del tribunale o da un notaio designato dal defunto con testamento o nominato dal tribunale.

 

L'istanza si propone con ricorso, nel quale il richiedente deve dichiarare la residenza o eleggere domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale.

 

Il tribunale provvede con decreto.

 

 

 

Art. 769 cpc (Istanza)

L'inventario può essere chiesto al tribunale dalle persone che hanno diritto di ottenere la rimozione dei sigilli ed è eseguito dal cancelliere del tribunale o da un notaio designato dal defunto con testamento o nominato dal tribunale.

 

L'istanza si propone con ricorso, nel quale il richiedente deve dichiarare la residenza o eleggere domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale.

 

Il tribunale provvede con decreto.

 

Quando non sono stati apposti i sigilli, l'inventario può essere chiesto dalla parte che ne assume l'iniziativa direttamente al notaio designato dal defunto nel testamento ovvero, in assenza di designazione, al notaio scelto dalla stessa parte.

 


Magistrati Onorari.

L’art. 13 della legge di conversione regola, infine, la proroga dei magistrati onorari. 
Al comma 1 dell'articolo 245 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, le parole: «non oltre il 31 dicembre 2011» sono sostituite dalle seguenti: «non oltre il 31 dicembre 2012». 2. I giudici onorari e i vice procuratori onorari il cui mandato scade il 31 dicembre 2011 e per i quali non e' consentita un'ulteriore conferma secondo quanto previsto dall'articolo 42-quinquies, primo comma, dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, nonchè i giudici di pace il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2012 e per i quali non e' consentita un'ulteriore conferma secondo quanto previsto dall'articolo 7, comma 1, della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, sono ulteriormente prorogati nell'esercizio delle rispettive funzioni a fare data dal 1° gennaio 2012, fino alla riforma organica della magistratura onoraria e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012.

Tra gli allegati il testo della legge di conversione

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Emilio Curci,
23 feb 2012, 10:21
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