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Giurisprudenza penale

Obblighi di assistenza familiare, non c'è reato solo se chi vi è tenuto è in stato di assoluto bisogno

pubblicato 19 lug 2016, 07:53 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 19 lug 2016, 07:57 ]

Cassazione penale, sez. VI penale, sentenza 22/03/2016 n° 12283

La condotta sanzionata dall'art. 570 cod. pen., comma 2, presuppone uno stato di bisogno, nel senso che l'omessa assistenza deve avere l'effetto di far mancare i mezzi di sussistenza, che comprendono quanto è necessario per la sopravvivenza, situazione che non si identifica nè con l'obbligo di mantenimento nè con quello alimentare, aventi una portata più ampia. (Cass. pen., Sez. U, n. 23866 del 31/01/2013, Rv. 255272). Lo stato di bisogno e l'obbligo del genitore di contribuire al mantenimento dei figli minori non vengono meno quando gli aventi diritto siano assistiti economicamente da terzi, anche con eventuali elargizioni a carico della pubblica assistenza (Cass. pen., Sez. 6, n. 46060 del 22/10/2014, Rv. 260823).

Per escludere la responsabilità, l'impossibilità di far fronte agli adempimenti sanzionati dall'art. 570 cod. pen., deve essere assoluta e costituire una situazione di persistente, oggettiva, incolpevole indisponibilità di introiti (Cass. pn. Sez. 6, n. 33997 del 24/06/2015, Rv. 264667) e l'imputato ha l'onere di allegare gli elementi dai quali possa desumersi la sua impossibilità di adempiere alla obbligazione, ma non vale a tal fine la dimostrazione di una mera flessione degli introiti economici o la generica allegazione di difficoltà (Cass. pen., Sez. 6, n. 8063 del 08/02/2012, Rv. 25242).



No a responsabilità per l'investimento se condotta del pedone è eccezionale ed imprevedibile

pubblicato 10 gen 2014, 10:57 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 10 gen 2014, 10:58 ]

Cassazione penale , sez. IV, sentenza 31.07.2013 n° 33207

Il conducente del veicolo, oltre a dover rispettare le norme generiche di prudenza ed ex art. 140 C.d.S., ha altresì l’obbligo di prevedere le eventuali imprudenze e trasgressioni degli altri utenti della strada e di cercare di prepararsi a superarle senza danno altrui. Il conducente del veicolo può essere esente da responsabilità, in caso di investimento del pedone, solo qualora la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista né prevedibile, che sia stata da sola a produrre l’evento.



Occultare merce rubata in una borsa non costituisce aggravante del furto

pubblicato 14 ott 2013, 03:53 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 14 ott 2013, 03:55 ]

Cassazione penale , SS.UU., sentenza 30.09.2013 n° 40354

“L'aggravante dell'uso di mezzo fraudolento di cui all'art. 625, comma primo, n. 2, cod. pen. delinea una condotta, posta in essere nel corso dell'iter criminoso, dotata di marcata efficienza offensiva e caratterizzata da insidiosità, astuzia, scaltrezza; volta a sorprendere la contraria volontà del detentore ed a vanificare le difese che questi ha apprestato a difesa della cosa. Tale insidiosa, rimarcata efficienza offensiva non si configura nel mero occultamento sulla persona o nella borsa di merce esposta in un esercizio di vendita a self service, trattandosi di banale, ordinano accorgimento che non vulnera in modo apprezzabile le difese apprestate a difesa del bene”.



Non commette reato l'immigrato irregolare che sta per sposarsi con un italiano

pubblicato 31 lug 2013, 03:30 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 31 lug 2013, 03:32 ]

Cass. Pen., Sez. I, 29 luglio 2013 n. 32859

Non commette reato – ossia non viola l’art. 10bis del D.Lgs. 286/1998 - il cittadino extracomunitario che abbia fatto ingresso e si sia trattenuto nel territorio italiano al fine di esercitare un diritto riconosciuto dall’ordinamento, anche se non in possesso dei documenti validi per tale ingresso e successivo trattenimento.



Non viola l'art. 650 del Codice Penale il parcheggiatore abusivo che non rispetta l'ordine del Questore

pubblicato 16 apr 2013, 07:44 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 26 lug 2013, 11:27 ]

Corte di cassazione - Sezione I penale - Sentenza 8 aprile 2013 n. 15936

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 650 c.p. è necessario che: a) l’inosservanza riguardi un ordine specifico impartito ad un soggetto determinato, in occasione di eventi o circostanze tali da far ritenere necessario che proprio quel soggetto ponga in essere una certe condotta, ovvero si astenga da una certa condotta; e ciò per ragioni di sicurezza o di ordine pubblico o di igiene o di giustizia; b) l’inosservanza riguardi un provvedimento adottato in relazione a situazioni non prefigurate da alcuna specifica previsione normativa che comporti una specifica ed autonoma sanzione


La detenzione di sostanze stupefacenti oltre il limite massimo consentito dalla legge non fa scattare la presunzione di spaccio

pubblicato 25 gen 2013, 02:30 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 25 set 2014, 10:16 ]

Cassazione penale , sez. III, sentenza 22.11.2012 n° 45704

Per poter affermare, con assoluta certezza, che la sostanza stupefacente detenuta sia destinata allo spaccio, non è sufficiente il mero dato oggettivo del superamento dei limiti massimi stabiliti dalla legge, ma occorre prendere in considerazione anche le modalità di presentazione della sostanza e le altre circostanze dell'azione.

E' reato di falsità ideologica il rilascio di certificato medico senza visitare il paziente

pubblicato 22 mag 2012, 08:23 da Emilio Curci

Cassazione penale , sez. V, sentenza 15.05.2012 n° 18687

Integra il reato di falsità ideologica in certificazioni amministrative (art. 480 c.p.), il medico di base convenzionato con il servizio sanitario nazionale che rilasciava un certificato medico di proroga della prognosi, senza avere previamente visitata la persona.

Se la società intende sporgere querela è sufficiente la firma del legale rappresentante

pubblicato 18 mag 2012, 11:10 da Emilio Curci

Cassazione penale , sez. VI, sentenza 02.05.2012 n° 16150

In merito alle querele proposte nell'interesse di una persona giuridica, la legittimazione non spetta necessariamente al Consiglio di Amministrazione, ma è sufficiente la firma del legale rappresentante.

Infatti, in mancanza di un esplicito e specifico divieto statutario o assembleare di una società di capitali, l'esercizio del diritto di querela, pur trattandosi di un atto di straordinaria amministrazione, rientra tra i compiti del rappresentante legale di una società di capitali e non richiede un apposito e specifico mandato in quanto gli amministratori possono compiere tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale, salve le limitazioni derivanti dalla legge o dall'atto costitutivo.

E' punibile il tentativo anche per gli atti preparatori del reato

pubblicato 12 apr 2012, 03:07 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 12 apr 2012, 03:07 ]

Corte di Cassazione Penale - Sentenza 12175/12 del 02.04.2012

Ai fini del tentativo punibile, assumono rilevanza penale non solo gli atti esecutivi veri propri del delitto pianificato, ma anche quegli atti che, pur essendo classificabili come atti preparatori, tuttavia, per le circostanze concrete (di luogo - di tempo - di mezzi ecc.) fanno fondatamente ritenere che l'azione - considerata come l'insieme del suddetti atti - abbia la rilevante probabilità di conseguire l'obiettivo programmato e che l'agente si trovi ormai ad un punto di non ritorno dall'imminente progettato delitto e che il medesimo sarà commesso a meno che non risultino percepibili incognite che pongano in dubbio tale eventualità, dovendosi, a tal fine, escludere solo quegli eventi Imprevedibili non dipendenti dalla volontà del soggetto agente atteso che costui ha solo un modo per dimostrare di avere receduto dal proposito criminoso: ossia la desistenza volontaria (art. 56 c.p., comma 3) o il recesso attivo (art. 56 c.p., comma 4).

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