Giurisprudenza diritto dei consumatori


Rumori molesti possono integrare danno da vacanza rovinata

pubblicato 16 apr 2012, 10:37 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 26 lug 2013, 08:39 ]

Tribunale Arezzo, sez. Sansepolcro, sentenza 20.03.2012

Il danno da vacanza rovinata può essere qualificato quale quel pregiudizio che si sostanzia nel disagio e nell'afflizione, subiti dal turista-viaggiatore, per non avere potuto godere pienamente della vacanza, come occasione di svago e/o di riposo. (Nel caso di specie, il danno è stato ritenuto provato, in modo presuntivo, in considerazione del presumibile venir meno delle aspettative dell’attore, con riguardo alla qualità della vacanza, turbata dai rumori conseguenti all’esecuzione di lavori di ristrutturazione, presenti sull’isola maldiviana dove l'attore aveva acquistato un soggiorno, in quanto il bungalow, a lui assegnato, si trovava proprio nei pressi del pontile dell’isola, dal quale partivano le imbarcazioni a motore, per trasportare i materiali edili.)

Anatocismo: la Corte Costituzionale boccia il decreto milleproroghe. Prescrizione decorre da chiusura conto e non da singola annotazione

pubblicato 12 apr 2012, 02:41 da Emilio Curci

Corte Costituzionale , sentenza 05.04.2012 n° 78

Orbene, come sopra si è notato l’ampia formulazione della norma censurata impone di affermare che, nel novero dei «diritti nascenti dall’annotazione», devono ritenersi inclusi anche i diritti di ripetere somme non dovute (quali sono quelli derivanti, ad esempio, da interessi anatocistici o comunque non spettanti, da commissioni di massimo scoperto e così via, tenuto conto del fatto che il rapporto di conto corrente di cui si discute, come risulta dall’ordinanza di rimessione del Tribunale di Brindisi, si è svolto in data precedente all’entrata in vigore del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342, recante modifiche al d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia). Ma la ripetizione dell’indebito oggettivo postula un pagamento (art. 2033 cod. civ.) che, avuto riguardo alle modalità di funzionamento del rapporto di conto corrente, spesso si rende configurabile soltanto all’atto della chiusura del conto (Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza n. 24418 del 2010, citata).

Ne deriva che ancorare con norma retroattiva la decorrenza del termine di prescrizione all’annotazione in conto significa individuarla in un momento diverso da quello in cui il diritto può essere fatto valere, secondo la previsione dell’art. 2935 cod. civ.

Danno patrimoniale, danno irreparabile, insussistenza

pubblicato 13 lug 2011, 02:58 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 13 lug 2011, 03:00 ]

Tribunale Sant'Angelo dei Lombardi, sez. civile, sentenza 14.06.2011 n° 1292

Normalmente il pericolo del verificarsi di un danno patrimoniale non costituisce un danno grave ed irreparabile, in quanto il danno patrimoniale è per sua natura sempre riparabile mediante il successivo risarcimento; è noto infatti il principio secondo cui il pregiudizio irreparabile previsto dall’art. 700 c.p.c. sussiste solo quando siano in discussione posizioni soggettive di carattere assoluto, principalmente attinenti alla sfera personale del soggetto (e spesso anche dotate di rilievo e protezione a livello costituzionale), che rendano necessario un pronto ed immediato intervento cautelare al fine di assicurarne la completa tutela.

Danno da vacanza rovinata, risarcimento, natura giuridica, ammissibilità

pubblicato 03 mar 2011, 12:44 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 04 ago 2011, 06:29 ]

Tribunale Milano, sez. XI, sentenza 16.12.2010 n° 14418

La risarcibilità del danno da vacanza rovinata, configurato come danno non patrimoniale, si fonda sul combinato disposto dell'art.2059 c.c. e dell'art.92 comma 2 del Codice del Consumo, secondo il quale il consumatore, in caso di annullamento del pacchetto di viaggio senza colpa da parte del consumatore, ha diritto, oltre alla restituzione della somma o, in alternativa, all'offerta di una prestazione equivalente da parte del tour operator, al risarcimento di ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto.

Anatocismo bancario, termine di prescrizione

pubblicato 02 gen 2011, 03:31 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 04 ago 2011, 07:24 ]

Cass. Civ. Sez. Unite - sent. 24418 del 2.12.2010

Il termine di prescrizione decennale per il reclamo delle somme trattenute dalla banca indebitamente a titolo di interessi su un’apertura di credito in conto corrente decorre dalla chiusura definitiva del rapporto, trattandosi di un contratto unitario che dà luogo ad unico rapporto giuridico, anche se articolato in una pluralità di atti esecutivi, sicché è solo con la chiusura del conto si stabiliscono definitivamente i crediti e i debiti delle parti tra loro.
Non può, pertanto, ipotizzarsi, il decorso del termine di prescrizione del diritto alla ripetizione se non da quando sia intervenuto un atto giuridico, definibile come pagamento, che l’attore pretende essere indebito, perché prima di quello non è configurabile alcun diritto di ripetizione.

Il testo integrale in allegato

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