L'altezza minima è un requisito rilevante per l'assunzione nella Polizia di Stato

pubblicato 25 gen 2013, 02:37 da Emilio Curci   [ aggiornato in data 14 ott 2013, 04:01 ]
Consiglio di Stato , sez. IV, sentenza 26.06.2012 n° 3775

L'art. 1, co. 8, del D.L. 13 settembre 1996, n. 479, convertito con modificazioni in L. 15 novembre 1996, n. 579, dispone - in applicazione dell’art. 77, terzo co., seconda parte Cost. – che “restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti-legge 5 luglio 1995, n. 269, 1 settembre 1995, n. 369, 30 ottobre 1995, n. 456, 23 dicembre 1995, n. 572, 28 febbraio 1996, n. 97, 29 aprile 1996, n. 234, e 16 luglio 1996, n. 378”: ossia, è stata con ciò affermata la validità di tutti gli atti e provvedimenti che sono stati emanati nel tempo in applicazione della disciplina di legge da ultimo definitivamente inserita nell’ordinamento, ivi compresa la disciplina del pur non convertito D.L. 456 del 1995, il quale prevede che “le idonee dei concorsi per vigilatrice penitenziaria espletati nei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della L. 15 dicembre 1990, n. 395 possono essere assunte, purché non abbiano superato il quarantesimo anno di età alla data di entrata in vigore del presente decreto e siano in possesso di tutti gli altri requisiti previsti per l’assunzione nel Corpo di Polizia Penitenziaria”.

Discende dunque da ciò che per l'assunzione nel Corpo di Polizia Penitenziaria è irrefutabilmente in vigore la sopravvenuta norma che assoggetta le candidate già idonee nei pregressi concorsi per vigilatrice penitenziaria ai requisiti comunque previsti per l’assunzione nel medesimo Corpo di Polizia Penitenziaria, ivi compreso quello dell’altezza minima di m. 1,65 per gli uomini e di m. 1,61 per le donne.