Il portale dei servizi telematici ed i punti di accesso

Per poter accedere a tutte le informazioni che riguardano i fascicoli dei procedimenti pendenti presso gli uffici giudiziari del territorio nazionale è possibile utilizzare due differenti strumenti e cioè o il sito ministeriale (denominato portale dei servizi telematici) ovvero i c.d. "punti di accesso privati" messi a disposizione da soggetti esterni, ma sempre abilitati dal Ministero della Giustizia ad offrire tale servizio.

IL PORTALE MINISTERIALE DEI SERVIZI TELEMATICI (PST)

Così come previsto dalle regole tecniche il portale ministeriale dei servizi telematici (noto in gergo con il termine di PST) è accessibile all’indirizzo http://pst.giustizia.it ed è composto di una “area pubblica” e di una “area riservata”.

L’“area pubblica”, denominata “Servizi online Uffici Giudiziari”, è composta da tutte le pagine web e i servizi del portale disponibili ad accesso senza l’impiego di apposite credenziali, sistemi di identificazione e requisiti di legittimazione.

In essa sono disponibili le seguenti tipologie d’informazione:
  • Informazioni e documentazione sui servizi telematici del dominio giustizia;
  • Raccolte giurisprudenziali;
  • Informazioni essenziali sullo stato dei procedimenti pendenti, rese di-sponibili in forma anonima.
In quest'ultimo caso, i parametri e i risultati di ricerca riportano unicamente i dati identificativi dei procedimenti (numero di ruolo, numero di sentenza, ecc.), senza riferimenti in chiaro ai nomi o ai dati personali delle parti e tali per cui non sia possibile risalire all’identità dell’interessato. 

Il canale di comunicazione per l’accesso a tali informazioni è cifrato (HTTPS).

Per “area riservata” s’intende il contenitore di tutte le pagine e i servizi del portale disponibili previa identificazione informatica.

Nell’area riservata sono disponibili informazioni, dati e provvedimenti giudiziari in formato elettronico, secondo quanto previsto all’art. 27 del regolamento, nonché i servizi di pagamento telematico e di richiesta copie.

Per accedere ai servizi disponibili nell'area riservata del sito ministeriale è dunque necessaria una preventiva autenticazione dell'utente.

L’identificazione informatica per i soggetti abilitati esterni e gli utenti privati avviene sul portale dei servizi telematici mediante carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi. 

o token crittografico (es: su dispositivo chiavetta USB o smart card), purchè sia conforme a quanto previsto dall'art. 64 del dlgs 82/2005 (CAD).

I PUNTI DI ACCESSO (PDA)

L'altra modalità di fruire dei servizi telematici del settore giustizia alternativa al PST è rappresentata dai c.d. "punti di accesso" privati o comunque non direttamente gestiti dal Ministero.

Il punto di accesso (in gergo PDA) è la struttura tecnologica-organizzativa che fornisce ai soggetti abilitati esterni al dominio giustizia (quindi anche avvocati e consulenti tecnici di ufficio) i servizi di connessione al portale dei servizi telematici, secondo le regole tecnico-operative riportate nel decreto del Ministero della giustizia 21 febbraio 2011, 21 e le varie specifiche tecniche come progressivamente aggiornate.

Il PDA, essendo gestito da soggetti privati, in taluni casi, può offrire (spesso a pagamento) agli utenti servizi aggiuntivi e complementari, quali  la predisposizione e l'invio degli atti in modalità telematica.

Il punto di accesso è, comunque, tenuto a fornire un'adeguata qualità dei servizi, dei processi informatici e dei relativi prodotti, per  garantire la sicurezza del sistema.

I soggetti abilitati all'attivazione di un punto di accesso sono:
  • i consigli degli ordini professionali, i collegi ed i Consigli nazionali professionali, limitatamente ai propri iscritti;
  • il Consiglio nazionale forense, ove delegato da uno o più  consigli degli ordini degli avvocati, limitatamente agli iscritti del consiglio delegante;
  • il Consiglio nazionale del notariato, limitatamente ai propri iscritti;
  • l'Avvocatura dello Stato, le amministrazioni statali o equiparate, e gli enti pubblici, limitatamente ai loro iscritti e dipendenti;
  • le Regioni, le città metropolitane, le provincie ed i Comuni, o enti consorziati tra gli stessi;
  • le Camere di Commercio, per le imprese iscritte nel relativo registro.
  • società di capitali in possesso di un capitale sociale interamente versato non inferiore a un milione di euro.
A differenza di quanto accade per il PST dove l'accesso è consentito come detto solo attraverso CNS o Carta di identità elettronica, è possibile accedere ai PDA anche tramite autenticazione a due fattori oppure tramite token crittografico (smart card, chiavetta USB o altro dispositivo sicuro) in conformità all'articolo 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

In tal caso il certificato di autenticazione deve essere rilasciato da un certificatore accreditato dall’Agenzia per l’Italia Digitale ai sensi dell'art 29 del CAD, che si fa garante dell’identità del soggetto, deve rispettare il profilo del certificato previsto dalla Carta Nazionale dei Servizi (CNS), facendo riferimento all’Appendice 1 del documento rilasciato dal CNIPA: “Linee guida per l’emissione e l’utilizzo della Carta Nazionale dei Servizi”. 

In termini d’interoperabilità, sono ammissibili dispositivi che consentano la disponibilità di entrambe le interfacce PKCS#11 e CSP.
In particolare, entrambe le interfacce devono consentire l’accesso alla procedura d’identificazione forte mediante digitazione del PIN da parte dell’utente; il dispositivo deve inoltre rispettare la strutturazione del file system come da specifiche CNS.

In fase di identificazione tramite token crittografico, il punto di accesso o il portale dei servizi telematici verifica la validità del certificato presente nel token crittografico utilizzato dall’utente che accede.

Prima di consentire qualunque operazione, inoltre, il punto di accesso verifica che il token crittografico sia collegato alla postazione; in caso contrario, invalida e termina la sessione.

Il Ministero della giustizia verifica, anche attraverso opportune visite ispettive, che i punti di accesso rispettino i predetti requisiti.
La violazione di queste regole di sicurezza comporta per il punto di accesso la sospensione dell’autorizzazione a erogare i servizi, fino al definitivo rispetto dei requisiti.
 
L'elenco di tutti i punto di accesso accreditati dal Ministero e attualmente operanti è consultabile all'indirizzo:


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