Negoziazione assistita dagli avvocati

La legge n. 162/2014 che ha convertito il DL 132/2014, entrata in vigore l'11 novembre 2014, ha definitivamente introdotto l'istituto della "negoziazione assistita dagli avvocati" in tre differenti modalità:

1) volontaria;
2) obbligatoria;
3) per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

In sostanza si tratta di "un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l'assistenza dei propri avvocati".

Attraverso tale procedura è, dunque, possibile trovare accordi transattivi evitando di arrivare in giudizio con l'assistenza qualificata di avvocati.

La durata massima della procedura deve essere individuata dalle parti, ma secondo la legge non potrà mai essere inferiore ad un mese né superiore tre mesi, termine prorogabile su intesa delle parti per ulteriori trenta giorni.

La soluzione negoziale della lite raggiunta deve essere conclusa in forma scritta e sottoscritta dagli avvocati, previa verifica da parte degli stessi della conformità dell'accordo "alle norme imperative ed all’ordine pubblico" e conseguente certificazione delle sottoscrizioni apposte dalle parti sotto la propria responsabilità.

L’accordo concluso costituisce titolo esecutivo e titolo per l’iscrizione della ipoteca giudiziale senza bisogno di alcun procedimento di omologazione giudiziaria.

La negoziazione è facoltativa per tutte le materie in cui si verta di diritti disponibili, con esclusione della materia del lavoro, mentre è obbligatoria (e, cioè, è indispensabile esperirla quale condizione di procedibilità per rivolgersi all'autorità giudiziaria) per le controversie "in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti" senza limiti di valore, nonché per le domande di pagamento "a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro".

La negoziazione assistita "obbligatoria" è entrata in vigore dall'11 febbraio 2015 (e cioè, decorsi 90 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione), data a partire della quale è indispensabile esperirla prima di avviare azioni giudiziarie nelle due ipotesi sopra indicate.

Il procedimento di negoziazione assistita da un avvocato può essere, inoltre, utilizzato anche al fine di raggiungere "una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio", alle condizioni e, nel rispetto dei limiti temporali previsti dalla legislazione in materia, nonché per la modificazione delle condizioni di separazione o di divorzio.

L’accordo concluso produce i medesimi effetti dei provvedimenti giudiziari che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione e di divorzio, senza bisogno di omologazione giudiziale, e in base ad esso verranno effettuate le dovute annotazioni negli atti di matrimonio.

Affinché l’accordo concluso possa spiegare gli effetti descritti ed essere trascritto nei registri, è necessario che il "procuratore della Repubblica presso il tribunale competente" comunichi agli avvocati un "nulla osta" ove non ravvisi "irregolarità".

Soltanto in seguito a tale nullaosta sarà possibile procedere ai successivi adempimenti, ovvero alla obbligatoria trasmissione «entro il termine di 10 giorni, all'ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu trascritto, copia, autenticata dallo stesso, dell'accordo munito delle certificazioni» relative all’autografia delle circoscrizioni e alla conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico.

Il ricorso alla negoziazione è consentita, con maggiori cautele, anche in presenza di figli minorenni, incapaci o portatori di handicap gravi.

Di conseguenza gli avvocati sono tenuti a trasmettere il relativo accordo (art. 6, co. 3 e 4). In questi casi, ai sensi dell’art. 6, comma 2, secondo capoverso, l'accordo raggiunto deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni al procuratore della Repubblica
presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l'accordo risponde all'interesse dei figli, lo autorizza.

In caso contrario "il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo". 

L’avvocato, autenticata copia dell'accordo autorizzato, deve trasmetterla "entro il termine di 10 giorni" dall’autorizzazione all'ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio è stato trascritto.

Si tratta, dunque, di uno strumento al quale poter fare ricorso per raggiungere soluzioni e risultati certamente più rapidi rispetto all'instaurazione di un giudizio civile.

Per tutte le informazioni necessarie è possibile, quindi, rivolgersi liberamente ai nostri professionisti.

Tra gli allegati di questa pagina il modello liberamente adattabile per invitare una parte alla stipula di una convenzione di negoziazione assistita obbligatoria
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Emilio Curci,
31 lug 2015, 02:38