Giudice di Pace

Il giudice di pace è un giudice non professionale competente a decidere cause minori, in ambito civile, penale e amministrativo. 

La figura è stata istituita con la legge 21 novembre 1991 n. 374 e successive modifiche, ma la sua entrata in vigore è stata più volte rinviata fino all'1 maggio 1995, data a partire dalla quale ha ufficialmente iniziato ad espletare le sue funzioni.

Così come descritto dal sito del Ministero della Giustizia: "Il giudice di pace è l’ufficio giudiziario che per sua dislocazione geografica sul territorio è il più vicino al cittadino" ed infatti le sue sedi sono presenti in maniera capillare sull'intero territorio nazionale.

Cliccando su questo link è possibile conoscere dove sono situate tutte le sedi dell'Ufficio.

COMPETENZA CIVILE

La competenza civile del giudice di pace è stabilita dall'art. 7 del Codice di Procedura Civile.

Competenza esclusiva

Sono di competenza esclusiva del giudice di pace:

- le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi
- le cause relative alla misura ed alle modalità d'uso dei servizi di condominio di case
- le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità.

Competenza per valore

Sono di competenza del giudice di pace:

le cause relative ai beni mobili di valore non  superiore a 5.000,00 euro quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice
le cause concernenti la circolazione di veicoli e di natanti purché il valore della controversia non superi i 20.000,00 euro

Per cause civili di valore fino 1.100,00 euro, se le parti interessate ne fanno richiesta, il giudice di pace decide secondo equità.

La funzione conciliativa

Il giudice di pace ha anche una funzione conciliativa su richiesta delle parti interessate, senza alcun limite di valore e per tutte le materie purché non siano di competenza esclusiva di altri giudici (es: le cause di lavoro, quelle matrimoniali o le altre espressamente riservate al Tribunale).

Davanti al giudice di pace è possibile stare in giudizio senza avvocato, soltanto se si tratta di cause di valore non superiore a 1.100  euro o quando il giudice, su richiesta dell'interessato, lo autorizzi in considerazione della natura ed entità della causa. 
Negli altri casi le parti devono essere assistite e difese da un avvocato.


COMPETENZA PENALE

Il giudice di pace, dal 1º ottobre 2001, è anche un giudice penale (ma entra effettivamente in funzione dal 1º gennaio 2002): il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, ha attribuito alla sua cognizione, tra gli altri, alcuni reati di notevole diffusione, contro la persona, quali le percosse e le lesioni, l'omissione di soccorso; contro l'onore, quali l'ingiuria e la diffamazione; contro il patrimonio, quali il danneggiamento e l'ingresso abusivo nel fondo altrui.

In caso di condanna il giudice di pace non applica pene detentive, ma pene pecuniarie o, nei casi gravi, può applicare la pena della permanenza domiciliare o su richiesta dell'imputato, la pena del lavoro di pubblica utilità.

Il processo ha luogo normalmente per iniziativa del Pubblico Ministero, ma anche la persona offesa, per i reati perseguibili a querela, può chiedere al giudice l'instaurazione del processo attraverso la presentazione un "ricorso diretto" al giudice di pace, depositandolo nella segreteria del Pubblico Ministero, che provvede alla formalizzazione dell'addebito. In tal caso, il giudice di pace, se non ritiene il ricorso infondato o inammissibile, dispone la convocazione delle parti innanzi a sé.

Il processo penale innanzi al giudice di pace è caratterizzato dalla particolare attenzione a favorire, per quanto possibile, la conciliazione tra imputato e persona offesa.

Il giudice, sentita la persona offesa, può dichiarare estinto il reato se l'autore della violazione dimostra di aver provveduto alla riparazione del danno causato e di avere eliminato la situazione di pericolo eventualmente determinata.

È inoltre previsto che il giudice di pace possa astenersi dal procedere quando risulti, per l'esiguità dell'offesa e l'occasionalità del comportamento, la particolare "tenuità" del fatto (tenuto conto anche del pregiudizio che l'ulteriore corso del procedimento arrecherebbe alle esigenze di lavoro, famiglia o salute dell'imputato), sempre che l'offeso non si opponga.

L'imputato e la persona offesa devono necessariamente essere difesi da un avvocato.

E' stata, inoltre, attribuita al giudice di pace la convalida dei provvedimenti del prefetto in materia di espulsione dal territorio dello stato, e dei provvedimenti di accompagnamento alla frontiera o di trattenimento in un centro di accoglienza temporanea emanati dal questore.

Con la Legge 15 luglio 2009, n. 94 (a decorrere dall'8 agosto 2009), è, inoltre, di competenza del Giudice di Pace il nuovo reato di immigrazione clandestina per il quale è previsto un particolare procedimento "a presentazione immediata" in udienza.
In ossequio al principio che il Giudice di Pace non può irrogare pene detentive tale eato però prevede come condanna una ammenda o la pena sostitutiva dell'espulsione dal territorio italiano.


COMPETENZA AMMINISTRATIVA

Al giudice di pace si può presentare opposizione per molte sanzioni amministrative in contestazione di importi inferiori a € 15.493,71, ad esclusione delle fattispecie riservate, per materia, al Tribunale (ad esempio non è competente in materia di ordinanze-ingiunzione emesse dalla Direzione provinciale del lavoro, ed in genere avverso tutti i ricorsi in materia di lavoro e previdenza sociale.

Per le violazioni al codice della strada il giudice di pace ha, invece, competenza esclusiva che prescinde dal valore.

Nel caso di ricorso contro le sanzioni per infrazione al codice della strada si può presentare:

1. ricorso avverso la multa per infrazione al codice della strada (in alternativa alla presentazione del ricorso al Prefetto)
- si può presentare ricorso avverso il verbale di accertamento della violazione amministrativa
- oppure avverso la cartella esattoriale che viene inviata quando la multa non viene pagata. Il ricorso può essere presentato solo per vizi della cartella. L’importo della sanzione contenuto nella cartella è raddoppiato.

2. ricorso avverso l’ordinanza del Prefetto che rigetta il ricorso per una multa.

- Il ricorso al giudice di pace avverso il verbale di accertamento della violazione va presentato entro 30 giorni dalla data di contestazione della multa su strada, o dalla data notifica della multa.

- Il ricorso avverso la cartella esattoriale va presentato entro 30 giorni dalla notifica della stessa. Il ricorso avverso la cartella esattoriale può essere presentato solo per errori materiali della cartella o per vizi di notifica, e non può essere proposto per contestare nel merito il verbale.

In tali casi non è necessaria l'assistenza di un avvocato.